COMECE

Tre grandi questioni

Cellule staminali, crisi e migrazioni nel primo numero 2012 di Europe Infos

Il numero di Europe Infos che apre il 2012 dedica molto spazio alle questioni di politica economica e finanziaria: un contributo di Jacque Delors richiama l’importanza ideale della moneta unica “strumento dello slancio spirituale dell’unificazione europea”; Sylvie Goulard, deputata europea (Adle-Francia) e membro della Commissione Affari economici e monetari del parlamento, formula alcuni auspici per il 2012 a partire dalla situazione di crisi dell’Europa e degli europei; mentre un articolo di Stefan Lunte offre un’analisi del Summit di inizio dicembre e dei documenti prodotti per tentare di ridare slancio al cammino; si parla quindi di politica estera e relazioni con l’Africa; di politiche regionali e di coesione in Europa, oltre che di migrazioni, etica, ricerca e lavoro. L’editoriale a firma del segretario generale si proietta sui cristiani in Medio Oriente.L’Ue e la politica di ricerca sulle cellule staminali. “Horizon 2020 è un nuovo programma-quadro di ricerca e innovazione dell’Ue in corso di definizione per il periodo 2014-2020 con un budget di 80 miliardi di euro” spiega José Ramos-Ascensão, “uno strumento importante per sostenere la crescita e l’innovazione nell’Ue. In particolare nel campo della ricerca medica potrebbe condurre a far emergere trattamenti innovativi per i pazienti . Se questi sforzi potranno anche “migliorare il quadro etico attuale”, tuttavia “due principi importantissimi non sono menzionati: la protezione della dignità umana e il primato dell’interesse e del benessere dell’essere umano sull’interesse della società o della scienza” . José Ramos-Ascensão denuncia in particolare la preoccupazione del segretariato Comece, che in questi anni ha seguito e contribuito al dibattito etico sulla ricerca, per l’omissione di un impegno preso nel 2006 dalla Commissione di “non sottomettere al comitato di regolamentazione alcuna proposta di progetto che comporti attività di ricerca che implica la distruzione di embrioni umani”, cosa non prevista nel progetto Horizon 2020. Con precisa argomentazione, alla luce dei recenti progressi della ricerca in relazione alle questioni etiche, José Ramos-Ascensão termina auspicando che le evoluzioni giuridiche e scientifiche recenti siano prese in considerazione prima che il programma Horizon 2020 sia definitivamente adottato.Crisi economica: reinventare il lavoro. Padre Henri Madelin, in occasione della conferenza “Il lavoro umano: una chiave per far uscire l’Europa dalla crisi?”, ha offerto una rilettura e un’analisi dell’enciclica Laborem exercens” a 30 anni dalla sua pubblicazione, in occasione di un seminario a Bruxelles l’8 dicembre scorso . Uno dei tratti caratterizzanti il documento di Giovanni Paolo II è il personalismo “che insiste sulla centralità della persona nel legame con i suoi simili”. In questo contesto “il lavoro è visto come necessario alla personalizzazione e alla socializzazione dell’essere umano, mentre la disoccupazione è sempre un male o addirittura una calamità”. “Aggiungiamo – ha chiosato padre Madelin, gesuita dell’Ocipe di Strasburgo -, che il lavoro moderno sempre più specializzato, implica una grande interdipendenza tra le persone, cosa che non può che far crescere l’esigenza di etica nel lavoro e l’importanza del legame sociale”. La società intera deve ora “essere al lavoro” se si vuole riconoscere a ciascuno la dignità che la caratterizza. La domanda che si impone è quindi “come reinventare il lavoro per fare sì che esso diventi il luogo di una solidarietà piena e intera, capace di generare una vera fecondità sociale”.Un approccio globale alla questione migrazioni. Il 18 novembre scorso la Commissione europea ha pubblicato una comunicazione sull’approccio globale alla questione delle migrazioni e della mobilità, in cui emerge con chiarezza un approccio non centrato su flussi e rotte ma sulle persone, aspirazioni, difficoltà, possibilità e obblighi. Per José Luis Bazán, “questa prospettiva denota una evoluzione importante dopo che il consiglio europeo di Tampere ha introdotto per la prima volta l’idea di un approccio globale alla migrazione, che affronta gli aspetti politici, i diritti della persona e le questioni dello sviluppo nei Paesi e regioni di origine e di transito”. La nuova proposta “Approccio globale del 2011″ si fonda su quattro elementi principali: facilitare l’immigrazione legale e la mobilità; prevenire l’immigrazione clandestina e la tratta degli esseri umani; promuovere la protezione internazionale e (nuovo elemento) rafforzare la dimensione esterna della politica d’asilo; massimizzare l’impatto delle migrazioni e della mobilità sullo sviluppo cercando di limitarne gli effetti negativi”. Il documento contiene una parte dedicata allo sviluppo (facilitare l’invio di fondi, rendere autonome le diaspore, promuovere una migrazione circolare ed evitare la fuga di cervelli) che “potrebbe essere rafforzata se fosse associata a dialoghi relativi alla cooperazione e alla politica estera”, così come sarebbe “necessario promuovere una migliore governance della migrazione attraverso programmi di partenariato in cui i Paesi in sviluppo siano “considerati come protagonisti e attori responsabili in materia di migrazione”.