MILANO
La diocesi interviene sullo spettacolo blasfemo di Castellucci
"Domandiamo che sia riconosciuta e rispettata la sensibilità di quanti cittadini milanesi, e non sono certo pochi, vedono nel Volto di Cristo l’Incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza". La curia di Milano interviene con una nota diffusa nel pomeriggio di oggi sulla vicenda dello spettacolo "Sul concetto di volto nel figlio di Dio" che il regista Romeo Castellucci metterà in scena nel capoluogo lombardo al Teatro Franco Parenti dal 24 al 28 gennaio. La già contestata rappresentazione, portata sui palchi di altri paesi europei tra cui la Francia, prevede che a un certo punto vengano scagliati degli escrementi sul volto del Cristo.
La diocesi di Milano, rispondendo in un certo senso all’appello del direttore del teatro André Ruth Shammah, che ieri aveva denunciato un clima di silenzio assordante da parte degli intellettuali della città, colpevoli a suo avviso di non aver difeso lo spettacolo e aveva chiesto alle autorità religiose e civili di intervenire, afferma dunque che "Proprio perché Milano è una ‘città che ha sempre rappresentato il pensiero illuminato, la religiosità alta, il dialogo e l`apertura’, invitiamo a considerare che la libertà di espressione, come ogni libertà, possiede sempre, oltre a quella personale, una imprescindibile valenza sociale. Questa deve essere tenuta particolarmente in conto da parte di chi dirige istituzioni di rilevanza pubblica, per evitare che un’esaltazione unilaterale della dimensione individuale della libertà di espressione conduca al ‘tutti contro tutti’ ideologico che divenga poi difficilmente governabile. Di questa dimensione sociale della libertà di espressione avrebbe pertanto potuto farsi carico più attentamente al momento della programmazione la direzione del Teatro".
Gruppi di persone hanno già dichiarato di voler contestare la rappresentazione organizzando dei rosari fuori dal teatro. Nello stesso tempo però Ruth Shammah ha reso noto che sono arrivate anche delle lettere di minacce al Teatro. La diocesi dunque invita ad abbassare i toni ricordando che: "La preghiera per manifestare il proprio dissenso non può accompagnarsi a eccessi di qualunque tipo, anche solo verbali".