ITALIA

Non c’è storia senza di lui

Un evento internazionale su “Gesù nostro contemporaneo”

Dopo il grande incontro su “Dio oggi. Con lui o senza di lui cambia tutto” del dicembre 2009, il Comitato per il progetto culturale della Cei torna a lanciare un messaggio forte e una provocazione al dibattito pubblico. Lo fa con l’evento internazionale “Gesù nostro contemporaneo” (info: www.progettoculturale.it), attraverso il quale si vuole sottolineare “la contemporaneità di Gesù, il suo carattere di persona viva, reale, portatrice di una luce e di una speranza capaci di orientare il cammino di un’umanità che è entrata in un tempo di grandi cambiamenti e di scelte di enorme portata”. “Sta qui – si legge infatti nella presentazione dell’iniziativa – la specificità che conferisce a Gesù un significato assoluto e universale, capace di toccare il cuore, di far sentire tutti ugualmente uomini, esaltati nella propria umanità e unicità”.Il programma. Il secondo evento internazionale, promosso dal Comitato per il progetto culturale, si terrà dal 9 all’11 febbraio 2012 a Roma. Giovedì 9 febbraio, introdotta dall’intervento del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, si aprirà la prima sessione: “Accadde a Dio in Palestina”, con la relazione di Klaus Berger, un’intervista al card. Joseph Zen e gli incontri su Gesù e Gerusalemme (con Sandro Magister, David Rosen, Romano Penna, Paolo Mieli), le rappresentazioni del corpo di Gesù (con Eugenia Scabini, Alain Finkielkraut e il card. Gianfranco Ravasi). A discutere sul libro “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI saranno Massimo De Angelis, il card. Angelo Scola, Thomas Soeding. Nel pomeriggio verrà anche inaugurata una mostra fotografica di Monika Bulaj, presentata dall’autrice insieme ad Antonio Paolucci e Dino Boffo. Venerdì 10 febbraio 2012 è in programma la sessione “Ha unito a sé ogni uomo”, con la relazione di Pierangelo Sequeri e la presentazione dell’opera Xfiction dell’artista italo-argentino Raul Gabriel. Negli eventi in contemporanea si parlerà di Gesù e le donne (con Paola Ricci Sindoni, Emma Fattorini, Liliana Cavani, Ermenegildo Manicardi), Gesù e i poveri (con Andrea Riccardi, Armand Puig i Tarrech, Ignazio Sanna, Cariosa Kilcommons) e Gesù nella letteratura contemporanea (con P. Ferdinando Castelli, Marco Beck, Franco Scaglia). La sessione pomeridiana – “Noi predichiamo Cristo crocifisso” – prevede le relazioni di Piero Coda e Jean-Luc Marion, e la testimonianza di Maydi Bayyat, direttore del Centro “Our Lady of Peace” di Amman. A confrontarsi su Gesù e il dolore degli uomini saranno Francesco D’Agostino, mons. Rino Fisichella, Manfred Luetz, Tony Capuozzo. Il rapporto tra Gesù e i giovani sarà al centro dell’incontro con Alessandro Zaccuri, Roberto Vecchioni, Armando Matteo, Alessandro D’Avenia. Il programma prevede anche la discussione del libro di René Girard “Prima dell’apocalisse”, ad opera di Fiorenzo Facchini, Sergio Belardinelli, mons. Sergio Lanza, Giuliano Ferrara. Sabato 11 febbraio 2012 si terrà la sessione conclusiva su “Il Risorto Signore della storia”. Le relazioni principali sono affidate a Henning Ottmann e Nicholas Thomas Wright, mentre le conclusioni saranno proposte dal card. Camillo Ruini.Persona viva. “L’intento – spiega il sociologo Sergio Belardinelli, tra i relatori del convegno – è quello di enfatizzare la contemporaneità di Gesù, il suo carattere di persona viva, reale, capace di incontrare l’uomo di ogni tempo, ma soprattutto l’uomo di oggi. ‘Gesù nostro contemporaneo’, appunto. Il grande tema del giusto rapporto tra il Gesù storico e il Gesù della fede, la novità del modo cristiano di concepire Dio come amore misericordioso e la conseguente, scandalosa rottura con la teologia politica e la religione tradizionale, il grande mistero della croce e quello ancora più grande della risurrezione: questi i temi che costituiranno un po’ l’impalcatura dell’evento e delle quattro sessioni in cui sarà articolato. Ogni sessione sarà aperta da una o due relazione rivolte a tutti i partecipanti e continuerà poi con una ricca serie di dibattiti e discussioni in contemporanea, undici per l’esattezza, ai quali il pubblico parteciperà secondo le proprie preferenze. Quanto ai relatori, provenienti un po’ da tutto il mondo, appartengono ai più diversi mondi culturali; vi sono ebrei, cattolici, protestanti, anglicani, agnostici, non credenti. Li abbiamo scelti, non in base alla loro fede, ma in base alla loro riconosciuta competenza e, soprattutto, alla loro capacità di farsi in qualche modo provocare da Gesù di Nazareth”.La storia è all’altezza? “Gesù è inevitabilmente nostro contemporaneo, anche da un punto di vista oggettivo, storico-culturale”, osserva il teologo Pierangelo Sequeri, tra i relatori dell’evento internazionale: “Nel mondo, infatti, non c’è nessun dibattito su questioni religiose significative, importanti, che non coinvolga Gesù o non approdi alla questione di Gesù, perché Gesù è il punto di arrivo della rivelazione di Dio che interessa anche le altre religioni, in quanto impone anche ad ognuna di esse di cercare al loro interno il proprio significato. In un mondo dove le fedi sono molteplici, anche le altre religioni si sono ormai aperte, in misura più o meno minore, ad una problematica interna sulla loro esistenza, proprio in conseguenza di Gesù. La domanda da porsi, semmai, è se il mondo sia abbastanza ‘contemporaneo’ di Gesù, cioè se la storia è davvero all’altezza di questo avvenimento. La mia impressione è che, oggi, la storia dell’Occidente è spesso al di sotto, forse le converrebbe essere un po’ più contemporanea di Gesù…”.