ANGELUS

Il banco di prova

L’unità dei cristiani perché il mondo creda

In questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani domina un passo evangelico che papa Benedetto cita in apertura all’Angelus di oggi 22 gennaio: "Che siano una sola cosa, perché il mondo creda" (Gv 17,21). I cristiani sanno riportarlo nel grembo della preghiera sacerdotale pronunciata da Gesù nel corso di quella Cena pasquale, che avrebbe segnato il passaggio alla Nuova Alleanza segnata dal sangue di Cristo.
Il mondo non crede: è ben facile constatarlo e deprecarlo, accollando problemi e deficienze al "mondo". Ben più difficile e impegnativo è seguire l’insegnamento del Papa che non guarda genericamente al "mondo", rendendo in un certo qual modo problemi e deficienze astratte, ma si posa sulla concretezza di ogni persona che voglia, nella sua vita, dirsi cristiana.
Lasciarsi "trasformare dalla vittoria di Gesù Cristo nostro Signore" (cfr 1 Cor 15,51-58) implica un percorso gravoso, un remare contro se stessi, uno scendere fino in fondo al proprio essere che deve acquisire le caratteristiche della risurrezione: "La vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte". Lo scorrere del tempo non può adeguarsi alla carriera rampante, al benessere come idolo da conquistare, ai beni mobili e immobili da accumulare, l’evento "risurrezione" tocca la radice e apre a una dimensione nuova, niente meno che alla "vita incorruttibile e immortale".
Solo immersi nel mistero del Dio Uomo Risorto e perciò vittorioso, i cristiani possono considerare le loro divisioni, le loro fazioni e implorare il dono dell’unità, dono creativo dello Spirito.
Proprio perché creativo è dono dinamico che non opera se non trova la persona umana aperta e disponibile a lasciarsi trasformare, cioè a rompersi nelle sue debolezze e paure, per ricomporsi secondo la logica nuova dell’autentica umiltà che riconosce la propria nullità e tutta si rivolge a Dio per diventare terreno fecondo.
In quest’ottica, affermava Giovanni Paolo II, il dono è impegno cui far fronte, cui decisamente rispondere in un quotidiano che gli corrisponda.
L’esempio – che significa vita vissuta e provata dei cristiani polacchi che, ha ricordato Benedetto XVI, quest’anno hanno proposto i sussidi della Settimana – è emblematico: sotto il tallone dell’oppressore hanno scoperto che la rinascita non poteva sorgere che da uno spirito libero e non da una violenza organizzata o da tresche politiche.
Solo la persona libera e liberata che viva l’impegno del legame con il Risorto, diventa credibile agli occhi propri e a quelli altrui.
Se il banco di prova è sempre l’impegno di ogni giorno verso gli altri, plasmato in un’apertura di accoglienza "nella carità", l’unità che discende da Dio, come dono, diventerà concreta passando per lo spirito umano.
Esiste ormai da decenni quella che viene definita l’attività ecumenica della Chiesa che si articola in incontri, studi, amicizie, conoscenze reciproche; tutte espressioni di un desiderio che innerva la fede e rimanda costantemente alla preghiera sacerdotale di Gesù.
Niente di tutto questo viene svalutato o sottovalutato, ma tutto deve essere innestato non in se stesso e, quindi, diventare autoreferenziale o autonomo, ma cercare quella linfa che garantisce vita e sempre nuovo rigoglio: la trasformazione che il Risorto immette in ogni persona che a Lui aderisca, non richiede piani quinquennali di lavoro, associazioni internazionali ma, molto più modestamente e silenziosamente, si ancora nella "sua vittoria", nella "potenza della sua risurrezione". Non verbalmente sì nell’acquisizione di una postura profonda che segna la persona e la trasporta su di un altro piano, pur immettendola sempre più profondamente nella storia: la preghiera.
L’ascolto dello Spirito, l’accoglienza della Parola, l’adorazione, dimensione tenue e impalpabile, diventerà la misura forte e la condizione ineguagliabile per l’attuazione della "piena comunione dei discepoli di Cristo".
Non si può sfuggire: il tempo si incide su di noi ma se il tempo è tempo di preghiera, capiremo che il mondo non crede, perché noi non siamo una cosa sola.