ABRUZZO

Utili anche sport e teatro

Un progetto educativo con fondi Ue per continuare la ripresa dopo il sisma

"Lo sport per iniziare una storia?". È questo il nome del progetto presentato nel capoluogo abruzzese lo scorso 17 gennaio e finanziato con i fondi dell’Unione europea. Il progetto, come si legge nell’art.1 del bando "Sostegno alla coesione sociale nell’area del cratere", è finalizzato al superamento dell’emergenza creata dal terremoto del 2009 attraverso l’avvio e il consolidamento delle attività colpite dall’evento sismico. Nello specifico, infatti, il bando prevede l’erogazione di contributi per sostenere investimenti che consentano la ripresa delle attività e favoriscano l’attrattività del territorio a livello regionale, nazionale e internazionale nei Comuni del cratere individuati dal decreto del Commissario delegato n. 3 del 16 aprile 2009 e ss.mm.ii.Per il rilancio sociale di una città terremotata. Nello specifico questo progetto, realizzato dalla cooperativa "Verdeaqua Smile", vede coinvolti partner che a vario titolo operano con e per i giovani, anziani e disabili: l’associazione teatrale "Gruppo" dell’Aquila, l’associazione Aipd, l’Ufficio di coordinamento sportivo scolastico dell’Aquila, l’Itis dell’Aquila, l’Università della terza età, l’associazione sportiva "Atletica L’Aquila" e l’associazione "Fraterna Tau". Il costo complessivo dell’iniziativa ammonta a 80 mila euro, di cui 64 di finanziamento pubblico e 16 di cofinanziamento privato. Obiettivo principale del progetto è rilanciare L’Aquila come luogo d’incontro tra sport e cultura, promuovendo il contatto sociale tra nuove e vecchie generazioni attraverso la realizzazione di diverse iniziative imperniate su una figura aquilana del Cinquecento, Arcangelo Tuccaro, che con i suoi preziosi studi pose le basi del moderno concetto di "ginnastica".Il progetto, come ha spiegato la presidente della cooperativa "Verdeaqua", Sandra Giordani, è stato dedicato a Daniela Visione, sua nipote e socia della cooperativa, giovane mamma vittima del terremoto insieme ai due figli Davide e Matteo Cinque: "Sono la sua storia e la sua avventura che oggi ci permettono di essere ancora protagonisti di tante iniziative per la nostra città e la nostra gente"."L’idea di tutta l’iniziativa – ha dichiarato Giordani – nasce da necessità e sentimenti. Unire storia, teatro e sport poteva essere un modo per ricordare il proprio territorio e la propria storia, avere la possibilità di avvicinare giovani ad anziani e persone svantaggiate, ricreare un piccolo tessuto del nostro territorio, un quadretto di stoffa colorata per iniziare a chiudere un grande strappo". La vicenda di Arcangelo Tuccaro ha offerto poi la possibilità d’inventare una storia aquilana "i cui protagonisti e spettatori saranno gli aquilani stessi – ha continuato la presidente – insieme con le figure più deboli e colpite del territorio come reazione al grave evento sismico che rischia di sommergere di detriti e rovine molto più di quanto fatto". I giovani tra sport e cultura. Le attività del progetto prevedono la sensibilizzazione e informazione degli studenti, una mostra allestita presso il centro sportivo "Verdeaqua", una rappresentazione teatrale, rappresentazioni sportive riconducibili al Cinquecento e un convengo finale. Protagonisti, tra gli altri, della rappresentazione teatrale – che verrà presentata il 18 marzo presso l’auditorium della Guardia di Finanza del capoluogo regionale – saranno anche alcuni disabili dell’Aquila. "Ai ragazzi – ha detto l’educatrice del centro diurno Aipd, Angela Barattelli, che si sta occupando direttamente del progetto – stiamo presentando in questi giorni la figura del Tuccaro. L’intento della nostra associazione è avvicinare al mondo del teatro coloro che, altrimenti, ne sarebbero esclusi". Franco Villani, responsabile della compagnia teatrale "Gruppo", che insieme con la moglie Rossana ha pensato e scritto lo spettacolo finale "Arcangelo Tuccaro, un aquilano alla corte del re di Francia", ha spiegato in che modo si sta procedendo alla messa in pratica del progetto. "Stiamo cercando di coinvolgere i ragazzi disabili mettendoli in contatto con le varie realtà culturali della città: dall’Università della terza età al coro Armonie d’Argento, dall’Itis, con cui collaboriamo da 20 anni, a una scuola elementare. Questi giovani – ha continuato Villani – non saliranno sul palcoscenico per non riproporre una pratica in uso nel 500, quando i disabili erano buffoni di corte, ma indosseranno delle maschere e accompagneranno il pubblico in sala consegnando il programma dello spettacolo. Il nostro impegno per raggiungere l’obiettivo prefissato è totale, perché crediamo che attraverso questo e altri progetti molto si possa fare per chi vive spesso emarginato dalla società".a cura di Alessandra Circi(26 gennaio 2012)