FAMILY 2012

Famiglia, lavoro e festa

Le Chiese europee verso l’Incontro mondiale (Milano, 30 maggio – 3 giugno)

Dopo Roma (1994), Rio de Janeiro (1997), ancora Roma (2000), Manila (2003), Valencia (2006), Città del Messico (2009), è di nuovo l’Europa ad ospitare quest’anno l’Incontro mondiale delle famiglie. La settima edizione si terrà infatti dal 30 maggio al 3 giugno a Milano su “La Famiglia: il lavoro e la festa”. “Il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie costituisce un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare”, scriveva il 23 agosto 2010 Benedetto XVI nella sua lettera di indizione dell’evento. (Testo integrale in italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese e tedesco sul sito dell’Incontro www.family2012.com). Sabato 2 giugno il Papa parteciperà a Milano alla Festa delle Testimonianze e domenica 3 presiederà la celebrazione eucaristica. Sul sito è possibile richiedere entro il 19 maggio il pass obbligatorio e gratuito per partecipare ai due eventi.Recuperare il vero senso della domenica. Il lavoro e la festa, spiega il Papa, “sono intimamente collegati con la vita delle famiglie: ne condizionano le scelte, influenzano le relazioni tra i coniugi e tra i genitori e i figli, incidono sul rapporto della famiglia con la società e con la Chiesa”. “Ai nostri giorni, purtroppo – osserva Benedetto XVI -, l’organizzazione del lavoro, pensata e attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto, e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo, contribuiscono a disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistico”. Occorre perciò “promuovere una riflessione e un impegno rivolti a conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della famiglia e a ricuperare il senso vero della festa, specialmente della domenica”. Dal Pontefice l’auspicio che l’appuntamento non rimanga isolato ma si collochi “entro un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale”. Di qui il suggerimento alle Chiese di programmare validi itinerari “con iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, mirate a mettere in luce esperienze di lavoro e di festa nei loro aspetti più veri e positivi, con particolare riguardo all’incidenza sul vissuto concreto delle famiglie”. SIR Europa darà regolarmente conto del percorso avviato dalle diverse Chiese del continente.“I genitori appartengono a noi”. Sull’attualità e l’importanza per le Chiese europee “di una seria e approfondita riflessione” sul tema dell’Incontro 2012, padre Piotr Mazurkiewicz, segretario generale della Commissione episcopati Comunità europea (Comece), si sofferma con Giovanna Pasqualin Traversa (SIR Europa), rammentando che nel documento “Una comunità europea di solidarietà e responsabilità”, presentato lo scorso 12 gennaio a Bruxelles, i vescovi avevano chiesto la protezione della domenica libera dal lavoro in tutta l’Ue. Un tema che, precisa tuttavia padre Mazurkiewicz, “non riguarda solo l’Ue ma l’Europa intera”. Riferendosi ai colloqui e ai negoziati attualmente in corso per la revisione della Direttiva Ue sui tempi del lavoro (2003/88/EC), il segretario Comece ribadisce la necessità che nella Direttiva “venga reinserito tra i giorni festivi e di riposo il riferimento diretto alla domenica, al momento eliminato”. E non si tratta, chiarisce, di “una questione che riguarda solo le Chiese o le comunità religiose: diverse organizzazioni della società civile, associazioni sportive e culturali, sindacati, sono impegnati nel network European Sunday Alliance (cui aderisce anche la Comece) per conseguire questo obiettivo che è anzitutto civile”. E spiega: “In tutta Europa la domenica le scuole sono chiuse e genitori e figli possono trascorrere del tempo insieme”. Inoltre anche la Direttiva Ue sulla protezione dei giovani sul lavoro “riconosce già la domenica come giorno di riposo settimanale per ragazzi e adolescenti”. Di qui l’importanza di “sincronizzare” i tempi del lavoro e del riposo per “consentire a tutti il godimento di una vita familiare adeguata: ai genitori di prendersi cura dei propri bambini e a questi ultimi di stare con i propri genitori secondo lo slogan della campagna ‘Parents belong to us’ (I genitori appartengono a noi, ndr)”. Non possiamo “permettere che vada perduto questo importante diritto sociale”. Fatta salva la necessità di garantire “i servizi pubblici essenziali”, per padre Mazurkiewicz, “mantenere la domenica libera dal lavoro significa inoltre imprimere un ‘ritmo collettivo’ al tempo dei diverso Stati” e quindi “rafforzare la coesione sociale delle nostre società”. Con riferimento alle altre “grandi sfide” che la famiglia pone alle Chiese europee, il segretario Comece indica “la sua difesa come istituzione fondata sul matrimonio tra uomo e donna, contro il tentativo di omologarla ad altri modelli; il sostegno agli sposi in difficoltà; la sensibilizzazione contro la mentalità abortista (e le politiche che sostengono tale pratica) con la diffusione del messaggio secondo cui ogni figlio è un bene non solo per i genitori ma per l’intera società”.