CHIESE IN BREVE

Inghilterra, Francia, Belgio, Germania

Inghilterra: una “vittoria” per i bambiniUna vittoria importantissima per proteggere bambini che rischiano la povertà”. Così Liam Allmark, responsabile delle politiche di “Caritas social action network”, l’organizzazione che raccoglie varie charities impegnate nel sociale della Chiesa cattolica, dà il benvenuto al voto della Camera dei Lords del 24 gennaio che ha deciso di proteggere il “child benefit”, il sussidio che il welfare system inglese garantisce ad ogni bambino. L’emendamento alla legge di riforma del Welfare, presentato dal vescovo anglicano di Ripon e Leeds, è passato con 252 voti favorevoli e 237 contrari, e arriva dopo che numerosi gruppi religiosi e associazioni di beneficenza avevano espresso preoccupazione per l’impatto che la legge avrebbe potuto avere sui bambini. Era sceso in campo anche l’arcivescovo cattolico Peter Smith che, in una lettera pubblicata la scorsa settimana sul Times, aveva lanciato l’allarme sull’impatto che i tagli ai sussidi avrebbero potuto provocare su molte famiglie. L’arcivescovo si era così unito ai leader delle comunità cristiane, musulmane ed ebraiche del Paese nel chiedere di escludere almeno il “child benefet” dalla legge di riforma del Welfare. Secondo Caritas social action network, l’esclusione del “child benefit” dalla riforma “consente una certa flessibilità nel riconoscimento dei bisogni primari dei bambini, e mitiga l’impatto su alcune delle famiglie più povere e più vulnerabili della nostra società. Ci auguriamo che il governo terrà conto delle preoccupazioni espresse da coloro che operano per sostenere queste famiglie e rivedrà questa questione prima che la legge di riforma del Welfare torni alla Camera dei Comuni”. “La legge – spiega ancora Liam Allmark – ritornerà alla Camera dei comuni a febbraio e potrebbe poi arrivare di nuovo ai Lords ma noi speriamo che il governo modifichi la legge salvando questo sussidio ed evitando un ping pong tra le due camere del parlamento”.Francia: 2.500 giovani per “ecclesia campus”Sulla scia della Giornata mondiale della Gioventù 2011 di Madrid, i giovani di Francia torneranno ad incontrarsi. Dal 4 al 5 febbraio a Rennes si terrà per la prima volta “Ecclesia Campus”, incontro nazionale degli studenti promosso dalla pastorale universitaria con l’Associazione cristiana studentesca in collaborazione con la diocesi di Rennes. All’evento, a cui i ragazzi stanno lavorando da tre anni, sono attesi 2.500 studenti di 85 città di tutta la Francia. Tema dell’incontro: “Chiesa una e diversa, al servizio della società”. Sono previsti 35 atelier tematici, 7 grandi conferenze, momenti di festa e di preghiera. Gli studenti avranno l’occasione anche di incontrare i principali interlocutori coinvolti: il card. Philippe Barbarin, Elena Lasida, Jacques Barrot, padre Alois di Taizé, il vescovo Pierre d’Ornellas e di approfondire con loro le grandi questioni sociali. I giovani saranno ospitati da 500 famiglie di Rennes.Belgio: perquisizioni negli ordini religiosiProseguono in Belgio le perquisizioni compiute dalle autorità inquirenti nell’ambito di quella che ormai viene chiamata “l’Operazione Calice-bis”, l’indagine sui casi di abuso sessuale compiuti in seno ad una relazione pastorale. Dopo aver perquisito la scorsa settimana gli uffici di quasi tutte le diocesi belghe (Malines-Bruxelles, Hasselt, Gand, Bruges, Tournai e Namur), l’agenzia della Conferenza episcopale belga (www.catho.be) riferisce che le perquisizioni sono proseguite ed hanno avuto luogo negli ordini, nelle congregazioni e comunità religiose del Paese. Gli inquirenti – secondo quanto si legge nel lancio – stanno indagando “su eventuali casi di negligenza e non assistenza alle persone in pericolo in seno alla Chiesa”.Germania: preoccupazione per la Nigeria”La Conferenza episcopale tedesca segue con grande inquietudine la crescente violenza terroristica in Nigeria”: così, in un comunicato pubblicato il 25 gennaio, il Consiglio permanente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) esprime “costernazione” per gli ultimi attacchi, costati la vita a circa 200 persone nelle città di Kano e Bauchi. Secondo la Dbk, “l’escalation delle violenze in Nigeria ha molte cause. È evidente che i conflitti attuali non possono essere ricondotti solo a tensioni tra musulmani e cristiani”. Tuttavia, prosegue il comunicato, “dobbiamo tenere presente che gli attacchi, soprattutto da parte del gruppo musulmano radicale Boko Haram, si rivolgono sempre più contro i cristiani e le loro istituzioni”. La Dbk, insieme con la Conferenza episcopale nigeriana, esorta quindi il governo del Paese “ad avviare un dialogo costruttivo con tutti i protagonisti principali della società civile, soprattutto con le Chiese cristiane e i rappresentanti dell’Islam”, chiedendo la tutela delle istituzioni cristiane. La Dbk, inoltre, chiede al governo tedesco e alla comunità internazionale di “fare tutto il possibile per garantire il superamento della violenza e del caos in Nigeria, la completa libertà religiosa, soprattutto dei cristiani e la convivenza pacifica delle religioni”.