L’Ue in breve

Commissione: Ungheria, preoccupazioni politiche “È essenziale che il diritto europeo sia rispettato pienamente, tanto nello spirito quanto nella lettera, in Ungheria come in tutti gli altri Stati membri”. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, il 24 gennaio ha fatto il punto sui rapporti tra Bruxelles e Budapest rispetto alle tre procedure di infrazione aperte su indipendenza della banca centrale, età pensionabile per i magistrati e autorità per la privacy e la gestione dei dati personali dei cittadini. Dopo aver incontrato il premier Viktor Orban, Barroso, che ha parlato di un confronto “costruttivo”, ha delineato “il lavoro necessario per rispondere alle preoccupazioni legali” avanzate dalle istituzioni dell’Unione. La Commissione valuterà le risposte formali dell’Ungheria appena saranno inviate a Bruxelles. Barroso ha però aggiunto di aver fatto presente a Orban che “esistono più ampie preoccupazioni politiche alle quali il suo governo deve dare risposta”. Tali preoccupazioni riguardano anche la posizione economica e finanziaria del Paese, sulla quale, nella sua tappa all’Europarlamento (17 gennaio), lo stesso Orban non ha fornito risposte soddisfacenti né rassicuranti. Cinquant’anni di Politica agricola comune”Nel 1962 i cittadini europei erano preoccupati innanzitutto di avere un’adeguata disponibilità di cibo nel piatto. Oggigiorno un approvvigionamento sufficiente continua a essere importante, ma si sono create nuove sfide, come il cambiamento climatico e lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali. Che cosa è successo nel corso degli ultimi 50 anni? E quali insegnamenti dobbiamo ricavarne per il futuro?”. Sono gli interrogativi che si è posto Dacian Ciolos, commissario Ue all’agricoltura, inaugurando nei giorni scorsi una serie di iniziative per il mezzo secolo della Politica agricola comune (Pac). Il commissario ritiene tale politica come una “pietra miliare dell’integrazione, che ha garantito cinque decenni di approvvigionamento alimentare ai cittadini e di vitalità alle campagne”. Un sito web, una serie di iniziative negli Stati membri, conferenze e concorsi faranno parte delle celebrazioni che dureranno un anno. Ciolos ha insistito inoltre sul fatto che le celebrazioni non saranno solo un’occasione per ricordare quanto è stato realizzato ma una “opportunità per riflettere sulla riforma della Pac attualmente in corso”. “Il cinquantesimo anniversario rappresenta un’eccezionale opportunità per costruire un progetto comune in grado di coinvolgere i principali operatori agricoli e i cittadini, per stimolarli a riflettere e a discutere dell’importanza dell’agricoltura nelle nostre vite”. Durante tutto il 2012 “saranno organizzati numerosi eventi a livello nazionale e comunitario e, dalla primavera 2012, un’esposizione itinerante viaggerà attraverso tutta l’Europa” per spiegare le ricadute concrete della Pac, il ruolo dei fondi comunitari, il futuro del settore agricolo e dell’allevamento. Internet e nuova protezione dei dati personali”Solo 17 anni fa nemmeno l’1% degli europei sapeva usare Internet. Oggi non si contano i dati personali trasferiti e scambiati attraverso i continenti e per l’intero globo in qualche frazione di secondo”. Viviane Reding, commissaria Ue per la giustizia, chiarisce i lineamenti della “riforma globale” della normativa comunitaria del 1995 in materia di protezione dei dati (dal nome a una foto, come pure l’indirizzo e-mail, gli estremi bancari, i post nei siti di social network, i dati medici…), proposta il 25 gennaio dall’Esecutivo allo scopo “di rafforzare i diritti della privacy on line e stimolare l’economia digitale europea”. “La protezione dei dati personali è un diritto base di tutti gli europei”, riconosciuto dalla Carta dei diritti fondamentali, “eppure non sempre i cittadini sentono di avere il pieno controllo dei propri dati. Le nostre proposte creeranno fiducia nei servizi on line visto che saremo tutti più informati sui nostri diritti e avremo un maggiore controllo di tali informazioni”. Reding osserva che “il progresso tecnologico e la globalizzazione hanno radicalmente mutato il modo in cui sono raccolti, consultati e usati i dati personali. Per giunta, i 27 Stati membri hanno attuato la normativa del 1995 diversamente, con conseguenti divergenze sul piano dell’effettiva applicazione”. Una sola normativa “porrà fine all’attuale frammentazione e alla gravosità degli oneri amministrativi, permettendo alle imprese risparmi per circa 2,3 miliardi di euro l’anno”. La riforma prevede vari cambiamenti, fra cui: introduzione di un corpus unico di norme di protezione dei dati valido per tutta l’Unione; abolizione degli oneri amministrativi inutili; il “diritto all’oblio” che “permetterà di gestire meglio i rischi connessi alla protezione dei dati on line e chiunque potrà cancellare i propri dati”; le autorità nazionali indipendenti di protezione dei dati avranno maggiori poteri in modo da applicare meglio le norme Ue nei rispettivi Paesi; rafforzamento della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.