GIOVANI
Da oggi a Caserta la seconda edizione del Festival della vita
Si è aperto oggi a Caserta la seconda edizione del "Festival della vita", organizzato dalla diocesi di Caserta, in collaborazione con la Società San Paolo tramite il Centro culturale San Paolo. Il festival, che durerà fino al 5 febbraio, si colloca nell’ambito della 34ª Giornata nazionale della vita. "Vivere è… generare: giovani aperti alla vita" è il tema della manifestazione, cui prenderanno parte oltre cinquanta tra associazioni ed enti. I veri protagonisti di quest’anno saranno soprattutto i giovani, cui saranno dedicati numerosi seminari e spettacoli di intrattenimento.
Un dono da far conoscere. Il Festival della vita, racconta il vescovo di Caserta, mons. Pietro Farina, "è un’iniziativa che si pone come obiettivo il raggiungimento di una maggiore consapevolezza del valore della vita nella nostra quotidianità, nella nostra esperienza, partendo dai giovani e coinvolgendo le famiglie, nella pienezza delle loro relazioni". Infatti, osserva il presule, "non si può apprezzare e valorizzare ciò che si conosce poco. Far conoscere il dono della ‘vita’ è una scelta prioritaria in una società che sembra sempre più dominata da una logica di egoismo e di morte". Proprio per far comprendere questo "dono" il Festival prevede non solo appuntamenti a Caserta con oltre 70 manifestazioni, tra convegni, cineforum, spettacoli teatrali e musicali, eventi sportivi, tavole rotonde, ma abbraccerà altre località italiane, come Ischia, Pompei, Pozzuoli, Agropoli, Teano, Acerra, Fiuggi e Roma. Non solo: quest’anno il Festival varcherà i confini nazionali e sarà in Spagna, da sabato 21 a martedì 24 aprile, a "Una nave di libri" per Barcellona. "La nostra forza è l’entusiasmo di vivere chiarisce Raffaele Mazzarella, coordinatore del Festival della vita -. In questo periodo non particolarmente sereno non dobbiamo mai perdere la speranza e il coraggio, ma soprattutto lo slancio fiducioso verso il futuro perché solo nell’essere uniti si può guardare il domani con più tranquillità e con la consapevolezza di non essere mai soli".
Un’opportunità di approfondimento. "La vita al centro. È il grande orizzonte del terzo millennio, nel quale come Società San Paolo e come Famiglia paolina non possiamo non inserirci, mentre ci prepariamo a celebrare il centenario della nascita della Famiglia paolina nel prossimo 2014", afferma don Vincenzo Marras, superiore provinciale della Società San Paolo in Italia. "Lo facciamo prosegue don Marras – con il nostro apostolato specifico, che traccia una nuova equivalenza tra la predicazione tradizionale e quella che utilizza i ‘nuovi’ strumenti della comunicazione sociale. Soltanto inserendoci nella cultura della comunicazione, accettando la grande sfida dei vertiginosi strumenti della comunicazione di oggi, l’annuncio della Buona Notizia, della vita realizza una missione nuova che riporta l’Evangelo al centro della comunicazione della Chiesa". Perciò, "vogliamo che questi giorni di Festival siano un’opportunità di approfondimento, di dialogo e di formazione".
I verbi della vita. Un "percorso di approfondimento" dei "verbi della vita", a partire dagli spunti offerti dal Messaggio dei vescovi italiani per la Giornata nazionale per la vita: nasce così il tema del Festival 2012, spiega don Ampelio Crema, presidente del Centro culturale San Paolo. Innanzitutto, "generare alla vita: partecipi della Creazione". "Credenti o non credenti, ognuno s’interroga sul significato della propria nascita e della propria identità. Tutti concorrono all’atto creativo di Dio partecipando della sua vita e continuando a generare e a offrire il dono della vita", evidenzia don Crema. Il secondo aspetto è "generare la differenza, nella differenza, verso l’accoglienza, la cooperazione: la ricchezza dello stare insieme". Di fronte a una diversità di genere, etnie, culture ed espressioni religiose, dunque, "prospettare la vita come elogio della differenza in vista dell’uguaglianza e della condivisione. Per aprirsi all’accoglienza e alla solidarietà". Altro focus è "I giovani, di generazione in generazione: dalla Generazione X alla I-Generation". Per il presidente del Centro culturale San Paolo, tocca "ai giovani, nativi digitali, il compito di evangelizzare oggi, facendo cadere le varie maschere e i condizionamenti che contaminano la vita dell’uomo, e offrendo la testimonianza e l’annuncio proprio di chi ha accolto l’amore di Dio". Occorre, poi, "generare alla fede: la storia di Dio nella storia dell’uomo" e "generare all’amore", "quello vero, che fa paura" e "chiede di mettere al primo posto l’altro, fino al per sempre". Ed è "dare la vita" per la persona amata, "sull’esempio di Cristo". "Generare" è anche "costruire il futuro" per "mettere le basi del futuro" e "accompagnare le nuove generazioni perché abbiano un mondo e un contesto ricco di valori. E, soprattutto, è capacità di passare il testimone perché le nuove generazioni diventino collaboratori di Dio nella costruzione di un mondo buono e bello". Infine, "generare alla bellezza". "Dalla Creazione alla creatività: è il momento dell’arte, per generare uno sguardo nuovo sul mondo e riscoprire la bellezza!", conclude don Crema.