BASILICATA

Costruire sui valori

Un “Documento programmatico per lo Statuto”

La prima Commissione permanente del Consiglio regionale ha recentemente approvato un "Documento programmatico per lo Statuto" diviso in sei capitoli, che è il compendio delle finalità, degli istituti e delle linee d’indirizzo proposti dall’organismo consiliare per avviare la discussione sulla riforma dello Statuto regionale.Scelta opportuna. Il nuovo Statuto regionale è in dirittura d’arrivo. In tale circostanza è stato promosso un progetto, dal titolo "I giorni dello Statuto", che si propone di ascoltare i cittadini, le associazioni e le istituzioni. Il documento programmatico racchiude l’insieme dei valori da tutelare e affermare, tra cui spiccano parole quali persona, solidarietà, democrazia e sostenibilità. "Scelta opportuna – afferma don Filippo Lombardi, direttore regionale dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro – quella dei quattro concetti portanti individuati dallo Statuto, soprattutto perché possono indicare una prospettiva di futuro in quanto attengono a dimensioni fondative della persona e del suo rapporto con l’istituzione. Occorrerà adoperarsi, inoltre, dopo l’ufficiale entrata in vigore dello Statuto, nella programmazione di attività tese allo sviluppo delle vocazioni proprie del territorio".La "Regione della persona". Sulla fondatezza del richiamo alla "Regione della persona" contenuto nel "Documento programmatico" si sofferma Giancarlo Grano, a nome del Coordinamento del laicato cattolico di Potenza "Da cristiani nella città" che già nel 2005 aveva operato per una celere approvazione dello Statuto. "Solo il richiamo al valore costituzionale, e pertanto unitivo e non discriminante, della persona – secondo Grano – può garantire il presidio statutario d’importanti principi (come la sussidiarietà, la partecipazione, la trasparenza) e può tutelare gli irrinunciabili diritti al lavoro, alla vita e alla libertà d’intrapresa, di pensiero, di religione, di educazione e accesso ai mezzi di comunicazione". "Lo scollamento tra politica e cittadini – aggiunge don Lombardi – è evidente, ma la riscrittura dello Statuto è una necessità che costituirà un’opportunità per ridefinire le finalità e i compiti dell’istituzione regionale e riallacciare quel legame perduto, ridando a ogni cittadino la responsabilità di rendersi protagonista".Un ritardo da colmare. Grano è anche convinto che, "se le forze politiche avessero trovato l’unità e il coraggio per condividere e approvare la fondamentale Carta regionale nelle precedenti legislature, si sarebbe certo attenuata e, forse, invertita la tendenza al declino, che ha avviato la Basilicata verso il più grave decadimento della sua storia. La prima condizione per fermare l’inarrestabile perdita di posti di lavoro e l’esodo drammatico delle forze giovanili più valide è quella che il Consiglio regionale superi le divisioni che riflettono la frammentazione stessa politica, sociale e culturale della comunità regionale, recuperando una forte coesione istituzionale, anzitutto all’interno delle forze di governo e poi tra maggioranza e opposizione, per ricercare una mediazione più alta, nobile e creativa". "Tutte le associazioni e i movimenti del laicato cattolico di Basilicata – conclude Grano – vogliono fare la loro parte, purché il Documento programmatico sia davvero voluto come occasione per gettare le basi di un nuovo patto sociale fatto di credibilità, trasparenza ed efficienza delle istituzioni".La primavera dei valori. "L’attesa per questo documento – precisa don Filippo Lombardi – è legata a quanto potrà rispondere a criteri di effettiva e reale partecipazione dei cittadini al principio del bene comune. Nella Basilicata deve finire la subcultura della raccomandazione e dell’assistenzialismo e devono trovare spazio merito, competenze e professionalità". Il testo cita: "La Regione riconosce e promuove diritti e libertà quali pace, giustizia, uguaglianza, solidarietà che costituiscono il contesto necessario per la convivenza civile e sociale". "Siamo certi di ogni buona intenzione e della giustezza delle idee messe nero su bianco – afferma Michele Basanise, direttore regionale Caritas –, ma non possiamo sbilanciarci troppo. In molti siamo stati convocati e abbiamo partecipato a questi incontri illustrativi che hanno evidenziano un’evidente attenzione al parere pubblico ma, nello stesso tempo, dobbiamo attendere come si svilupperanno i temi in termini di proposte e attuazioni legislative. Fa comunque piacere leggere di questo slancio all’apertura alla solidarietà e alla sostenibilità: dimensioni troppo spesso dimenticate o relegate agli addetti ai lavori".a cura di Giovanni Perilli(30 gennaio 2012)