FAMILY 2012
Si cercano 100 mila famiglie per l’accoglienza dal 30 maggio al 3 giugno
Entra nel vivo l’operazione "ospitalità" in vista del VII Incontro mondiale delle famiglie che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno alla presenza del Papa. Sono state più di 2.500 le persone che hanno partecipato alle serate dedicate all’accoglienza, organizzate nelle città della diocesi ambrosiana. Il ciclo di incontri proposti a Busto Arsizio, Varese, Sesto San Giovanni, Milano, Peschiera Borromeo, Abbiategrasso, Carate Brianza e Lecco aveva lo scopo di fornire alcune indicazioni su come organizzare le attività di accoglienza da parte delle famiglie e delle parrocchie in vista dell’evento.
Non sono chiamati soltanto i privati cittadini ad aprire le loro case per l’arrivo delle moltissime famiglie attese da tutto il mondo, ma anche le comunità ecclesiali. Oltre cento parrocchie hanno già comunicato che metteranno a disposizione dei pellegrini centri di accoglienza, oratori, palestre, sale cinematografiche e spazi ad hoc e alcune di esse hanno già individuato le strutture che potranno essere dedicate all’ospitalità nei giorni del raduno.
Per esempio, a Cormano (Milano) le parrocchie Buon Pastore, San Vincenzo e Santissimo Salvatore hanno garantito 280 posti letto in palestra e 70 famiglie si adopereranno nelle attività di accoglienza. A Seregno e a Giussano (Monza e Brianza) 258 pellegrini troveranno ospitalità presso 86 famiglie. Nella frazione milanese di Baggio i parroci hanno deciso di organizzare per i giovani una convivenza in oratorio durante i giorni dell’Incontro delle famiglie: mentre i genitori potranno accogliere più facilmente i pellegrini nelle proprie case, loro faranno un’esperienza di vita comunitaria.
Per aumentare le possibilità di accoglienza presso le famiglie e le strutture, la Fondazione Milano Famiglie 2012 ha suggerito alcune possibili modalità, dalla convivenza dei ragazzi in oratorio di cui è stato citato sopra un esempio per liberare le stanze dei figli a beneficio degli ospiti, all’ospitalità in casa di nonni o parenti anziani per rendere disponibili i loro appartamenti. Chi segnala la disponibilità di spazi parrocchiali o comunitari può contare sul supporto operativo di un apposito gruppo di lavoro che valuterà il migliore utilizzo delle strutture messe a disposizione.
È stato anche predisposto un vademecum di domande e risposte, utile a chi ha dato la propria disponibilità a ospitare i pellegrini. Il documento specifica che non c’è un numero minimo di persone da accogliere: si può ospitare anche soltanto una persona e, se possibile, almeno una coppia. Le giornate di ospitalità possono variare in base alle proprie disponibilità logistiche; la Fondazione propone tre periodi, dal 28-29 maggio al 3 giugno, dal 1° al 3 giugno, oppure per un periodo più ampio.
I requisiti minimi per l’accoglienza sono all’insegna della sobrietà: anche un divano letto e un bagno comune sono sufficienti. Non è necessario assicurare i pasti agli ospiti, dato che ciascuna famiglia avrà in dotazione i "ticket restaurant" per i pasti, ma eventuali momenti conviviali spontanei sono a discrezione delle famiglie ospitanti. Neppure il trasporto degli ospiti deve essere un’incombenza ulteriore per chi accoglie: ciascun pellegrino sarà dotato di biglietto per il trasporto pubblico urbano-extraurbano nella città di Milano e sulle linee ferroviarie regionali. Se una famiglia intende partecipare agli appuntamenti in programma durante l’Incontro insieme a pellegrini che ha accolto, non deve fare altro che iscriversi attraverso il sito www.family2012.com. L’organizzazione prevede la presenza di un responsabile organizzativo locale presso ogni comunità, che farà da punto di riferimento per le questioni pratiche e per eventuali criticità.
Il termine per mettere la propria casa a disposizione dei pellegrini è fissato per il 31 marzo, ma le famiglie intenzionate ad accogliere sono invitate a offrire la propria ospitalità entro il 29 febbraio, per agevolare la macchina organizzativa. Per ospitare le famiglie di tutto il mondo durante la settimana dell’evento, secondo le stime degli organizzatori servono almeno 100 mila famiglie o 300 mila posti letto.
Non è soltanto una questione di numeri. "Questa volta recita l’appello diffuso dalla Fondazione regalati un viaggio stando a casa, condividendo momenti preziosi con chi non avresti mai pensato d’incontrare. Porta a casa la gioia della scoperta e un’esperienza nuova, una storia da ascoltare e un’amicizia in più. Apri la porta al mondo: il mondo ti sta aspettando. A casa tua".
(31 gennaio 2012)