PARLAMENTO UE

La crescita sia nei fatti

Il dibattito e alcuni temi della sessione plenaria di febbraio

Economia e crisi finanziaria, politica estera, gestione dei rifiuti, dimensione europea dello sport. Sono alcuni dei temi che hanno caratterizzato la sessione plenaria dell’Europarlamento del 1-2 febbraio. I deputati hanno discusso gli esiti del summit del 30 gennaio assieme ai rappresentanti di Consiglio e Commissione Ue: dal dibattito in aula e dalla risoluzione votata ad ampia maggioranza emergono forti critiche ai governi dei paesi membri e alle soluzioni prospettate sul fronte del debito sovrano e delle azioni per la crescita.Summit, i dubbi degli eurodeputati. La posizione sul summit dei 27 assunta dall’Assemblea, affidata a una risoluzione approvata con 443 voti a favore, 124 contrari e 75 astensioni, segnala alcuni aspetti positivi: il "patto di bilancio" ha recepito qualche richiesta dello stesso Parlamento europeo e ha raccolto quasi l’unanimità degli Stati; il vertice dei capi di Stato e di governo ha poi definito la dichiarazione sulla crescita e il lavoro che, nonostante alcune insufficienze, tende a spostare l’asse dell’azione dal solo rigore allo sviluppo, unica vera via di uscita – come è stato detto in aula – alla crisi. Ma i deputati hanno tenuto a ribadire che si sarebbe potuto giungere allo stesso risultato attraverso la normale procedura legislativa comunitaria, evitando l’impegno – e il rischio – di sottoporre i nuovi accordi alla ratifica nazionale. Il Parlamento, inoltre, ribadisce le proprie convinzioni sulla introduzione dei project bond, degli eurobond e della tassa sulle transazioni finanziarie. Nel suo intervento in aula, Joseph Daul, francese, capogruppo popolare, ha espresso molteplici dubbi sui risultati del summit, indicando poi la necessità di "investire di più per ricerca, innovazione e formazione giovanile". Il conservatore britannico Martin Callanan ritiene invece che "occorre operare per il libero mercato" e ribadisce il "no a nuove tasse europee" come la Tobin tax. Non solo rigore, azioni per la crescita. Il capogruppo dei Socialisti e democratici, Hannes Swoboda, afferma che in Consiglio si sia parlato di crescita, ma si domanda: "i fatti dove sono?". Positivo, invece, per l’esponente austriaco, che "al summit si sia almeno trattato del problema della disoccupazione". Guy Verhofstadt, belga, capogruppo dei Liberaldemocratici, punta l’indice sulle "belle parole" risuonate al summit, alle quali non corrisponderebbero fatti concreti. "Un esempio lampante – ha affermato – riguarda il brevetto europeo, che da due anni è fermo perché Francia, Germania e Regno Unito non si mettono d’accordo sulla sede Ue per la registrazione, così le nostre imprese pagano una cifra otto volte superiore a quella in vigore negli Stati Uniti per tutelare le loro idee e brevetti". Lothar Bisky, tedesco, capogruppo della Sinistra unitaria, dice che "il summit ha insistito ancora troppo sull’austerità, mentre servono investimenti per formazione, ambiente e lavoro". Sport: stop a violenza e doping. Gli eurodeputati hanno poi votato, sempre ad amplissima maggioranza, una risoluzione sul tema della violenza negli stadi (il voto è avvenuto il giorno dopo la strage di Port Said in Egitto) e la lotta a ogni forma di corruzione e di frode negli sport, temi di estrema attualità in diversi paesi Ue. La risoluzione propone la creazione di un registro europeo per i procuratori sportivi, i quali "dovranno provare di avere le qualifiche adeguate, di avere la residenza fiscale nel territorio Ue e dovrebbero essere soggetti a un codice di condotta europeo". Indicate quindi misure per sconfiggere la violenza negli stadi, il doping, le partite truccate e le scommesse illegali. Si invocano sanzioni dure contro le frodi fiscali legate allo sport. Si insiste sul fatto che i tifosi violenti siano identificati (anche mediante una "lista nera" europea) e sia loro vietato l’accesso a tutti gli stadi. Le autorità nazionali dovranno invece favorire la formazione scolastica dei giovani atleti e allo stesso tempo rimuovere tutti gli ostacoli, anche di ordine culturale o religioso, che potrebbero impedire alle ragazze e alle donne di fare sport. Gestione e smaltimento dei rifiuti. Una risoluzione del Parlamento affronta il nodo della gestione e smaltimento dei rifiuti, problema a carattere economico e ambientale che riguarda tutta l’Europa. Su questo versante sono necessari "maggiori investimenti per predisporre strutture di gestione dei rifiuti efficienti e riuscire così a creare ricchezza e lavoro". L’emiciclo, votando quasi all’unanimità, indica alla Commissione la necessità di "proporre criteri più chiari per la creazione delle discariche" e le distanze minime da scuole, case o ospedali "per ridurre i rischi sanitari"; vengono suggerite modalità specifiche – già in atto in diversi Stati o città europee – per favorire la differenziazione dei rifiuti e aumentare la quantità di riciclo. Peraltro gli Stati membri "dovrebbero rispettare le normative comunitarie sulla gestione dei rifiuti", in particolare la direttiva quadro del 2008, che stabilisce gli obiettivi di riciclo e riutilizzo e introduce l’obbligo di programmi nazionali di gestione.