UNIONE EUROPEA

Risposta alle emergenze

Collaborazione rafforzata fra i 27 contro i disastri naturali” “” “

L’aumento, in frequenza e intensità, dei disastri naturali e "artificiali" degli ultimi anni ha inevitabilmente costretto a una riflessione e a un nuovo piano d’azione a livello europeo. Per questo motivo nel dicembre 2011 la Commissione ha adottato una nuova proposta legislativa per rafforzare le modalità di gestione dei disastri all’interno e all’esterno della Ue. Tale proposta è stata recentemente illustrata e discussa da Kristalina Georgieva, commissario per la cooperazione internazionale, aiuti umanitari e risposta alle crisi, nel corso di un incontro con la Commissione per l’ambiente, la sanità e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo.Piani nazionali, cooperazione Ue. La proposta legislativa suggerisce la creazione di una nuova capacità europea di risposta alle emergenze, passando dal regime attuale a uno più affidabile e potenzialmente in grado di prevedere alcuni interventi urgenti. "Quello che ci preme attuare è un approccio dal basso verso l’alto – ha dichiarato Kristalina Georgieva -, che presuppone un maggior coinvolgimento degli Stati membri i quali non possono pensare di dipendere solo da un’azione a livello comunitario". È per questo motivo che tutti i 27 Paesi della Ue sono chiamati a presentare, entro il 2016, i propri piani di gestione del rischio. "Solo attraverso una maggior informazione e a una più efficiente politica di prevenzione sarà possibile attuare risposte incisive e risolutive". Allo stato attuale, l’Unione può attingere ad alcuni strumenti per far fronte alle gravi catastrofi, come per esempio l’uso di mezzi della Protezione civile dei singoli Stati. "Spesso però manca una valutazione appropriata delle risorse disponibili e questo non permette di gestire al meglio le nostre azioni – ha spiegato la commissaria -; è per questo che ci dev’essere un maggior scambio di informazioni e una maggior cooperazione tra i Paesi aderenti".Inondazioni, terremoti, nuvole di cenere… Nel solo 2010 l’Europa e i suoi vicini più prossimi hanno purtroppo sperimentato una serie di disastri particolarmente gravi. "Abbiamo dovuto far fronte a inondazioni improvvise, tempeste violente, nubi di cenere vulcanica dopo l’eruzione in Islanda e incendi boschivi senza precedenti in Russia, per non parlare del terremoto di Haiti e quello in Giappone, seguito da un successivo tsunami e infine l’esplosione della base navale di Cipro", ha ricordato Kristalina Georgieva. Nel 2011 si sono ripetute altre gravi emergenze a carattere regionale. "Di fronte a tali eventi drammatici, che hanno visto la perdita di tante vite umane, non sempre siamo riusciti a rispondere al meglio", ha precisato la commissaria, la quale ha ricordato per esempio l’esperienza di Haiti: a seguito del terremoto che ha devastato la capitale Port-au-Prince, gruppi di soccorso francesi e tedeschi, che facevano parte della stessa missione non potevano comunicare a causa di un diverso funzionamento dei walkie-talkie. "È per questo che ritengo fondamentale attuare una standardizzazione delle procedure e al riguardo posso affermare che sono già attivi e condivisi da tutti gli Stati membri 132 modalità operative".Centro europeo per le emergenze. Quali le novità introdotte dalla nuova proposta legislativa? Innanzitutto la creazione di una capacità di reazione europea che miri alla creazione di un gruppo volontario di esperti che sappia monitorare e controllare i rischi a livello locale, ma anche attrezzature specializzate, disponibili per la distribuzione immediata, come parte di un intervento collettivo europeo. È fondamentale inoltre attuare una semplificazione e un rafforzamento delle modalità di trasporto per una distribuzione più veloce di assistenza. Infine è prevista l’istituzione di un Centro europeo di risposta di emergenza (Cer), che assicurerà che gli Stati membri vengano adeguatamente informati e siano in grado di decidere in merito alla fornitura di assistenza. Il Centro europeo di risposta sarà aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e servirà come piattaforma di coordinamento, ma anche di raccolta di informazioni sulle catastrofi e sui rischi emersi da monitoraggi puntuali e giornalieri, al fine di non trovarsi impreparati davanti a scenari di disastro. Dopo il caso della nave Concordia. Inoltre, ha ricordato la commissaria, bisogna essere pronti ad affrontare non solo le calamità naturali, ma anche i disastri causati dall’errore umano, come insegna il recente caso della nave Concordia. "Solo alcune settimane fa, abbiamo svolto la simulazione dell’affondamento di un traghetto nel Mar Baltico, in modo da istruire le nazioni coinvolte sul relativo piano d’azione da attuare di fronte a tale calamità". "Prevenire l’impossibile o quanto meno lottare contro l’impossibile": questo il messaggio di speranza lanciato dal presidente della commissione parlamentare, Mathias Groote, che ha ribadito l’impegno del Parlamento europeo verso la creazione di un nuovo piano di informazione e di coordinazione a livello nazionale, al fine di sensibilizzare gli Stati membri sull’importanza della prevenzione anche alla luce dei sostanziali cambiamenti climatici in atto.