CHIESE IN BREVE
Germania: verso la sessione plenaria dei vescoviLa Conferenza episcopale tedesca (Dbk) si riunirà in sessione plenaria a Ratisbona dal 27 febbraio al 1° marzo: lo ha reso noto il sito della Dbk. I 68 componenti della Conferenza episcopale si consulteranno nell’assemblea primaverile, presieduta dal presidente della Dbk mons. Robert Zollitsch. Tra i temi al centro delle discussioni vi è il futuro delle facoltà di teologia cattolica: all’argomento sarà dedicata una giornata di studi. Successivamente verrà presentato il risultato di uno studio sulla situazione delle nuove generazioni impegnate nello studio delle facoltà teologiche. Altro punto in discussione è il proseguimento del processo di dialogo all’interno della Chiesa, che culminerà quest’anno con una manifestazione prevista per il settembre prossimo. All’ordine del giorno vi sono anche alcune questioni attuali sull’etica dei media e sul fondo istituito per le vittime di abusi negli orfanotrofi e in strutture ecclesiastiche dagli anni Cinquanta agli anni Settanta: il fondo è attivo dal 2 gennaio e i vescovi verranno informati sulle prime esperienze finora raccolte.Ucraina: "le sfide" dell’Università cattolicaIl nunzio apostolico dell’Ucraina, l’arcivescovo Thomas Edward Gullickson, si è recato martedì 7 febbraio all’Università cattolica dell’Ucraina (Ucu) nell’ambito della sua visita a Leopoli. Secondo il Servizio informazioni religiose dell’Ucraina, il nunzio è stato informato sulla storia e sulle attività dell’istituto, ha visitato il cantiere in cui verrà costruito il nuovo campus universitario e ha incontrato l’amministrazione dell’università e i docenti del Dipartimento di filosofia e teologia. "Prima di venire qui di persona, mi sono documentato molto sulle attività dell’Università Cattolica dell’Ucraina tramite il suo sito web, ma la mia visita personale è andata oltre ogni aspettativa. Ritengo che l’Università cattolica dell’Ucraina debba affrontare molte sfide, essendo l’unica Università cattolica del Paese nell’era post-comunista", ha detto mons. Gullickson, aggiungendo che i suoi studenti "devono essere coraggiosi ed impegnarsi a seguire un cammino che non è probabilmente mai stato intrapreso da nessuno prima d’ora". Irlanda: impegno per il risanamento di una feritaI vescovi irlandesi non ci stanno e contestano l’affermazione che "travisa fortemente la realtà", secondo la quale le vittime di abuso non hanno ricevuto scuse, aiuti terapeutici ed indennizzi. Una nota della Conferenza episcopale irlandese è stata diffusa per diffondere dati e costi che attestano l’impegno della Chiesa irlandese su questo fronte. In particolare viene citato il servizio "Verso la guarigione" (il "Towards Healing service", prima conosciuto con il nome di "Faoiseamh"), che è "finanziato congiuntamente dai vescovi e dalle congregazioni religiose, fornisce consulenza riservata e altri servizi di supporto alle vittime di abusi con terapisti indipendenti e pienamente accreditati". Nella nota si fa sapere che dal 1997, "Towards Healing" (www.towardshealing.ie/site) ha fornito consulenza e altri servizi di supporto ad oltre 5.000 vittime di abusi commessi da clero e religiosi, per un totale di 250.000 sessioni separate. Solo nel 2011 ci sono state 29.000 sessioni di consulenza ai sopravvissuti e la cifra ogni anno si attesta attorno alle 20.000 sessioni di consulenza. Inoltre, il "Towards Healing service" offre terapie di gruppo, e un servizio ponte progettato per facilitare l’accesso delle vittime ad altri servizi, per esempio di natura legale.Nella nota diffusa l’8 febbraio, si rende anche noto che nel 2011 i vescovi e le congregazioni religiose hanno derogato 10 milioni di Euro per il co-finanziamento del servizio "Towards Healing" per i prossimi cinque anni. 20 milioni di Euro erano stati spesi per il servizio di assistenza e consulenza fino allo scorso anno. Inoltre – aggiunge la nota – "molti vescovi pagano la consulenza per le vittime che preferiscono utilizzare propri mezzi. Per quanto riguarda la questione del risarcimento ai sopravvissuti di abusi in Irlanda, un esempio disponibile è l’arcidiocesi di Dublino in quanto pubblica regolarmente tali informazioni. L’Arcidiocesi di Dublino è la più grande diocesi del Paese che copre il 30% della popolazione cattolica dell’isola. Fino ad oggi l’arcidiocesi ha fornito un risarcimento alle vittime pari a 13,5 milioni di Euro (9,3 milioni di Euro per gli indennizzi e 4,2 milioni di Euro per le spese legali). Riguardo infine la questione delle scuse la nota ricorda i "molti vescovi ed esponenti delle congregazioni" che "si sono scusati pubblicamente e privatamente con le vittime" e "la società civile e religiosa indignata e delusa dalla Chiesa cattolica per la mancanza di leadership morale e di responsabilità".