VALLE D'AOSTA

Un bando per la legalità

Possibile recuperare beni confiscati alla criminalità anche fuori Regione

La Regione autonoma Valle d’Aosta ha approvato il bando per la concessione dei mutui a tasso agevolato per il recupero dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, come previsto dalla legge regionale 10 del 29 marzo 2011 dal titolo “Politiche e iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza”.Il bando. Il bando dà priorità ai progetti riguardanti beni che si trovano nel territorio regionale e dà la possibilità di concedere il mutuo tasso agevolato nella misura massima del 100% della spesa ammissibile di durata quindicennale, oltre a un periodo di preammortamento della durata massima di quarantotto mesi, per un importo massimo di 60 mila euro. Le spese ammissibili riguardano i lavori e le opere edili compresi impianti tecnici e tecnologici, spese di progettazione, oneri di direzione lavori, spese di collaudo, spese per acquisto di macchinari e attrezzature, spese per arredi. Possono ottenere il mutuo “enti della regione assegnatari di beni confiscati per progetti di recupero per fini istituzionali o per fini sociali”. Si sostiene anche il recupero per beni confiscati fuori dal territorio regionale purché vengano utilizzati per fini sociali. Inoltre il bando precisa che “i progetti di recupero devono tendere a favorire il riutilizzo e la fruizione sociale nell’ambito dell’attuazione di politiche sociali a favore della legalità e della sicurezza, di intervenire a supporto delle vittime di reato, nonché volte alla prevenzione di situazioni di disagio e dell’accoglienza”. Il termine per la presentazione della documentazione è il 15 marzo 2012, in seguito la Commissione istituita valuterà le domande presentate e provvederà a redigere una graduatoria assegnando a ogni iniziativa un punteggio da 0 a 100 sulla base di criteri ben precisi presenti sul bando.Messaggio di legalità. Il capo servizio degli Affari di prefettura della presidenza della Regione, Vitale Vitaliano, spiega: “L’obiettivo di questo bando è sostanzialmente lo stesso della legge, ovvero quello di promuovere iniziative per tutelare la legalità sensibilizzando il più possibile la popolazione e soprattutto i giovani sulla legalità e tutte le sue sfaccettature”. Sostanzialmente “la Regione autonoma Valle d’Aosta condivide il messaggio dell’associazione di promozione sociale Libera e vuole amplificarlo, vuole quindi fare il possibile affinché tutta l’Italia si riappropri di edifici che venivano utilizzati per attività illegali”. “Nel nostro territorio – precisa Vitaliano – non vi sono beni confiscati e auspichiamo non ve ne siano mai, ma nonostante questo promuovere la giustizia è sempre educativo e importante. Per i beni recuperati al di fuori del territorio chiediamo che venga garantita la fruibilità della struttura da parte di persone provenienti dalla Valle d’Aosta, perché riteniamo importante che ci sia una sorta di ‘ritorno’ per il cittadino valdostano non in senso economico, come è avvenuto per Cascina Caccia, in Piemonte, realtà ristruttura grazie anche a un contributo della Regione, ora molto frequentata da studenti e giovani valdostani”. Questo è il primo bando e i promotori dell’iniziativa precisano: “Siamo consapevoli che la documentazione da presentare è complessa e non sappiamo con certezza se i requisiti sono troppo stringenti”.Nessuno è immune. La coordinatrice e referente di Libera per la regione Valle d’Aosta, Marika De Maria, commenta: “Siamo molto soddisfatti dell’approvazione di questo bando, perché sostanzialmente la nostra Regione diffonde e promuove il messaggio di Libera. Per fortuna nella nostra terra non ci sono beni confiscati, ma è sempre importante promuovere legalità, anche perché le ultime vicende hanno dimostrato che non siamo immuni. La Valle è sempre stata un po’ a rischio per la presenza di un casinò, luogo dove si potrebbe riciclare denaro”. Questo bando è quindi “un intervento di ampio respiro che fa comprendere che la lotta contro la mafia in realtà è un problema di tutta la popolazione italiana, anche se apparentemente non riguarda la nostra Valle d’Aosta. Anche la somma stanziata di 180 mila euro è considerevole e adeguata”. Non è la prima iniziativa in questo campo promossa dall’amministrazione regionale. “Bisogna anche ricordare che nel 2010 – continua De Maria – la Regione ha sostenuto finanziariamente il recupero di Cascina Caccia. Questo casolare è stato per lungo tempo un immobile della mafia, apparteneva infatti alla famiglia Belfiore. La cascina ora porta il nome di Bruno Caccia che dedicò la sua vita a far rispettare la legge”. Oltre a queste iniziative molto importanti in Valle d’Aosta grazie a una collaborazione tra il sindacato autonomo di Polizia, l’assessore regionale all’Istruzione e cultura e le presidenze della Regione e del Consiglio, viene periodicamente organizzato il percorso della legalità, che si rivolge principalmente agli studenti delle scuole superiori e prevede incontri sulle problematiche tipiche della loro età, come il bullismo, l’uso e l’abuso di droghe e alcol, il corretto utilizzo di internet e cellulari e l’educazione alla sicurezza stradale.a cura di Paola Fumagalli(15 febbraio 2012)