PARLAMENTO UE
Intervento del premier italiano Mario Monti a Strasburgo
Le convinzioni di un europeista di lungo corso, che ha maturato la sua idea di integrazione comunitaria prima dalla cattedra universitaria di economista, quindi nella posizione decennale di commissario Ue, infine nel ruolo attuale di premier "di uno degli Stati fondatori dell’Unione". Il passaggio del presidente del Consiglio italiano Mario Monti a Strasburgo rafforza l’immagine di un "tecnico" prestato alla politica che crede, con passione, all’Europa.” “L’euro unisce, non divide. Nell’intervento che svolge in emiciclo il 15 febbraio Monti, parlando a braccio e dibattendo con gli eurodeputati in italiano, inglese e francese, afferma: "Ho colto, appena divenuto premier, l’invito della cancelliera tedesca Merkel e del presidente francese Sarkozy per una collaborazione" più stretta sui temi urgenti della crisi economica, ma "l’ho fatto ribadendo che essa avrebbe dovuto ispirarsi al metodo comunitario e nel pieno rispetto delle istituzioni dell’Unione europea". Monti afferma che non esistono Paesi "buoni e cattivi", "virtuosi o meno virtuosi" in Europa; ribadisce la stima per le istituzioni Ue; affronta numerosi argomenti, dal caso-Grecia alle riforme in atto in Italia, dal rigore di bilancio imposto dal "fiscal compact" alle misure per rilanciare la crescita. Soprattutto insiste su alcuni capisaldi dell’integrazione. "L’Ue deve essere sempre inclusiva, mai esclusiva, occorre dunque creare ponti tra i Paesi", anche in un contesto difficile come quello attuale, con la crisi di Eurolandia. "L’euro aggiunge il presidente del Consiglio è il perfezionamento più ambizioso dell’integrazione" comunitaria; "non possiamo permettere, quindi, che esso diventi elemento di separazione". Mano tesa alla Grecia, alla quale però Monti contesta numerosi errori del passato (cattiva amministrazione politica, corruzione, evasione fiscale, nepotismo…). ” “Per l’Italia e per l’Ue. L’oratore parla anche dell’Italia, anch’essa più volte sotto osservazione in Europa e tuttora fonte di preoccupazione dato l’elevato debito pubblico. "L’Italia sta uscendo dalla zona d’ombra" grazie a tagli e riforme approntate negli ultimi mesi e "non costituirà più un problema per l’Europa". Sugli interventi del suo governo, improntati al rigore, il premier parla di "sacrifici non imposti dall’Ue, ma dalla responsabilità verso i nostri figli". Per essere più esplicito dichiara: "Ritengo indissociabile la mia responsabilità come primo ministro verso il mio Paese, da quella di italiano verso l’Unione europea". Soffermandosi poi sulla decisione "sofferta" di non sostenere la candidatura di Roma quale sede delle Olimpiadi del 2020, Monti nota: "L’imperativo per l’Italia di oggi è evitare di scaricare oneri sulle future generazioni". ” “Sussidiarietà, non super Stato. Sui temi dell’attualità politica ed economica (poco dopo l’intervento in aula Monti partecipa a un Eurogruppo "telefonico" sulla Grecia, mentre il prossimo appuntamento dei ministri finanziari di Eurolandia è fissato per il 20 febbraio) il capo del governo di Roma ritiene necessario chiarire il suo pensiero: "Il rigore non basta, e servono azioni per la crescita", alcune delle quali senza oneri aggiuntivi: in questo caso il riferimento va ad esempio all’impegno per completare il mercato unico europeo e al varo degli stability bond. In emiciclo si evidenziano i malumori degli euroscettici che attaccano il discorso di Monti. Il quale puntualizza: "L’integrazione europea si concilia con la democrazia", e richiede di applicare correttamente il principio di sussidiarietà, così da armonizzare le competenze nazionali e quelle comunitarie a beneficio dei cittadini europei. E, in risposta alle scomposte critiche di un eurodeputato britannico, Monti replica, tra gli applausi dell’aula: "Solo una cultura superficiale e insulare può ingenuamente credere che integrazione significhi creazione di un super Stato".” “I commenti dei gruppi. "Il governo italiano sta liberando l’economia nazionale dai pesi che la opprimono", "valorizzando anche risorse e potenziali inespressi": Joseph Daul, capogruppo Popolare all’Europarlamento, è il primo a commentare positivamente il discorso di Monti. Guy Verhofstadt, leader dei Liberaldemocratici, mostra esplicito apprezzamento per il discorso di Monti, quindi afferma: "Finalmente possiamo dire di avere un vero federalista presente nel Consiglio europeo". Critiche al discorso di Monti giungono invece da Martin Callanan, capogruppo dei Conservatori ("Si dice che la soluzione della crisi verrà dalla crescita, ma sono solo chiacchiere"), e dalla Sinistra unita con il vice presidente del gruppo Patrick Le Hyaric (Monti "ha parlato di disciplina di bilancio, ma il rigore pesa solo sui popoli, non sui banchieri e gli speculatori"). Maros Sefcovic, membro della Commissione Ue presente in emiciclo, sottolinea: "Il governo Monti ha assunto misure importanti e azioni decisive per il rigore e la stabilità".