GIOVANI E POLITICA
Una nuova scuola di formazione per una presenza competente ed efficace
"Coniugare l’etica sociale con l’etica della vita" per formare una "nuova generazione di cattolici al servizio del bene comune": è l’obiettivo della Scuola di formazione politica promossa dal movimento Politica etica responsabilità (Per). Lo ha spiegato questa mattina, a Roma, la presidente del movimento, Olimpia Tarzia, nel corso della presentazione dell’iniziativa (www.movimentoper.it) che si ispira esplicitamente alla dottrina sociale della Chiesa ed è pensata per formare dei giovani che poi si impegnino in politica nel loro territorio; la sede sarà alla Pontifica Università Antonianium e le lezioni si terranno da aprile a giugno. "Per i cattolici è giunto il tempo di uscire da un individualismo e un intimismo – ha rilevato la parlamentare nel quale sono stati ricacciati da una cultura dominante che considera, per esempio, la difesa della vita quasi un’imposizione a quello che è lo stato laico e la difesa della famiglia come un’ingerenza della Chiesa". Ma "uno stato veramente laico, che non soffra di fanatismi religiosi all’opposto, si basa sui principi democratici che affondano le loro radici nei diritti umani e il primo di essi è il diritto alla vita".
Valori "argomentabili". Uno dei 24 docenti che si avvicenderanno nella scuola, Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom (Coordinamento associazioni per la comunicazione), ha sottolineato che iniziative come queste, "rispondono oggi a un’esigenza fortissima: formarsi alla politica" e accolgono le indicazioni degli ultimi due pontefici sui "valori non negoziabili" che però sono "argomentabili" e "possono produrre una griglia per una proposta politica". Altro "insegnante" sarà Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, che ha rilevato come il lavoro del Forum in questi anni sia partito da un’idea di "cittadinanza delle famiglie", ovvero "un mix di diritti e doveri: quando interagiamo con la politica ci troviamo a dire che i doveri della famiglia sono ben precisi e adempiuti, mentre per quel che riguarda i diritti stiamo ancora aspettando". Il presidente ha notato che oggi oltre all’economia, l’impresa e la politica, i soggetti che "costruiscono e custodiscono il nostro Paese" sono "chi fa famiglia, chi vive la vita quotidiana e tutto quel grande pianeta del terzo settore che di fatto è un attore politico". Dunque "la parola chiave è sussidiarietà" e alla politica "chiediamo una modalità di ascolto, di restituzione alla gente del protagonismo".
"Educare" come "trasmettere". "Educare, oggi, è anche educare alla politica". Ne è convinto Tonino Cantelmi, docente di psicopatologia alla Gregoriana e alla Regina Apostolorum, che insegnerà alla Scuola di formazione politica, per il quale i giovani oggi sono "orfani di punti di riferimento e non hanno nessuno che abbia il coraggio di educare". L’esperto ha sottolineato che "noi genitori, per primi, abbiamo rinunciato ad educare", e in "questo mondo troppo adolescenziale in cui gli adulti inseguono i ragazzi" c’è bisogno di "riscoprire il coraggio di trasmettere qualcosa, perché c’è una generazione adulta che ha ancora qualcosa da dire". Della necessita della formazione ha parlato anche Francesco D’Agostino, ordinario di filosofia del diritto a Tor Vergata, per il quale "non basta essere buoni: occorre essere buoni e competenti". Se la politica, secondo la tradizione cristiana che "ha ragionato in maniera diversa dall’idea dominante, ispirata a Machiavelli, che la intende come gestione del potere", deve essere invece la "realizzazione del bene comune", questo impegno è possibile se "si conoscono le dimensioni, i bisogni le difficoltà della società civile".
"Non deluderli". Il vice-presidente della Compagnia delle Opere Roma e Lazio, Claudio Di Luzio, ha messo in evidenza la necessità, nel mondo delle imprese ai tempi di internet, di uno scambio tra generazioni "perché i figli guardano il padre che lavora, ma guardano anche alla società". Per l’imprenditore "essere padri è anche essere informati, perché in questo momento di crisi sono saltati i vecchi schemi e bisogna trovare schemi nuovi. Dobbiamo prepararci a essere preparati, avere fiducia" ma anche essere pronti a "condurre per mano le persone". "Apprezzo moltissimo i giovani di oggi perché, nonostante tutto, mantengono un’aspettativa che è materiale, ma anche morale ed etica – ha infine affermato un altro docente della Scuola, Gianpiero Gamaleri, ordinario di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Roma Tre e per questo non bisogna deluderli".