Consiglio di primavera: economia, moneta e SerbiaStabilità finanziaria e crescita economica, firma del trattato “fiscal compact”, preparazione dei prossimi vertici internazionali, concessione alla Serbia dello status di Paese candidato all’adesione: sono fra i punti all’ordine del giorno del Consiglio europeo dell’1 e 2 marzo, fissati dal presidente Herman Van Rompuy. La riunione di due giorni si aprirà, come di consueto, con un intervento del presidente del Parlamento europeo. Si passerà quindi al punto principale, ossia l’economia, cui è tradizionalmente dedicato il “summit di primavera”. Per forza di cose si parlerà di Grecia e di debito sovrano e delle prossime mosse intese a dare stabilità alla moneta unica e ai bilanci nazionali. “Il Consiglio europeo esaminerà si legge nel testo ufficiale di Van Rompuy – la situazione economica generale in Europa”. Concluderà dunque la prima fase del semestre europeo “valutando i progressi compiuti durante il semestre europeo 2011 nell’attuazione delle raccomandazioni specifiche per Paese e degli impegni assunti nell’ambito del Patto euro plus”, fornendo “orientamenti agli Stati membri, sulla scorta della valutazione annuale della crescita elaborata dalla Commissione, da integrare nei loro programmi nazionali di riforma e nei loro programmi di stabilità o di convergenza”. Sarà inoltre posto l’accento “sulle riforme del mercato del lavoro, l’occupazione e la competitività”. I 27 dovranno valutare, sulla base di una relazione della presidenza del Consiglio, l’attuazione delle conclusioni assunte un anno fa sull’innovazione”. Si procederà alla firma del “trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’Unione economica e monetaria”. La riunione dei leader politici preparerà le posizioni da assumere al G8 e al G20 (in programma rispettivamente il 19-20 maggio e il 18-19 giugno 2012) e alla conferenza Onu “Rio +20″, del 20-22 giugno 2012. Si tratterà infine di assumere la decisione sulla concessione dello status di candidato alla Serbia. Non si escludono dibattiti e prese di posizioni sulle vicende internazionali, soprattutto in Siria, medio Oriente e nord Africa.Parlamento Ue: sì ai risparmi, chiudere Strasburgo?”La crisi economica attuale, insieme alle difficili condizioni climatiche, ha avuto un duro impatto sui poveri”. Il programma di aiuti alimentari dell’Ue “sostiene circa 18 milioni di europei” in 20 Paesi, “che sono senza casa, senza lavoro, anziani o portatori di handicap, ma anche famiglie numerose e genitori singoli. È positivo che l’Unione si sia ricordata di loro”. Czeslaw Adam Siekierski, eurodeputato polacco, ha commentato con soddisfazione il voto del Parlamento di Strasburgo, che ha definitivamente confermato interventi per i bisognosi per un valore di 500 milioni l’anno per tutto il 2012 e per il 2013. “Ma il compito più importante ha subito aggiunto il deputato – è garantire la continuazione del programma che distribuisce cibo ai poveri anche dopo il 2013”. Il programma denominato “Cibo per i bisognosi”, istituito esattamente 25 anni or sono in sede di Politica agricola comune, è stato confermato per un biennio con un voto dell’ultima sessione plenaria. Dall’emiciclo si è però ripetuto che, in accordo con il Consiglio Ue (gli Stati membri erano contrari a tale programma per ragioni finanziarie), sarà necessario studiare una formula per “continuare a mostrare solidarietà verso i più deboli della nostra società” anche oltre questo biennio. Il problema dipende dal fatto che, mentre in principio si era fatto ricorso alle scorte della Pac per andare incontro agli indigenti, col tempo è cresciuto il ricorso all’acquisto di beni alimentari sul mercato. Due le ragioni: la minore disponibilità di eccessi produttivi di agricoltura e allevamento, l’aumento delle persone in stato di necessità, per via dell’allargamento dell’Ue e per taluni effetti perversi della globalizzazione. Fra gli altri temi affrontati dall’emiciclo nel corso della sessione chiusasi il 16 febbraio, figurano un accordo commerciale con il Marocco circa i prodotti agricoli e della pesca, l’accesso ai libri per i non vedenti (possibilità di rendere obbligatorio per le case editrici di garantire delle copie stampate della loro produzione da destinare ai ciechi). A proposito del summit dei capi di Stato e di governo dell’1 e 2 marzo l’aula ha insistito affinché al centro dell’attenzione dei governi siano poste le misure per la crescita e l’occupazione, come emerso dal precedente vertice del 30 gennaio. Sempre in ambito economico i deputati hanno analizzato le prospettive per una futura emissione degli eurobond. Infine il Parlamento ha deciso di congelare il proprio bilancio sui valori del 2012. “In tempi di crisi è importante che i deputati dimostrino che stanno facendo la loro parte, cercando di risparmiare”, ha spiegato Derek Vaughan, deputato britannico, responsabile del bilancio 2013 per il Parlamento. L’aula ha fra l’altro approvato un emendamento che indica nella unica sede parlamentare (ossia quella di Bruxelles, chiudendo quella storica di Strasburgo), “il vero e più grande risparmio che potrebbe essere realizzato”. Ma la decisione in merito spetta stando ai trattati – esclusivamente al Consiglio dei capi di Stato e di governo dei 27.