DOMENICA LIBERA DAL LAVORO
In Alto Adige si raccoglie la sfida di European Sunday Alliance
Un carrello della spesa vuoto con un segnale di divieto e uno slogan in quattro lingue (italiano, tedesco, ladino e inglese), "Di domenica? No grazie". Questo il messaggio che l’Alleanza per la domenica libera dal lavoro dell’Alto Adige lancia questo fine settimana nell’ambito di una campagna europea di sensibilizzazione volta ad arrestare gli acquisti e lo shopping nei giorni festivi. Migliaia di manifesti saranno affissi in questi giorni in tutte le parrocchie, i luoghi d’incontro, i circoli e le realtà associative presenti sul territorio altoatesino.
Un’eccezione, non la regola. Diverse le realtà che sostengono l’iniziativa: la diocesi di Bolzano-Bressanone, le Acli/Kvw, il Forum delle associazioni cattoliche di lingua tedesca e la Consulta dei laici, e le forze sindacali di lingua italiana e tedesca (Agb/Cgil, Sgb/Cisl e Sgk/Uil) presenti in provincia di Bolzano. "Il lavoro domenicale deve rimanere un’eccezione, contrariamente alle attuali tendenze che spostano la giornata di riposo settimanale ad altri giorni infrasettimanali commenta il segretario della Agb/Cgil, Alfred Ebner . Anche i commessi e le commesse richiedono, come gli altri lavoratori, un fine settimana libero o la domenica libera da trascorrere con i propri cari". Nel settore del commercio "è molto alto il tasso di occupazione femminile; nel caso di orari di lavoro prolungati comporta che le madri abbiano meno tempo a disposizione per la propria famiglia. E in molti casi sono le donne (in mancanza di sostegno da parte dei partner maschili o di adeguate strutture) a dover provvedere all’educazione dei figli e ai lavori domestici". In provincia di Bolzano i lavoratori impegnati nel settore del commercio sono circa 26 mila. "Se consideriamo anche i loro familiari prosegue Ebner sono circa 80 mila le persone interessate direttamente o indirettamente dalle modifiche introdotte con la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi. Il lavoro festivo e domenicale pertanto non favorisce la vita della famiglia, al contrario la peggiora".
Tenere vivo il dibattito. Secondo il segretario della Agb/Cgil, "le liberalizzazioni vanno incontro solo alle esigenze delle grandi catene di distribuzione, ma danneggiano il commercio di vicinato, che è una realtà importante per i nostri paesi e le nostre città". "Siamo in fase di recessione aggiunge e assistiamo a una riduzione dei posti di lavoro. Non aumentano i consumi e, se gli stipendi calano e le pensioni rimangono bloccate, non so come si possa pensare che la gente spenda di più". "Il nostro obiettivo come Alleanza spiega il presidente del Forum delle associazioni cattoliche di lingua tedesca, Hebert Denicolò è quello di mantenere vivo il dibattito su una questione fondamentale per la società e per sollecitare la provincia di Bolzano. Parliamo spesso di valori come l’autonomia, ma credo che questioni come la cultura, le tradizioni e la vita della società non siano da considerare secondarie". In questo senso la giunta provinciale altoatesina lo scorso 19 dicembre ha elaborato un disegno di legge provinciale volto a regolamentare la "liberalizzazione dell’attività commerciale", che il 15 febbraio scorso è stato approvato dalla Terza Commissione legislativa del Consiglio provinciale. "Alla base del disegno di legge c’è la volontà di tutelare il commercio di vicinato spiega il presidente della Commissione, Walter Baumgartner . Cerchiamo di usare tutte le possibilità giuridiche a nostra disposizione per evitare una liberalizzazione selvaggia". Il timore, sul fronte giuridico è che la legge provinciale possa essere impugnata dal governo, che ha inserito la liberalizzazione degli orari dei negozi nel "pacchetto salva-Italia". "Il disegno di legge provinciale attuativo del decreto Monti va difeso incalza De Nicolò in tutte le sedi, anche di fronte alla Corte costituzionale, se necessario, perché la difesa del diritto di ogni cittadino ad avere un giorno festivo alla settimana è sancito dalla Costituzione".
Un’alleanza su scala europea. La scelta dell’Alleanza territoriale di lanciare la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica proprio questo fine settimana non è casuale. Il 3 marzo, infatti, ricorre il terzo anniversario della fondazione dell’Alleanza altoatesina. Ma non solo. "Era il 3 marzo 321 spiega don Josef Stricker, assistente spirituale del Kvw/Acli quando l’imperatore Costantino introduceva nel calendario romano la settimana di sette giorni e decretava il ‘dies solis’, che corrisponde alla nostra domenica, giorno di riposo per tutti. Millesettecento anni dopo le Chiese, i sindacati e le associazioni dei lavoratori combattono perché il riposo domenicale non venga svenduto, o ancor peggio cancellato". L’iniziativa altoatesina si ricollega del resto alla European Sunday Alliance (www.europeansundayalliance.eu), movimento di opinione pubblica europeo, sostenuto da istituzioni, sindacati, Chiese, associazioni, che proprio il 4 marzo rilancerà su scala continentale il messaggio per la "domenica libera dal lavoro". Su questo tema si sono già più volte espressi anche i vescovi europei mediante prese di posizione della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea – www.comece.org) e altre sigle cattoliche di diverse nazioni.