CHIESE IN BREVE
Scozia: l’omaggio del card. O’Brien a BhattiAd un anno dall’assassinio (2 marzo 2011) del politico e attivista per i diritti umani pakistano Shahbaz Bhatti, il card. Keith Patrick O’Brien, arcivescovo di St Andrews and Edinburgh e primate di Scozia, rivolge un commosso omaggio alla sua figura invitando ogni persona a proseguire la sua causa in difesa della libertà religiosa. In un messaggio che verrà letto pubblicamente il prossimo 10 marzo durante una manifestazione e un concerto per la pace organizzati a Londra nel primo anniversario della scomparsa di Bhatti, il card. O’Brien afferma: “Shahbaz Bhatti è stato davvero un grande eroe e la sua eredità deve continuare a vivere nelle nostre vite. Egli ha fatto proprio il richiamo della libertà religiosa e chiunque abbia a cuore la dignità della persona umana deve ascoltare le sue parole”. Nel richiamare l’ammirazione espressa dal Pontefice per la “‘battaglia instancabile per i diritti delle minoranze” dell’ex ministro pakistano, “conclusasi con la sua tragica morte”, il primate di Scozia rammenta l’ultima intervista di Bhatti, in cui parlava delle minacce di morte ricevute per la campagna contro la legge sulla blasfemia e per la sua fede: “Voglio condividere che credo in Gesù Cristo, che ha dato la propria vita per noi. So qual è il significato della croce, sto seguendo la croce, e sono pronto a morire per una causa”.Inghilterra: mons. Nichols sulle “Soho Masses”Una nota per mettere a tacere le critiche, assicurare il pieno rispetto dell’insegnamento della Chiesa cattolica ma anche per riconfermare “l’intenzione e lo scopo” che hanno portato 5 anni fa la Chiesa cattolica d’Inghilterra ad avviare una disposizione pastorale particolare verso le persone con un orientamento omosessuale. La disposizione pastorale è più conosciuta al grande pubblico come le “Soho Masses”: messe istituite nel 2007 dall’allora arcivescovo di Westminster, card. Cormac Murphy O’Connor, che vengono da allora celebrate due volte al mese nella chiesa di “Nostra Signora” a Warwick Street e prendono il nome dal quartiere di Soho dove sono si trova la chiesa. L’iniziativa ha recentemente attirato vivaci critiche in seguito alla messa on line, su Youtube, di un breve video che ritrae un passaggio della celebrazione. In una nota diffusa il 28 febbraio, l’arcivescovo Vincent Nichols “conferma l’intenzione e lo scopo” della disposizione. Ed aggiunge: “Intenzione e scopo che sono stati chiaramente spiegati nel comunicato emesso dalla diocesi di Westminster nel 2007 quando la disposizione ebbe inizio sotto la guida dell’allora card. Cormac Murphy O’Connor”. Mons. Nichols fa poi riferimento ad un altro importante documento pubblicato nel 1997 dall’allora card. Hume e chiarisce che senza un’attenta lettura dei due testi, “l’intenzione e lo scopo” delle messe di Soho non possono essere comprese. “Questi documenti spiega sottolineano tre fondamenti essenziali: la dignità di tutte le persone create da Dio; i principi morali concernenti la castità e l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità e la cura pastorale dei cattolici che hanno un orientamento omosessuale. Tutti coloro che prendono parte alla messa sono chiamati a vivere l’insegnamento della Chiesa, attraverso una continua conversione di vita”. Di fronte quindi alle polemiche suscitate, l’arcivescovo assicura che “queste messe sono celebrate in modo da garantire che il loro scopo sia rispettato e che non siano occasioni di confusione o di opposizione riguardo all’insegnamento positivo della Chiesa sul significato della sessualità umana o agli imperativi morali che discendono da tale insegnamento, che noi sosteniamo e verso cui tutti noi cerchiamo di tendere”.Ucraina: messaggio di Quaresima di Sviatoslav Shevchuk”Dobbiamo ricordare che digiunare non significa soltanto limitarsi nel cibo e nel divertimento. Significa soprattutto astenersi dal peccato, dalle cattive abitudini e dalle passioni. Significa anche un rifiuto dell’indifferenza, dei cattivi pensieri e dell’egoismo”. Lo afferma Sviatoslav Shevchuk, leader della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina (Ugcc), nel suo messaggio pastorale per la Quaresima. Shevchuk invita tutte le persone “ferite dai peccati, oberate dalle infermità ed esaurite dalle incombenze quotidiane a correre tra le braccia del Signore”. Il leader della Ugcc evidenzia gli elementi più importanti della Grande Quaresima: penitenza, preghiera e carità. “Astenendoci dal divertimento in questo periodo, dovremmo prestare maggiore attenzione alla comunicazione con Dio, tramite la partecipazione ai servizi quaresimali in chiesa e attraverso una preghiera più lunga e più zelante” scrive il primate nella sua lettera, auspicando che la Quaresima offra a tutti “una rinnovata vita spirituale, il risveglio dell’ardore cristiano, e l’amore per Dio e per il prossimo nelle nostre comunità parrocchiali e nei nostri monasteri”.Ungheria: in ricordo delle vittime del comunismoSi sono tenute a Budapest, il 25 febbraio, le commemorazioni nazionali delle vittime del regime comunista in Ungheria. Il Museo Casa del Terrore ha invitato le persone a posare fiori e accendere candele in ricordo dei defunti, mentre il ministro della Difesa, Czaba Hende, ha rivolto un discorso ai partecipanti all’evento affermando che soltanto la libertà “può promuovere la collaborazione, il rispetto per la dignità umana e la prosperità”. Secondo il segretario di Stato del ministro della Giustizia, Csaba Latorcai, “i giovani devono essere incoraggiati a ricordare che la libertà per cui i loro genitori e i loro nonni hanno combattuto è un dono che deve essere protetto, condividendo la responsabilità per le generazioni future”. La commemorazione è stata abbinata alla presentazione del premio “Parma fidei”, creato nel 2002 per riconoscere gli sforzi delle persone che all’interno della Chiesa rimasero devote alla propria fede e all’identità ungherese anche durante il regime comunista. Quest’anno, il premio è stato assegnato al sacerdote cattolico Istvan Katona, fondatore della comunità carismatica Emmausz. Katona fu perseguitato dai comunisti per le sue attività pastorali con i giovani e per l’apostolato sui mass media, trascorrendo 2 anni e mezzo in prigione per la riproduzione non autorizzata di documenti religiosi. “Le dittature vanno e vengono ma la Chiesa vive, la Chiesa resta, e, dopo ogni dittatura, si rinnova, diventa ancora più luminosa”, ha detto il vincitore, esprimendo gratitudine per il premio.