IRLANDA

Il matrimonio bene comune

Stato e Chiesa insieme nel sostegno alla famiglia

Emily O’Reilly, difensore civico e commissaria per l’informazione del presidente della Repubblica d’Irlanda, ha tenuto un discorso a Belfast, sabato 3 marzo, in occasione delle celebrazioni per i 50 anni del servizio Accord, l’Agenzia cattolica irlandese di accompagnamento dei matrimoni in difficoltà.Crisi epocali. "Le due maggiori istituzioni che erano al centro della scena del secolo scorso, la Chiesa cattolica e il matrimonio tradizionale, hanno subito profonde trasformazioni negli ultimi cinquant’anni. Entrambe affrontano crisi esistenziali; persino lo Stato è incerto se e in che misura deve sostenere queste due istituzioni", ha esordito O’Reilly. "Senza dubbio questo Paese è un luogo diventato più freddo per i cattolici rispetto a quanto non lo fosse nel 1962 o anche nel 2002". "Il potere della Chiesa cattolica aveva una dimensione politica oltre che religiosa. Ma poi le cose sono cambiate e nel momento in cui sono arrivati gli scandali per gli abusi", il governo aveva già discretamente preso le distanze. Per la commissaria, "i matrimoni tradizionali erano la culla dei valori della comunità e davano solide fondamenta ai figli" ma, per altro verso, "tutto ciò che era al di fuori della regola veniva considerato anormale e quindi rifiutato o punito". Tuttavia c’erano aspetti negativi anche nei matrimoni duraturi: "Mancanza di diritti di proprietà per le donne sposate, indivisibilità dal marito e altre misure statalmente riconosciute che limitavano severamente le scelte delle donne irlandesi". "Oggi sembra chiaro che il matrimonio sia in declino in tutto il mondo occidentale – ha aggiunto – e nuove forme di unità sociali sono in corso di normalizzazione. Il fatto di avere figli è sradicato dal matrimonio ma anche, in generale, da forme di impegno a lungo termine".Segni di cambiamento. Il cambiamento è stato "inevitabile, in questo mondo globalizzato" in cui prevarica la "ricerca della crescita personale come valore dominante a danno dei valori tradizionali di impegno a lungo termine e di sacrificio", ha argomentato O’Reilly, che è sposata e con cinque figli. Se la tendenza è quella già registrata negli Usa "in cui coppie sposate con figli che vivono sotto lo stesso tetto sono il 20%, Accord si troverebbe a lavorare in un mercato di nicchia. Il matrimonio diventerà una istituzione d’élite in futuro, e se così sarà, chi si prenderà cura di tutti gli altri?". "Se la Chiesa ha qualcosa da fare, è amare, nel senso di ascoltare, capire, accogliere, perché il dolore sofferto dalle persone non ascoltate, non capite o dall’umanità degradata è immenso e noi ora dovremmo saperlo". "Una cultura dei diritti umani ha reso possibile un crescente stile del ‘vivi e lascia vivere" ma, ha precisato la commissaria, "se per un verso ciò ha generato un grande egoismo a danno del bene comune, per altri questa cultura ha portato al riconoscimento dell’umanità di ogni anima individuale. Penso in particolare alla comunità gay". In tal senso, "il matrimonio tradizionale rischia di continuare a declinare mentre nuove unità familiari continuano a crearsi e il gemellaggio vincolante di legge e religione e altre forze sociali continua a disfarsi. E questa può essere una realtà che nessuno struggimento per i vecchi tempi potrà smuovere". Tuttavia, "in questo scioglimento delle unità familiari tradizionali, nel miscelarsi di famiglie disparate, nella separazione della procreazione dalla storia delle famiglie, ci avviciniamo sempre più a uno stato caotico in cui i legami si indeboliscono e il bene comune non è più tenuto in conto".Priorità sociali. "Il filo che lega il mio lavoro al vostro è l’assenza di accordo che appare nei casi che ci vengono sottoposti per essere risolti: nel vostro caso si tratta di mariti e mogli, nel mio di uomini e donne e degli enti pubblici con cui hanno a che fare. Comune ad entrambi è l’assenza di reale comunicazione al centro delle controversie più difficili, intendo dire l’incapacità di riconoscere l’umanità dell’altro". Secondo O’Reilly, "c’è un altro lavoro che deve essere svolto non solo da Accord, ma dalla società e dal governo in particolare, cioè proteggere le unità familiari cercando coscienziosamente di rimuovere da esse tutte le barriere possibili": "Le pressioni economiche sono immense e contribuiscono in maniera determinante alla distruzione delle famiglie. Ma se noi dobbiamo sostenere una società più sana e sostenere il senso di comunità e di relazioni per rendere le persone capaci di sopravvivere e crescere in questo tempo così oscuro, dobbiamo assicurare che i benefici del matrimonio, di un impegno per tutta la vita possano essere goduti non solo dalle persone di ceto medio, ma anche dalle persone che si sentono ai margini, le cui vite possono essere state caotiche e trovano difficile sapere come cominciare a formare e mantenere solidi legami che offrano strutture stabili per i loro figli". "Se noi, come società non riusciamo a controllare un cultura in cui nichilismo e annichilimento delle speranze trovano radicamento, allora si perde il significato stesso di che cosa sia la società". "Relazione e comunità: il duplice sentiero in cui ciascuno di noi qui crede e verso cui cerca di riportare le persone. Ed è in questo spazio – ha concluso la commissaria – che credo la Chiesa cattolica possa trovare un rinnovamento in questo Paese".