GERMANIA

Un nuovo inizio

Le riflessioni condivise e gli impegni assunti dall’assemblea dei vescovi

Dopo 15 anni Ratisbona ha nuovamente ospitato l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), riunita per la sessione primaverile. All’incontro, svoltosi tra il 27 febbraio e il 1° marzo, hanno partecipato i 66 vescovi delle diocesi tedesche. Le facoltà teologiche, la prosecuzione del processo di dialogo all’interno della Chiesa, il cinquantenario del Concilio Vaticano II e alcune questioni liturgiche erano i principali temi affrontati, di cui presentiamo una breve sintesi.Teologia: un bene prezioso. I vescovi hanno dedicato una giornata di studi allo sviluppo delle facoltà di teologia cattolica e alle nuove generazioni di studiosi, tema trattato più volte negli ultimi decenni. “Con 20 facoltà e 34 istituti, abbiamo attualmente un’ampia presenza della teologia nelle università”, si legge nel comunicato finale della Dbk. “Occorre continuare questa presenza” che “rappresenta un bene prezioso. Sappiamo quanto le strutture universitarie teologiche siano importanti per la qualità della formazione e per il dialogo con altre discipline. La teologia è importante anche dalla prospettiva delle università”, affermano i vescovi, sottolineando anche l’importanza delle nove università gestite da diocesi e ordini religiosi, che convivono accanto a strutture statali. In considerazione della tendenza alla diminuzione del numero degli studenti di teologia e delle nuove generazioni di studiosi e corpo insegnante, occorre tuttavia “una pianificazione strategica”, tenendo presente che “la decisione spetta comunque alle diocesi e alle regioni”.Prosecuzione del processo di dialogo. “L’assemblea plenaria ha deliberato nel 2010 la realizzazione di un processo di dialogo”, scrivono i vescovi, “che fa riferimento al cinquantenario del Concilio Vaticano II”. Nell’incontro avvenuto l’anno scorso a Mannheim è stato avviato un processo “che non prevede decisioni e formula richieste, ma che chiede in modo aperto e critico di cosa ha bisogno la Chiesa di domani”. “Nell’ultima seduta del Consiglio permanente di gennaio 2012 a Würzburg abbiamo inoltre fatto l’inventario delle molteplici iniziative nelle diocesi”, riferiscono i vescovi: “Percepiamo già ora che il processo viene sostenuto da molti cattolici ai livelli più disparati”. Un passo importante di questo processo di dialogo è la 98a edizione del Katholikentag tedesco (Giornata dei cattolici tedeschi), che si svolgerà a maggio a Mannheim, con il titolo: “Osare un nuovo inizio”. I vescovi tedeschi hanno espresso riconoscenza “al Santo Padre per aver indetto un ‘Anno della fede’ che inizia l’11 ottobre 2012 con il cinquantenario dell’inizio del Concilio Vaticano II”, che rappresenta “per noi un incoraggiamento a far procedere il cammino della Chiesa”: “Dobbiamo essere una Chiesa pellegrina, che ascolta e che serve. L’Anno della Fede che il Santo Padre ci dona, ci invita ad affrontare questo anno in modo particolare. È un evento spirituale che accompagnerà il nostro processo di dialogo in modo speciale”.Tanti appuntamenti. “Al processo di dialogo e all’Anno della fede indetto per la Chiesa universale si aggiunge il sinodo dei vescovi per la nuova evangelizzazione, previsto nell’ottobre di quest’anno”, prosegue il documento. “Noi vescovi tedeschi siamo riconoscenti del fatto che questo sinodo coincida con l’anniversario del Concilio Vaticano II. In tal modo si evidenzia che la nuova evangelizzazione ha luogo necessariamente sulla base del Concilio”. I vescovi hanno poi annunciato che “in prosecuzione della manifestazione inaugurale del processo di dialogo a Mannheim di un anno fa, il 14 e il 15 settembre si svolgerà ad Hannover una seconda manifestazione”, dedicata al tema della ‘diaconia’. Si tratta “di presentare la pluralità sociale come sfida della Chiesa, insieme con la questione della molteplicità e dell’unità del mondo cattolico, di trasmettere l’azione a livello di diaconia e di pastorale e mostrare l’impegno della Chiesa nel settore pubblico e caritativo”. Con l’incontro di Hannover, i vescovi tedeschi vogliono “rafforzare l’unione ecclesiale dei partecipanti e mostrare esempi su come il tema di quest’anno possa essere vissuto in modo concreto, dando alla fede vissuta un profilo più forte”. In tal senso, osservano, “la manifestazione annuale è orientata a dare impulsi al dialogo nell’ambito delle diocesi e delle associazioni”.