CHIESE IN BREVE
Polonia: al via la IX Assemblea di Gniezno”Il processo dell’integrazione europea risente di un insufficiente impegno da parte della società civile”. Lo affermano gli organizzatori della IX Assemblea di Gniezno che dal 16 al 18 marzo si svolge nella città che fu la prima capitale polacca. In presenza del card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano, del card. Stanislaw Rylko presidente del Pontificio Consiglio per i laici, e del card. Kazimierz Nycz, metropolita di Varsavia, i partecipanti all’incontro organizzato con il patrocinio e il contributo del presidente polacco Bronislaw Komorowski avranno modo di riflettere sul ruolo costitutivo dei cristiani nella società civile. Tra le personalità invitate all’Assemblea vi sono, oltre all’ex presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek, numerosi rappresentanti delle Chiese cristiane e delle organizzazioni della società civile che nelle loro attività quotidiane danno testimonianza di buoni cristiani e cittadini. Gli ideatori dell’Assemblea si dicono convinti “come cristiani, polacchi ed europei” che per la costruzione del bene comune “è necessario il riconoscimento del carattere pubblico della religione e del suo insostituibile ruolo come fonte di ricchezza per tutta la società, e come insegnamento dei valori che sono alla base della libertà quali onestà, verità, assolvimento degli impegni assunti, sacrificio, generosità, laboriosità rispetto della dignità degli altri e delle loro diversità, solidarietà”. Sottolineano l’importanza “dell’atteggiamento del dialogo e la necessaria capacità di raggiungere il compromesso difendendo la propria identità” L’Assemblea, inoltre, vuole trovare delle risposte ai quesiti su come la società civile si costruisce anche nell’ambito della Chiesa, su come sviluppare ed utilizzare a questo scopo il potenziale delle parrocchie, su come far crescere la Chiesa caratterizzata dalla profonda spiritualità ma al contempo responsabile per il mondo. L’assemblea di Gniezno, affermano i suoi ideatori, “sarà anche un luogo d’incontro e di scambio delle esperienze con coloro che il rispetto di quei valori traggono da altre fonti, e altre religioni” ma sono ugualmente preoccupati per la democrazia moderna la quale “ha bisogno dei valori, della coscienza, delle persone che sanno discernere il bene e il male”. Belgio: dolore dei vescovi per strage in SvizzeraAnche i vescovi del Belgio si uniscono al dolore che ha scosso il Paese alla notizia della terribile sciagura avvenuta in Svizzera nelle prime ore del 14 marzo, in un tunnel nel cantone Vallese: un pullman che trasportava due scolaresche belghe si è schiantato contro un muro causando la morte di 28 persone. Altri 24 sono i feriti, alcuni in gravi condizioni. I ragazzi stavano tornando in Belgio dopo una vacanza sulla neve. “I vescovi si legge in un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale belga sono costernati nell’apprendere la notizia dell’incidente dell’autobus che ha avuto luogo questa notte a Sierre (Svizzera), causando la morte di 28 persone di cui 22 bambini, originari di Heverlee e di Lommel. Il pensiero va alle famiglie così drammaticamente piombate nel lutto”. I vescovi rivolgono alle famiglie delle vittime “le loro condoglianze cristiane ed assicurano la loro preghiera e il loro sostegno” ed invitano tutti i cattolici del Belgio “ad unirsi a loro nella preghiera “per coloro che sono stati colpiti da questo tragico incidente”. La Conferenza episcopale fa inoltre sapere che mons. Patrick Hoogmartens, vescovo di Hasselt, si è recato nella scuola delle vittime a Lommel, mentre mons. André-Joseph Léonard, arcivescovo di Malines-Bruxelles, e mons. Leon Lemmens, suo vescovo ausiliare, sono andati nella scuola di Heverlee. Durante la sera del 14 marzo, si è tenuta nella cattedrale di Sint-Pieterskerk, a Lovanio, una veglia di preghiera per le vittime aperta “a tutti quelli che vogliono esprimere così le proprie condoglianze e circondare nella preghiera le famiglie colpite dalla tragedia”. Il Papa ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio e solidarietà.Irlanda: delegazione del Congresso eucaristico dal PapaBenedetto XVI ha accolto il 14 marzo una delegazione irlandese guidata dall’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, presidente del 50° Congresso eucaristico internazionale (Dublino, 10-17 giugno 2012), e da padre Kevin Doran, segretario generale. Con loro hanno portato la “Congress Bell”, la Campana del congresso che in questi mesi è stata in pellegrinaggio per tutte le diocesi d’Irlanda come segno di festa e d’invito all’evento. La delegazione ha offerto al Pontefice anche una ciotola di trifoglio irlandese per ricordare la festa di San Patrizio, patrono dell’isola, che cade il prossimo 17 marzo; inoltre, ha regalato a Benedetto XVI la prima medaglia commemorativa del Congresso. “Siamo veramente toccati – ha affermato padre Doran – perché con questa visita a Roma la Campana ha portato parrocchie, scuole e ospedali irlandesi in una comunione più intima con il Papa, proprio quando entriamo nella fase finale di preparazione al Congresso”. La Campana è entrata, al mattino, in piazza San Pietro, per poi restare fino al pomeriggio nella Basilica, quando si è celebrata una messa presieduta da mons. Piero Marini, presidente del Comitato pontificio per i congressi eucaristici. La delegazione e la Campana del congresso saranno, il giorno di san Patrizio, al Collegio francescano irlandese di Sant’Isidoro, mentre il 18 marzo si sposteranno al Pontificio collegio irlandese.