EDUCARE OGGI
”Comunità cristiana, associazionismo e università”
"La crisi culturale e spirituale che stiamo attraversando è altrettanto seria di quella economica. Sarebbe dunque illusorio cercar di risolvere quest’ultima senza contrastare l’altra. Ecco perché la sfida educativa, oggi, è qualcosa che tocca un interesse prioritario della Chiesa cattolica". Il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, è intervenuto così, questa mattina, al convegno "Comunità cristiana, associazionismo, università. Luoghi dell’educazione", organizzato dall’Azione Cattolica italiana, in collaborazione con Fuci e Meic (Movimento ecclesiale d’impegno culturale), nella sede milanese dell’Ateneo del Sacro Cuore. Ed è proprio davanti ai rappresentanti del mondo accademico e di varie realtà dell’associazionismo cattolico che mons. Crociata ha ribadito la necessità di rilanciare "un’alleanza educativa che deve collegare tutti i luoghi e tutte le forme dell’educazione: la comunità cristiana, l’associazionismo, la scuola e l’università". Solo così i "cattolici potranno risvegliare quella passione educativa che ha fatto grande la loro storia" e "offrire un contributo essenziale all’intera società italiana", un "contributo di cui il nostro Paese ha bisogno".
Un patrimonio dei cattolici italiani. Il convegno è stato organizzato dall’Azione Cattolica (Ac) in vista di due appuntamenti: l’88ª Giornata per l’Università Cattolica (22 aprile) e la beatificazione del fondatore Giuseppe Toniolo (29 aprile). "Questo incontro ha spiegato Franco Miano, presidente dell’Ac è espressione della collaborazione di tante realtà dell’associazionismo cattolico e delle aggregazioni laicali, unite dal desiderio di contribuire a fare dell’Ateneo un riferimento essenziale del patrimonio dei cattolici italiani. Un primo momento per ridare slancio alla presenza di laici e contribuire a fare cultura nel nostro Paese". Perché, come ha sottolineato in apertura il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, rettore (momentaneamente sospeso) della Cattolica, "le radici della crisi vanno al di là dell’economia". "Nessuna altra epoca ha proseguito Ornaghi ha conosciuto trasformazioni così intense e diffuse come la nostra. Cambiamenti in cui è difficile trovare luoghi di educazione e dove il valore dell’educare sembra essere di rango inferiore rispetto ad altri". Da qui la necessità di riscoprire, come ha ribadito lo stesso Miano, il ruolo dell’Università Cattolica e il legame con il territorio.
Rischi e opportunità. Mons. Crociata ha parlato anche di crisi dei luoghi tradizionali dell’educazione, come la famiglia e la scuola, e della concorrenza di altri luoghi. Un riferimento esplicito è andato al mondo dei mass media che "con il loro incessante flusso, accompagnano ormai ogni momento della vita di grandi e piccoli". È proprio in questo scenario che, secondo il segretario generale della Cei, emergono "rischi ma anche opportunità". "Proprio la crisi di alcune tradizionali agenzie formative offre alla presenza e all’azione della comunità cristiana nuovi stimoli e nuovi spazi per compiere la propria missione", ovvero, "lo sviluppo integrale della persona umana". Un invito più volte ripetuto negli anni, ma che per mons. Sergio Lanza, assistente ecclesiastico dell’Ateneo, fatica a incidere. "Nonostante i ripetuti riferimenti alla questione educativa ha precisato questo non ha messo in moto processi effettivi nelle prassi pastorali, né nei luoghi dove si fa approfondimento scientifico".
Lavorare insieme. È in questo scenario che mons. Crociata invita ogni realtà a dare il proprio contributo: "La vocazione dell’Azione Cattolica e delle aggregazioni laicali può racchiudersi nella missione a coltivare un cristianesimo ordinario accessibile a tutti, capace di coniugare santità e vita quotidiana nel servizio ecclesiale e nelle forme della presenza sociale. Alle comunità ecclesiali è chiesto di coltivare un senso di fede e un’appartenenza, di crescente consapevolezza e maturità culturale. All’Università Cattolica è affidato il compito di servire i cattolici italiani con un’offerta di personale e di strumenti culturali che facciano crescere fedeli consapevoli e attrezzati. Laici e credenti capaci di sviluppare un’azione sociale luminosa e di portare in ogni ambito di vita un contributo al bene comune".
Una sola voce. Un primo banco di prova per questa nuova alleanza, potrebbe essere il prossimo Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio 3 giugno). "In vista dell’incontro racconta Valentina Soncini, presidente dell’Ac di Milano abbiamo assistito al moltiplicarsi di iniziative sul tema dell’appuntamento: la famiglia, il lavoro e la festa. Mi viene da chiedere: riusciremo, alla luce di questo lavoro di rete, a dire una parola comune?". Una provocazione raccolta dal segretario generale della Cei. "Abbiamo tante potenzialità ha concluso mons. Crociata ma non riusciamo a metterle a frutto perché le forme di collaborazione sono scarse o non adeguate. Perché qualcosa cambi ci vuole anima e passione. Questo tempo che qualcuno ha definito delle passioni tristi deve trasformarsi nel tempo delle passioni vive".