POLONIA

All’altezza del compito

Un convegno sul ruolo dei cristiani in Europa

“Esprimo la mia vicinanza ai partecipanti al convegno che si sta svolgendo a Gniezno, storica capitale della Polonia. Il suddetto convegno sia per l’Europa memoria delle sue radici cristiane e della necessità di costruire una società civile fondandosi sui valori evangelici. Affido i frutti del convegno a San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, e a Sant’Adalberto, Patrono della Polonia”: così Benedetto XVI all’Angelus di domenica 18 marzo in riferimento all’incontro a Gniezno dove si è discusso del ruolo dei cristiani in Europa. Nel messaggio del Pontefice ai partecipanti, letto all’apertura del dibattito, si legge: “Il cristianesimo, anche se orienta l’uomo all’eternità, non lo esonera dalla premura per la realtà temporanea, anzi lo incoraggia all’attiva partecipazione alla vita sociale nello spirito dell’amore di Dio e del prossimo”.Manca l’etica. Nel documento finale del congresso si sottolinea che “la fede non è una fuga dal mondo, bensì una motivazione al servizio e all’impegno”. Il documento, riferendosi alla crisi economica, rileva che essa ha le sue radici nella sfera spirituale, “nella crisi dei valori e nella mancanza dell’etica nella vita economica”. Dei molteplici aspetti economici della crisi, alla luce del magistero della Chiesa, ha parlato in un videomessaggio trasmesso ai congressisti l’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola: “Entrare nei meandri della crisi economica e finanziaria è, per la stragrande maggioranza dei cittadini, un’impresa impervia”. Per il porporato, “qualsiasi analisi appena un po’ meno che generica diventa presto inintelligibile al profano. Così il discorso economico, e ancor più quello finanziario, si è fatto lontanissimo dalla possibilità di comprensione di coloro che pure ne sono i destinatari e gli attori finali, cioè tutti”. Il card. Scola ha sottolineato ha sottolineato la necessità che “ognuno non solo possa difendere i propri diritti, ma sappia soprattutto assumersi consapevolmente le proprie responsabilità in riferimento alla costruzione del bene comune, anche attraverso sacrifici e rinnovati impegni”. Per l’arcivescovo di Milano, “non si può accettare una riflessione e una pratica dell’economia che prescinda da una lettura culturale complessiva che inevitabilmente implica l’antropologia e l’etica”. Il ruolo delle Chiese. “Abbiamo delle forti istituzioni europee, ma ci manca la società civile”, ha affermato durante la prima giornata congressuale Jerzy Buzek, già presidente del Parlamento europeo. Buzek, sottolineando l’attuale crisi di fiducia in Europa, ha rilevato in parallelo l’appannamento dell’idea attorno alla quale è stata costruita la Comunità europea. Evidenziando poi che il benessere senza valori è “come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”, Buzek ha posto l’accento sul “grande ruolo delle Chiese in Europa”, le quali “ricordano l’obbligo di dialogo sul quale è stata costruita la democrazia europea”.Condividere la fede. I partecipanti al congresso nel documento conclusivo, “preoccupati per il futuro dell’Europa”, affermano di essere “angustiati per le crescenti tendenze a fare dal disordine morale una norma della società moderna”. Osservano che “in Europa la voce dei cristiani è sempre più debole” e questo avviene “non perché il messaggio evangelico abbia perso d’attualità ma a causa di un’insufficienza delle testimonianze dei seguaci di Cristo”. Rilevano quindi che, “al contrario delle tendenze attualmente in voga, non si può limitare la fede alla sfera privata”. Infatti, pur essendo “una questione profondamente personale”, la fede deve essere “condivisa, espressa e vissuta pubblicamente”. Il documento esprime “una profonda convinzione che la persona credente – un santo cittadino – è un buon cittadino” e richiama i leader politici affinché specialmente “al tempo della crisi diano ascolto alle necessità e alle voci dei cittadini”. I partecipanti al congresso si attendono “che chi guida le nazioni sia all’altezza del suo compito e che dia esempio dei valori che vorrebbe siano propagati”. “L’Europa in crisi ha bisogno di statisti capaci di innalzarsi al di sopra dell’orizzonte di una prossima campagna elettorale”, dichiarano i congressisti chiedendo alla politica di “rinunciare alle sperimentazioni nella sfera dei valori e di impegnarsi di più per i bisognosi”. L’ultimo capitolo del documento finale di Gniezno è dedicato all’ecumenismo del quale ha parlato inoltre, durante il congresso, il capo dello Stato polacco Bronislaw Komorowski. Il presidente della Polonia nel corso di un incontro con i membri delle diverse Chiese cristiane ha confermato “di appartenere alla generazione cresciuta con il sogno di un vero ecumenismo” ed ha espresso il suo appoggio a tutte iniziative volte al raggiungimento della piena unità dei cristiani.