CHIESE IN BREVE

Irlanda, Portogallo, Ucraina

Irlanda: card. Brady su San Patrizio”Nel 2012 celebriamo la ricorrenza nazionale del nostro santo nel bel mezzo di una profonda recessione economica che ha portato di nuovo preoccupazione, disoccupazione e necessità di emigrare per molte persone e famiglie in tutta l’Irlanda”. Così il card. Seán Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, nel messaggio indirizzato ai fedeli residenti nell’isola e all’estero in occasione della festa di San Patrizio, apostolo e patrono della nazione, caduta il 17 marzo. Dopo avere sottolineato l’importanza di celebrare “l’identità, la cultura e il patrimonio irlandese”, il card. Brady ha ricordato il gran numero di persone “emigrate dall’Irlanda in tempi recenti” ed ha auspicato che la memoria di San Patrizio, “anch’egli un migrante e un pioniere in climi inospitali”, possa sostenere “tutti quelli che hanno lasciato le nostre coste per altre terre. E possa l’esempio” della sua fede in Dio “proteggerli e confortarli”. Nel richiamare l’affidarsi a Dio del Patrono, il primate afferma: “La mia speranza più profonda è che tutti siamo all’altezza della sfida di annunciare il Vangelo oggi”, poiché “il messaggio cristiano ha portato speranza, consolazione e forza a tante generazioni dell’Irlanda, specialmente in tempi di avversità e di sfide”. “Mentre ci prepariamo al 50°Congresso eucaristico internazionale che si svolgerà in giugno a Dublino (dal 10 al 17, ndr) – conclude il card. Brady -, chiediamo a San Patrizio e a tutti i santi irlandesi un profondo rinnovamento della fede nella potenza di Dio, per innalzarci verso nuovi orizzonti di speranza e possibilità”.Portogallo: Fpv, aborto e leggi dello StatoAl termine del secondo congresso nazionale tenutosi a Lisbona, la Federazione portoghese per la vita (Fpv) ha emesso un documento nel quale afferma che “l’aborto si è trasformato in un atto finanziato e promosso dallo Stato”. La presidente, Isisda Pegado, ha dichiarato che le leggi approvate dal precedente governo socialista sono altrettanto responsabili della crisi economico-sociale attraversata dal Portogallo: “Le decisioni prese negli ultimi sei anni sull’aborto, sulla fecondazione assistita, sul matrimonio tra omosessuali, sul cambio di sesso, sul divorzio e sull’educazione sessuale si sono rivelate distruttrici dei pilastri strutturali della società”. Ricordando in particolare gli 85 mila casi di interruzione volontaria della gravidanza verificatisi dal 2007, la responsabile dell’associazione ha rilevato che “è stata aperta la possibilità di un costante intervento dell’organizzazione statale nella società, che ha messo a rischio il ruolo delle famiglie come primo luogo di sostegno e aiuto reciproco tra le persone”. La Fpv auspica quindi “l’entrata in una nuova fase, in cui il Paese mostri la propria insoddisfazione, e sia capace di mobilitarsi per una società più giusta, solidale e con meno costi sociali”. A questo scopo, il congresso ha deliberato una raccolta di firme a sostegno della petizione “Difendere il futuro” da presentare alla discussione parlamentare, che vede tra i primi sottoscrittori diverse personalità della vita culturale, economica e politica del Paese come António Bagão Félix, Manuel Braga da Cruz, João Luís César das Neves e António Gentil Martins. Nel documento conclusivo si chiede che “la famiglia sia posta e riconosciuta come il fondamento dell’organizzazione sociale, siano riconosciute le intrinseche funzioni vocazionali del matrimonio, avendo come principali obiettivi una maternità e paternità responsabili, la protezione e la promozione della natalità e della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale”.Ucraina: indagine su religione e tradizione nazionaleSecondo i risultati di un’indagine svolta dal Research&Branding Group, il 42% degli ucraini considera la religione e la fede una tradizione nazionale. Rispondendo alla domanda sul significato di fede e religione, il 32% degli intervistati ha dichiarato di seguire norme morali, il 24% le considera una salvezza personale, il 17% pensa che si tratti di un bene culturale mondiale, il 13% lo vede come un esercizio di riti religiosi mentre il 4% degli intervistati non ha fornito risposte. Alla domanda sull’atteggiamento personale nei confronti della religione, il 51% degli intervistati ha dichiarato di ritenersi credente ma ha puntualizzato di andare in Chiesa soltanto in occasione delle festività e di non seguirne tutti i riti e i cerimoniali. Il 27% ha affermato di credere in Dio ma di avere poco interesse per la vita della Chiesa, mentre il 12% si è definito credente che frequenta regolarmente la chiesa e ne rispettano tutti i riti. Il sito web http://religions.unian.net/ukr/ riporta che l’indagine è stata svolta dal 10 al 20 febbraio 2012 su 1.600 persone del centro e sudest dell’Ucraina.