CHIESA ED EUROPA

Un impegno che cresce

È il card. Reinhard Marx il nuovo presidente della Comece

Rinnovo ai vertici della Comece, la Commissione degli episcopati della Comunità europea. Al termine dell’assemblea plenaria di primavera, i 23 vescovi che ne hanno preso parte in rappresentanza degli episcopati degli Stati membri dell’Ue, hanno eletto il nuovo presidente. È il card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, che succede al vescovo di Rotterdam, mons. Adrianus Van Luyn. Il card. Marx, che resterà in carica per tre anni, avrà quattro vicepresidenti (finora erano due): mons. Gianni Ambrosio (vescovo di Piacenza-Bobbio, Italia), mons. Virgil Bercea (vescovo di Oradea Mare, Romania), mons. Piotr Jarecki (vescovo ausiliare di Varsavia, Polonia, confermato nell’incarico) e mons. Jean Kockerols (ausiliare di Bruxelles-Malines, Belgio).

L’Ue, più forte della crisi. "Per quanto riguarda la crisi economica e finanziaria che sta colpendo il nostro continente, credo fermamente che l’Unione europea ha i poteri e le potenzialità per superare questa situazione". È la prima dichiarazione rilasciata dal card. Reinhard Marx, subito dopo la nomina alla presidenza della Comece. Parla, dunque, della crisi che sta investendo il vecchio continente e osserva: "Una crisi globale richiede una risposta comune". "Abbiamo bisogno di riscoprire il senso di responsabilità e di solidarietà. Questo è un prerequisito per essere in grado di risolvere i nostri problemi comuni. Siamo in un momento decisivo per il futuro dell’Europa". In un’intervista rilasciata a Sir Europa sul ruolo della Chiesa in Europa, il cardinale dice tra l’altro: "È evidente come l’introduzione di una moneta comune non sia bastata a creare una vera unione politica: solo una politica sociale ed economica comune permetterebbe una vera unione fra i popoli d’Europa". Da qui il ruolo delle Chiese in Europa: "C’è ancora molta strada da fare e non possiamo diminuire il nostro impegno a favore dell’Europa. Al contrario: la Chiesa dovrebbe essere il cuore spirituale di un’Europa consapevole delle proprie radici spirituali e religiose". Nato a Geseke il 21 settembre 1953, il card. Reinhard Marx è dal 2008 arcivescovo di Monaco e Frisinga. Dal 2009 è diventato vicepresidente della Comece. Benedetto XVI lo ha creato cardinale nel concistoro del 20 novembre 2010.

Le radici cristiane. Uno dei 4 vice-presidenti della Comece è mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio. Nato a Santhià il 23 dicembre 1943, negli anni Settanta ha conseguito gli studi a Parigi all’Institut Catholique e all’École Pratique des Hautes Études della Sorbona dove ha ottenuto il diploma di specializzazione in sociologia della religione. È stato direttore del settimanale diocesano di Vercelli, il "Corriere Eusebiano". In un’intervista a Sir Europa, mons. Ambrosio afferma: "Forse parecchi hanno pensato – e pensano tuttora – che la Chiesa, in particolare con il magistero dei Papi, chiedesse all’Europa di guardare semplicemente al passato, a esempio con il riferimento alle radici cristiane". "Ma proprio perché vuole guardare al futuro, l’Europa non può negare le sue origini, la sua identità. La memoria del passato è decisiva per avere un ideale trainante nella progettazione dell’oggi e del domani. Una comunità di valori – è il progetto europeo – che trascura i suoi valori fondanti, rischia l’apostasia da se stessa prima ancora che da Dio".

La Chiesa, forza che dà speranza. È stato eletto membro del Comitato permanente anche mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea Mare: "La presenza della Comece a Bruxelles – dice in un’intervista a Sir Europa – costituisce un elemento molto positivo. Vorrei mettere in evidenza in particolare i risultati soddisfacenti ottenuti nella discussione sul Crocifisso in Italia, con l’introduzione dell’espressione ‘aggressione contro i cristiani’. La Comece è molto attiva e informa regolarmente le Conferenze episcopali su ciò che avviene a livello dell’Ue". Nato nel 1958, mons. Jean Kockerols è vescovo ausiliare di Malines-Bruxelles e fa parte della Comece come delegato della Conferenza episcopale del Belgio dal 2011. "La Comece – dice – deve continuare la sua duplice missione di ponte tra le Chiese e l’Europa e le sue istituzioni, e viceversa". Infine, c’è mons. Piotr Jarecki, vescovo ausiliare di Varsavia, dal 2006 vicepresidente della Comece. In un’intervista sempre a Sir Europa il vescovo afferma: "Per affrontare la crisi e superarla, la Chiesa auspica una comunità europea di solidarietà e di responsabilità. Poiché proprio la Chiesa può essere la forza che unisce e dà speranza alle società europee, minacciate dal populismo e dalle divisioni. Un contributo importante della Chiesa all’Ue è costituito inoltre dal monitoraggio dei progressi della legislazione comunitaria e soprattutto delle sentenze del Tribunale della Giustizia dell’Ue. L’ultimo esempio di quel tipo di attività è stata la sentenza del Tribunale di Giustizia relativa alle ricerche con uso delle cellule staminali embrionali. Un’altro rilevante contributo è costituito dalla recente pubblicazione del documento dei vescovi Comece ‘Una comunità europea di solidarietà e responsabilità’ dedicato al modello europeo dell’economia sociale di mercato".