IL 23° VIAGGIO APOSTOLICO
Benedetto XVI e il posto della Chiesa nel mondo
Come aveva concluso la sua visita in Africa, così Benedetto XVI inizia il suo viaggio in America, "come pellegrino della speranza".
Siamo nel cuore del Messico e anche in un momento significativo per l’intera America latina, che ricorda il bicentenario della sua indipendenza e nello stesso tempo attende una stagione nuova, nuove prospettive di sviluppo. Questo vale anche per la fede, che ha accompagnato tutta la storia moderna del continente ed oggi rappresenta una porzione significativa della cristianità.
La speranza "quando si radica in un popolo, quando viene condivisa, essa si diffonde come la luce che disperde le tenebre che offuscano e attanagliano". Benedetto XVI apre dunque con decisione prospettive aperte di sviluppo e contemporaneamente le fonda sul deposito della fede e della carità. Il suo primo saluto al Messico ed all’intero continente è proprio fondato sulle tre virtù teologali.
Si arriva così alla proiezione pubblica della vita di fede e della stessa Chiesa, che non "pretende altra cosa che non sia fare del bene, in maniera disinteressata e rispettosa, al bisognoso, a chi, molte volte, manca più di tutto proprio di una prova di amore autentico".
E veramente, al di là della grande attesa per la visita a Cuba, questo ventitreesimo viaggio apostolico di Benedetto XVI, ha proprio questo grande significato strutturale, valorizzare questa grande porzione della Chiesa, ripartendo dai fondamenti.
Centra così la dinamica di questo momento storico, in particolare nelle tante periferie di un mondo globalizzato. Quel che ha detto di Cuba allora, nel tradizionale dialogo coi giornalisti sull’aereo, si può applicare a tutto il momento storico. Siamo di fronte ad un processo di ridefinizione dei sistemi "che esige pazienza ma anche decisione", che rilancia il dinamismo della libertà: "la Chiesa, ha ribadito il Papa, sta sempre dalla parte della libertà, libertà di coscienza, libertà di religione".
Per questo serve una buona politica e Benedetto XVI anche qui ribadisce una continuità ed una costanza del magistero.
‘La Chiesa non è un potere politico, non è un partito, ma e’ una realtà morale", Sente la responsabilità nell’educare le coscienze e così creare la responsabilità necessaria". E’ un compito essenziale peraltro oggi, soprattutto in questo tempo, in cui le ideologie sembrano cadute, ma non i falsi idoli. Ecco l’impegno a "smascherare l’idolatria del denaro che schiavizza gli uomini, smascherare il male e le false promesse, di smascherare la menzogna e la truffa", della droga, della violenza. Serve quindi coerenza. Anche dei politici. E Benedetto XVI, con quell’approccio amabile e diretto cui ci ha abituato, non manca di rilevare "presso non pochi cattolici", una "schizofrenia tra morale individuale e pubblica". Insomma, non si può essere buoni cattolici nella sfera individuale e seguire in pubblico "altre strade che non rispondono ai grandi valori del Vangelo che sono necessari per la fondazione di una società giusta".
Il grande viaggio in America diventa così un viaggio dritto al cuore del nostro tempo, delle nostre attese, delle nostre prospettive.