MEDIA E MINORI

Una maggiore tutela

Bollino rosso per i programmi inadatti e no a pornografia e violenza in tv

Bollino rosso per tutta la durata delle trasmissioni televisive con "contenuti inadatti" ai minori e "divieto assoluto di trasmettere programmi pornografici e violenti gravemente nocivi". Da questi punti fermi parte lo schema di decreto legislativo approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che "aggiorna e potenzia la normativa di disciplina dell’esercizio delle attività televisive a tutela degli spettatori di minore età". Una scelta rispetto alla quale esprime "viva soddisfazione" il Comitato media e minori.

Adeguarsi all’Europa. "Le misure approvate dal Governo – afferma al SIR il presidente del Comitato, Franco Mugerli – adeguano la normativa italiana a quella europea, eliminano norme sbagliate e dannose introdotte dal Decreto Romani e recepiscono gli orientamenti espressi dal Comitato media e minori, come riconosciuto nella nota di Palazzo Chigi". Il presidente ricorda che "da tempo il Comitato aveva richiamato governo e parlamento sul fatto che la tutela dei minori nella programmazione televisiva era disattesa dalla deroga introdotta dalla legge italiana alla Direttiva europea, con particolare riguardo alla trasmissione di programmi televisivi che possono ‘nuocere gravemente’ allo sviluppo dei minori". "La nuova disciplina – osserva – prevede anche maggiori tutele nella trasmissione di contenuti inadatti ai minori, mediante una chiara segnaletica durante l’intera durata del programma e l’adozione di dispositivi tecnici più sicuri, secondo quanto previsto dalla Direttiva europea, ma disatteso dalla normativa italiana".

Le nuove norme. Le modifiche, apportate dal governo su proposta del ministro per gli Affari europei, uniformano difatti "le norme italiane con la disciplina comunitaria – si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi – e la arricchiscono con alcune ulteriori previsioni a tutela dei minori, recependo gli orientamenti espressi dal Comitato per la tutela dei minori". Al "simbolo visivo che avverte dei contenuti inadatti" (il bollino rosso) si affianca "un più ampio utilizzo delle nuove tecnologie che consentono al genitore di utilizzare codici personali di accesso". Inoltre, "scatta il divieto assoluto di trasmettere programmi pornografici o violenti gravemente nocivi per i minori anche in orari notturni, esclusi solo i programmi specificamente acquistabili a pagamento, con una più incisiva distinzione delle diversità tra il regime riferibile alle trasmissioni lineari (sia in chiaro sia a pagamento) e quello per le trasmissioni non lineari, le sole che potranno ospitare programmi vietati ai minori di 18 anni". In altri termini, questi programmi non potranno andare in palinsesto, ma saranno disponibili solo on demand nelle pay per view.

Il richiamo dell’Ue. Sul tema della mancata tutela già da tempo il Comitato media e minori chiedeva la modifica del Decreto Romani, lamentando "un allarmante progressivo smantellamento del sistema della protezione dei minori nelle trasmissioni televisive", "in aperto contrasto con le direttive comunitarie". Programmi "gravemente nocivi", secondo il Decreto, potevano andare in onda in orario notturno (dalle 23 alle 7), purché "con una funzione di controllo parentale che inibisce l’accesso al contenuto stesso, salva la possibilità per l’utente di disattivare la predetta funzione tramite la digitazione di uno specifico codice segreto che ne renda possibile la visione": soluzione giudicata inefficace da chi si occupa della tutela dei minori e pressoché sconosciuta da buona parte delle famiglie italiane. E pure la Commissione europea è intervenuta, rilevando che la legge italiana, in contrasto con la Direttiva Ue, "non impone in divieto assoluto di trasmettere categorie di film/programmi che possono nuocere gravemente ai minori". Una mancanza che potrebbe portare a una procedura d’infrazione a carico del nostro Paese, alla quale però l’attuale proposta sembra porre rimedio.