PAPA A CUBA
Nel ricordo di Giovanni Paolo II il primo discorso sull’isola
Il richiamo alla "storica visita a Cuba del mio Predecessore, il Beato Giovanni Paolo II", avvenuta 14 anni fa, ha segnato le prime battute del discorso di Benedetto XVI appena sbarcato nel pomeriggio all’aeroporto internazionale di Santiago de Cuba (ore 21 circa italiane). Ricevuto dal presidente Raùl Castro, fratello di Fidel, che guida la nazione dal 24 febbraio 2008, il Papa gli ha rivolto cordiali parole di ringraziamento per l’accoglienza, salutando anche le autorità religiose dell’isola, tra cui il cardinale Jaime Ortega y Alamino, arcivescovo dell’Avana, e gli altri vescovi. Richiamando la visita del Beato Giovanni Paolo II, ha detto che essa "ha lasciato una traccia indelebile nell’animo dei cubani. Per molti, credenti e non, il suo esempio e i suoi insegnamenti costituiscono una guida luminosa che li orienta sia nella vita personale sia nella realizzazione pubblica del servizio al bene comune della Nazione". Benedetto XVI ha aggiunto che "il suo passaggio nell’isola fu come una brezza soave di aria fresca che diede nuovo vigore alla Chiesa in Cuba, destando in molti una rinnovata coscienza dell’importanza della fede", col risultato dell’ "inaugurazione di una nuova fase nelle relazioni tra la Chiesa e lo Stato cubano, con uno spirito di maggiore collaborazione e fiducia".
I rapporti Stato-Chiesa. Proprio parlando di questa "nuova fase" nei rapporti tra lo Stato cubano e la Chiesa, Benedetto XVI ha aggiunto che dopo la visita di Papa Wojtyla si è registrato "uno spirito di maggiore collaborazione e fiducia, benché rimangano ancora molti aspetti nei quali si può e si deve avanzare, specialmente per quanto si riferisce al contributo imprescindibile che la religione è chiamata a svolgere nell’ambito pubblico della società". Il Papa ha quindi richiamato l’evento che motiva la sua visita, "il quattrocentesimo anniversario della scoperta dell’immagine benedetta della Vergine della Carità del ‘Cobre’". "Seguendo la scia di tanti pellegrini nel corso di questi secoli, anch’io ha affermato – desidero recarmi a ‘El Cobre’ a prostrarmi ai piedi della Madre di Dio, per ringraziarla dei suoi interventi in favore di tutti i suoi figli cubani e chiedere la sua intercessione, affinché guidi i percorsi di questa amata Nazione sui sentieri della giustizia, della pace, della libertà e della riconciliazione". Riferendosi alle difficoltà economiche presenti in molte parti del mondo, il Papa ha poi parlato di "una profonda crisi di tipo spirituale e morale", affermando che "il vero progresso necessita di un’etica che collochi al centro la persona umana e tenga conto delle sue esigenze più autentiche".
I "padri della Patria". Nella parte finale del suo discorso di saluto al presidente cubano e alle autorità civili e religiose che lo accoglievano all’aeroporto, Benedetto XVI ha come rivolto uno sguardo al futuro prossimo della nazione caraibica, affermando: "Sono convinto che Cuba, in questo momento così importante della sua storia, sta guardando già al domani, e per questo si sforza di rinnovare e ampliare i suoi orizzonti; a ciò coopererà quell’immenso patrimonio di valori spirituali e morali che hanno plasmato la sua identità più genuina, e che si trovano scolpiti nell’opera e nella vita di molti insigni padri della patria, come il Beato José Olallo y Valdés, il Servo di Dio Félix Varela o l’insigne José Martí". Circa il ruolo della Chiesa, ha detto che "da parte sua, ha saputo contribuire con impegno alla promozione di tali valori mediante la sua generosa e instancabile missione pastorale, e rinnova i suoi propositi di continuare a lavorare senza tregua per servire meglio tutti i cubani". Concludendo, Benedetto XVI ha rivolto una preghiera al Signore perché "benedica con abbondanza questa terra e i suoi figli, in particolare quelli che si sentono svantaggiati, gli emarginati e quanti soffrono nel corpo e nello spirito, affinché, per intercessione della Nostra Signora della Carità del Cobre, conceda a tutti un futuro pieno di speranza, di solidarietà e di concordia".