EDITORIALE

Nell’emergenza educativa

La scuola cattolica in e per l’Europa

Di fronte all’emergenza educativa, uno dei temi più sentiti da Benedetto XVI, e di fronte alla sfida della nuova evangelizzazione, la Chiesa d’Europa dispone nel 2012 di 25.698 istituti scolastici, che accolgono circa 7.637.700 studenti. I loro professori, i loro genitori e i loro studenti possono dunque ben rappresentare una forza significativa, in un continente alla ricerca della propria identità.Guardiamo prima di tutto più da vicino il paesaggio assai diversificato delle scuole cattoliche.Nei Paesi del Nord – Danimarca, Norvegia e Svezia (la Finlandia non ha scuole cattoliche) -, le scuole cattoliche minoritarie contano poco più di 900 studenti. Si tratta di scuole ecumeniche (cattoliche e luterane).Per quel che riguarda i Paesi di lingua tedesca, cominciamo dalla Germania (872 scuole, 300.000 studenti). Le scuole ricevono più o meno sovvenzioni a seconda del “Land” in cui si trovano. In Austria, le 306 scuole cattoliche (66.692 studenti) dispongono di un’ottima formazione e gestione, e restano uno dei solidi pilastri della vita della società austriaca, sempre più pluralista. In Svizzera, 34 scuole private non ottengono alcuna sovvenzione dai cantoni, con due sole eccezioni.I Paesi mediterranei sono sempre stati caratterizzati da legami talvolta molto difficili con lo Stato. La scuola portoghese (67.000 studenti, 158 scuole) deve lottare per salvaguardare parte delle proprie sovvenzioni. La Spagna (1.399.490 studenti, 21,5% del totale nazionale, in 2.630 scuole) ha dovuto difendere il proprio corso di religione e la propria libertà pedagogica quando le è stato imposto un corso di educazione civica. Fortunatamente, per questi ultimi due Paesi, le elezioni hanno cambiato le cifre. La Spagna ha un ottimo servizio pastorale e pedagogico, il cui raggio si estende anche agli altri continenti. La scuola “cristiana” della Grecia (8.347 studenti) accoglie il 90% di ortodossi ed offre un’istruzione di alta qualità, grazie alle ricche tradizioni congregazioniste parzialmente francesi. L’Italia cattolica è incatenata da decenni ad una frase della Costituzione: “senza oneri per lo Stato”, che respinge la sovvenzione, anche se esistono eccezioni per l’insegnamento fondamentale e alcune soluzioni a livello regionale, tuttavia ampiamente insufficienti. L’isola di Malta, con le sue 50 scuole cattoliche private congregazioniste, contribuisce ampiamente alla formazione cattolica dell’isola.Le scuole cattoliche delle isole del Mare del Nord, l’Inghilterra e il Galles (2.360 scuole, 868.000 studenti), la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord (400 scuole, 190.000 studenti), accolgono più figli di immigrati di quanto si pensi. L’Irlanda sta passando momenti molto difficili che turbano le congregazioni tradizionali e le mandano in cerca di nuove collaborazioni e fusioni. Fino a qualche anno fa, inoltre, non c’era una vera scelta per le famiglie non credenti per decidere a favore di una scuola fondamentale laica. Questa situazione è diventata insostenibile per le scuole cattoliche. L’Inghilterra e la Scozia (legame diretto con lo Stato) hanno rafforzato le proprie scuole cattoliche e la loro formazione religiosa. Esiste tuttavia un problema di reclutamento dei dirigenti.Il Belgio e i Paesi Bassi lottano contro una forte secolarizzazione. Le ottime sovvenzioni fornite alle scuole cattoliche non sono sufficienti. Anche il numero di credenti, sia nelle famiglie che tra i professori, solleva grandi sfide. Nei Paesi Bassi, la grande autonomia delle scuole ha portato a tensioni con l’episcopato. La Francia, da parte sua, conosce una scuola cattolica molto forte (2.034.010 studenti, 20% del totale nazionale), che cerca di vivere il proprio progetto pedagogico nei limiti della laicità e di approfondire l’insegnamento dei fatti di religione.Veniamo agli ex Paesi “dell’Est”. Le scuole cattoliche “fenici”, quelle che sono risorte dopo il comunismo, possono contare sulle famiglie, che hanno una fede viva e scelgono la scuola cattolica per l’educazione; l’Ungheria (52.350 studenti, 203 scuole) e la Polonia (57.000 studenti, 500 scuole) dispongono di un proprio segretariato e di una buona formazione. La Lituania (18.753 studenti, 33 scuole); la Repubblica Ceca (15.194 studenti; 76 scuole); la Slovacchia (39.200 studenti; 189 scuole) dispongono di un centro di formazione sovvenzionato dallo Stato; la Bosnia-Erzegovina (4.477 studenti) conta 14 scuole, che cercano di contribuire alla pace e alla tolleranza con il loro concetto di scuola pluralista a partire dalla fede cattolica. Le 50 scuole della Romania sperano che le future legislazioni possano finalmente portare un po’ di pace. Le 10 scuole della Croazia, le scuole della Slovenia (1.914 studenti; 5 scuole), la scuola gesuita del Kosovo, qualche scuola dell’Ucraina e le nuove 50 scuole cattoliche dell’Albania, molte delle quali hanno legami con l’Italia, testimoniano la flessibilità della Chiesa e la volontà di predicare la Buona Novella.Le sfide dell’insegnamento cattolico europeo sono numerose. Accogliere gli immigrati senza perdere la testimonianza cristiana. Affrontare in modo intelligente la tendenza a sostituire il corso di religione con un corso di cultura religiosa o con un corso di educazione civica. Meglio selezionare e offrire una migliore formazione ai dirigenti. Proporre agli educatori che lo desiderino una formazione teologica di base e una formazione sul carisma vero e proprio. Leggere la Bibbia nelle scuole. Educare alla solidarietà e all’azione sociale in uno spirito evangelico. Consolidare lo spirito di comunità di fronte all’individualismo. E, infine, nei Paesi profondamente secolarizzati, invece di lasciarsi anestetizzare, suggerisco alle Conferenze episcopali di rivedere interamente la pastorale scolastica, inserendola in gran parte in una più ampia pastorale per gli adulti. Essa offrirà agli educatori e alle famiglie la linfa spirituale alla quale hanno diritto e alla quale l’Europa aspira, nella sua tempesta. Non è questa la missione secolare della Chiesa?(*) segretario generale Ceec – Comitato europeo per l’insegnamento cattolico