GIOVANI

Perché abbiano futuro

Gmg 2013, le parole del Papa, del card. Bagnasco e di Napolitano

Tirare un bilancio sulla Giornata mondiale della gioventù di Madrid 2011 e orientarsi "Verso Rio 2013", la città del Brasile dove si svolgerà la prossima Gmg. Di questo parleranno i responsabili della pastorale giovanile di 98 Paesi del mondo e i responsabili di 45 tra comunità, associazioni e movimenti giovanili cattolici all’Incontro internazionale sulle Gmg che si aprirà domani a Rocca di Papa per iniziativa del Pontificio Consiglio per i laici. L’incontro di bilancio e prospettiva sarà sicuramente segnato dalle parole che papa Benedetto XVI rivolge ai giovani nel Messaggio per la Giornata mondiale della gioventù, che verrà celebrata a livello diocesano nella prossima Domenica delle Palme. "Vorrei esortarvi ad essere missionari della gioia", ha chiesto il Papa ai giovani. Maria Chiara Biagioni, per il Sir, ne ha parlato con don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile il quale avverte subito che il prossimo anno a Rio de Janeiro parteciperanno un numero limitato di italiani "per le distanze e i costi in tempo di crisi". Ma aggiunge anche che "sicuramente ci saranno eventi in contemporanea per tutti quei giovani italiani che rimangono qui perché non perdano questa opportunità di gioia e di festa tra loro e con il Papa".

Se il Papa parla di gioia, vuol dire che per i giovani oggi è difficile essere felici?
"Penso che effettivamente i giovani oggi vivano situazioni di sofferenza: la realtà giovanile è segnata da tante sofferenze di carattere affettivo e familiare. E’ una generazione che fa fatica a trovare lavoro ed ha la sensazione di essere stata in questo senso illusa e tradita: erano stati invitati a studiare a dare il massimo all’università ma poi alla resa dei conti, si sentono dire che non servono, che il mercato è chiuso e non ha più bisogno di loro. È una generazione attraversata anche da sofferenze di carattere valoriale: si ha come l’impressione che tante volte i giovani siano vittime di un inganno culturale. I messaggi esterni dicono, ‘fai così e sarai felice’ ma alla fine si scopre che in fondo ad alcune proposte ci si ritrova soli e che le strade di libertà si rivelano strade di schiavitù. E qui le dipendenze di ogni tipo, dal gioco alla droghe. Dipendenze che alla fine sono segnali di una profonda tristezza che attraversa il mondo giovanile. A fronte di tutto questo, ritengo anche che oggi sia un tempo in cui i giovani – laddove viene proposta un’acqua fresca e dissetante, delle luci che possono riempire il cuore – rispondono perché hanno bisogno di messaggi forti".

Da Monti al presidente Napolitano al presidente della Cei, card. Bagnasco. I giovani non sono stati mai citati così spesso come adesso. Che cosa ci si aspetta da loro?
"Dalle istituzioni, credo ci si aspetti ascolto e opportunità. Ascolto delle loro attese legittime di futuro e l’offerta di reali opportunità per realizzarle. Ma per tutto questo ci vuole un mondo adulto che sappia offrire delle strade che i giovani realmente possano percorrere e la capacità di lasciare spazio perché i giovani possano emergere nei vari ambiti della società, dal mondo del lavoro alla politica. Sono le condizioni perché i giovani possano di nuovo sperare. Dal punto di vista delle istituzioni, credo quindi che oggi il mondo adulto deve dare prova di fare un passo indietro perché possano venire fuori le nuove generazioni".

Fosse lei un giovane, questo mondo adulto le darebbe speranza?
"Ho speranza, perché penso che ci sia ancora una grande fetta di adulti che crede che non c’è niente di più bello che far crescere i propri figli e renderli migliori di noi. Un mondo adulto quindi che da una parte testimonia la sua esperienza, ma dall’altra sa consegnare alle nuove generazioni quello che è riuscito a realizzare. Fa invece un po’ tristezza quando si vede che c’è un mondo adulto che desidera ritornare giovane: la bellezza della maturità non è quella di guardare al passato ma di generare futuro".

La Gmg ha ancora la capacità secondo lei di parlare ai giovani?
Per me senz’altro sì, anche perché i numeri ancora oggi lo confermano. Ovvio che la Gmg è una proposta che si rivolge ad una parte di giovani. Anche a Madrid i giovani italiani che hanno partecipato alla Gmg erano 100 mila, un buon numero ma certo non la totalità dei giovani italiani. Però è certamente una di quelle esperienze forti: chi è andato in Spagna l’anno scorso, sapeva di andare per seguire il Papa. La Gmg è interessante laddove è inserita in una proposta di fede forte, essenziale, vigorosa che ancora oggi interessa. I grandi eventi fecondano: ridanno smalto alla nostra ordinarietà. La vita non è fatta soltanto di quotidianità e ferialità ma anche di festa. La Gmg è una di queste opportunità".