UNIONE EUROPEA
Bruxelles: “pro life” per i diritti del nascituro in Europa
Il titolo è “Uno di noi”, e fa riferimento alla piena dignità e alla totalità dei diritti umani che spettano al nascituro. L’obiettivo dichiarato riguarda infatti l'”esplicita protezione giuridica della dignità e del diritto alla vita di ogni essere umano fin dal concepimento nei settori di competenza dell’Unione europea”. Sono i tratti essenziali della “Iniziativa dei cittadini” presentata il 29 marzo nella sede dell’Europarlamento a Bruxelles, la quale – utilizzando questo nuovo istituto creato dal Trattato di Lisbona e la cui entrata in vigore era stabilita proprio al 1° aprile 2012 – intende raccogliere almeno un milione di firme, così da portare nelle sedi istituzionali Ue il tema della difesa e promozione della vita.
L’Iniziativa dei cittadini, disciplinata da uno specifico regolamento (211/2011), prevede che un gruppo promotore presenti alla Commissione una proposta di atto giuridico, sostenuta da un milione di firme provenienti da almeno sette paesi membri: l’atto giuridico richiesto (che passa poi per competenza a Parlamento e Consiglio Ue) deve riguardare l’attuazione dei trattati sui quali si fonda la “casa comune”, deve rientrare nella sfera di competenza della Commissione stessa e non essere contrario ai valori dell’Unione. Una volta presentato l’oggetto dell’Iniziativa, la Commissione ha due mesi di tempo per esprimersi sulla sua ammissibilità; a questo punto i promotori dispongono di un anno di tempo per le sottoscrizioni. Dopo di che la Commissione è tenuta ad ascoltare in una audizione il gruppo che ha tirato le fila dell’Iniziativa per poi fornire una risposta motivata entro tre mesi.
Concretamente la raccolta delle firme per l’Iniziativa denominata “Uno di noi” – attorno alla quale si registra già la convergenza di una trentina di organizzazioni pro life che hanno partecipato alla “Settimana per la vita” svoltasi a Bruxelles nei giorni scorsi – potrebbe materializzarsi verso la fine del prossimo mese di maggio o nel mese di giugno.
Nel documento circolato alla “Week for Life” e dedicato alla Iniziativa per la vita, si legge in particolare: “Si tratta di ottenere quanto indicato nel quesito rivolto alla Commissione Ue, sul quale si chiede l’adesione dei cittadini europei”, ovvero “l’applicazione nel diritto dell’Unione del principio che la dignità umana e il diritto alla vita riguardano ogni essere umano fin dal concepimento e il conseguente impegno legislativo delle istituzioni europee a non finanziare attività che presuppongono la distruzione di embrioni umani specialmente nel campo della ricerca, dell’aiuto allo sviluppo, della sanità pubblica”.
Segue un’ulteriore e interessante sottolineatura: “Ma, prima ancora, l’iniziativa vuole essere uno strumento culturale ed educativo che risvegli l’anima dei popoli europei e impedisca la loro assuefazione e la loro rassegnazione di fronte alle soverchianti aggressioni contro la vita umana”. “Quando anche la Commissione di Bruxelles non facesse ciò che ad essa viene richiesto o se il processo legislativo da essa avviato non giungesse alla conclusione sperata”, tale Iniziativa dei cittadini “potrebbe raggiungere egualmente un grande risultato se le adesioni popolari saranno numerosissime e se saranno accompagnate da molteplici azioni culturali ed educative”, fra cui pubblicazioni, seminari, presenze sui media o dibattiti.
Viene non da ultimo indicata una “linea strategica di gradualità”. Considerate le difficoltà già rilevate nel campo pro life, che l’Iniziativa potrebbe incontrare, si sostiene: “Il travaglio della riflessione e dei conseguenti comportamenti” che si registrano “riguardo all’inizio della vita umana è di tale importanza da contrassegnare un’epoca. Perciò non è immaginabile che il diritto alla vita nella sua completezza possa essere riconosciuto in tempi brevi. Occorre affrontare una lunga fatica. Ciò impone l’accettazione del metodo della gradualità. Se non è possibile raggiungere immediatamente il traguardo finale, bisogna non rinunciare a perseguire traguardi parziali”. L’impegno per la vita e per il bene comune – sembrano ricordare i promotori – non si scoraggia mai.
Sir Europa
(30 marzo 2012)