IMPEGNO POLITICO

Servite la città

Mons. Cesare Nosiglia (Torino) agli amministratori di Comuni, Provincia e Regione

"Seguite con rigore di coscienza e di responsabilità la via del servizio dei cittadini, rifuggendo in particolare dal privilegiare le varie caste o un certo populismo che impedisce di compiere leggi giuste per tutti ed eque in particolare verso chi meno ha e meno conta nella società". Così mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, rivolgendosi stamattina agli amministratori e ai politici torinesi riuniti a Villa Lascaris, presso Pianezza (Torino), per il tradizionale momento di "sosta spirituale" in occasione della Pasqua.

I poveri al primo posto. Mons. Nosiglia ha esortato i politici a mettere "sempre in primo piano il bene comune e non solo quello individuale o della propria parte politica", dedicando un’attenzione particolare ai "poveri, agli ultimi e a coloro che sono considerati un ‘peso’ nella società": "siano prediletti nel vostro servizio – ha rimarcato l’arcivescovo, rivolgendosi agli amministratori subalpini, tra cui erano presenti anche il sindaco di Torino, il presidente della Provincia di Torino e il presidente della Regione Piemonte – perché ad essi va riservato un posto speciale nell’erogazione anche delle risorse e nella difesa e promozione dei diritti propri di ogni cittadino", soprattutto "in questo momento di crisi" in cui occorre "richiamare una particolare attenzione e cura verso le famiglie che soffrono di più a causa della mancanza del lavoro, della casa, del sostegno per le disabilità e le malattie gravi di cui soffrono i loro congiunti".

Coniugare giustizia e amore. L’arcivescovo ha preso le mosse della sua catechesi dal brano evangelico delle Beatitudini: "la pagina più alta e concreta su cui si misura la vita e l’impegno della Chiesa e di ogni cristiano", ha specificato, da cui "anche l’impegno politico e sociale può trarre un percorso ideale di riferimento per l’agire e per le scelte concrete a servizio dei cittadini e del bene comune", aiutando a "coniugare strettamente giustizia e amore", in maniera disinteressata e gratuita. Perché, ha spiegato mons. Nosiglia, "la sfiducia che anche molti credenti nutrono nei confronti della politica nasce dalla percezione che non sia possibile coniugare nella prassi politica gli ideali che sembrano invece realizzabili nell’azione sociale e caritativa". E "anche se talvolta vi può sembrare complesso e non facile da gestire con coerenza – ha sottolineato mons. Nosiglia – abbiate fiducia nel vostro servizio", perché "se svolto con onestà e sincerità, dedizione e passione per l’uomo, umile e confidente fiducia in Dio, conduce sempre a risultati positivi".

La ricchezza della diversità. Mons. Nosiglia ha poi chiesto ai politici di "rinunciare alla demonizzazione dell’avversario, come pure alla ricerca di quello scontro aspro e conflittuale che tende a distruggere più che costruire", perché – ha detto – "nella ricerca del servizio al bene comune ci possono essere opinioni diverse come pure diversità di programmi, ma esso non può mai essere subordinato al proprio interesse o a quello della propria parte politica: le diversità sono una ricchezza, anche in campo politico, e mediante il dialogo e il confronto i cristiani possono trovare motivo di incoraggiamento e strade di collaborazione in vista del raggiungimento della giustizia e della carità".

La politica sulla strada. "La politica non sia fatta a tavolino, ma sulla strada", ha concluso l’arcivescovo rivolgendosi ai politici, "perché l’ascolto e la condivisione dei problemi e delle situazioni concrete di vita della gente si percepiscono solo stando dentro, giorno dopo giorno, al loro vissuto", contando anche che "oggi le parrocchie, come pure le tante realtà del territorio che coinvolgono un numero crescente di cittadini, necessitano di sentire vicini a loro quanti sono impegnati in politica, non solo per tagliare nastri e partecipare a cerimonie che rendono visibile la loro presenza in televisione e sulla stampa, ma nel quotidiano, perché è lì che la gente aspetta risposte e può esprimere attese e richieste".