CHIESE CRISTIANE
Anglicani: consultazioni per scelta arcivescovoPer la prima volta nella storia, i membri della Comunione anglicana di tutto il mondo sono invitati a condividere le loro opinioni sul ministero del prossimo arcivescovo di Canterbury. La “Crown Nominations Commission” della Chiesa d’Inghilterra è l’organismo che ha il compito di nominare il prossimo arcivescovo, dopo che nei giorni scorsi l’attuale, Rowan Williams, ha annunciato che darà le dimissioni entro la fine di quest’anno. Chiede in genere le opinioni di tutti i primati e dei segretari delle 38 Province della Comunione anglicana. Questa volta, invece, la Commissione ha inviato una lettera alle Province chiedendo che venga letta nelle chiese anglicane della Comunione. È firmata dal segretario generale della Comunione anglicana, Canon Kenneth Kearon, per conto della Commissione. “L’arcivescovo di Canterbury si legge nella lettera esercita molti ruoli. È vescovo della diocesi di Canterbury, primate della Chiesa d’Inghilterra e centro di unità della Comunione anglicana”. Il processo di ricerca del prossimo arcivescovo è stato già avviato: la “Crown Nominations Commission” sta svolgendo ampie consultazioni con vari rappresentanti della Chiesa d’Inghilterra, coinvolgendo anche membri di altre confessioni cristiane e di altre fedi. “La Commissione prosegue la lettera scritta da Kearon desidera offrire la stessa opportunità ad altri membri della Comunione anglicana. Si stanno cercando le vostre opinioni sulle priorità da dare al ministero del prossimo arcivescovo per consentire ai membri della Commissione di disporre di un quadro il più ricco possibile, al momento di cominciare il loro lavoro”. La speranza è che la lettera, tradotta in diverse lingue, possa arrivare a tutti i membri della Comunione anglicana in modo che gli anglicani e gli episcopali di tutto il mondo possano rispondere via e-mail o posta entro il 30 aprile. I pareri saranno raccolti e inclusi in una relazione della Commissione.Grecia: preoccupazioni del patriarca BartolomeoIn una lettera indirizzata a Sua Beatitudine Geronimo, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia e presidente del Santo Sinodo della Chiesa di Grecia, il patriarca ecumenico Bartolomeo I ha espresso “preoccupazione e tristezza” per alcune dichiarazioni pronunciate all’interno della Chiesa di Grecia, che a parere del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli “possono mettere in pericolo l’unità della Chiesa e l’unità della Chiesa ortodossa nel suo insieme”. Anche un gruppo di 30 professori della Facoltà di teologia dell’Università “Aristotele” di Salonicco ha manifestato le stesse preoccupazioni in una lettera inviata all’arcivescovo Geronimo. Le dichiarazioni cui fanno riferimento sia il patriarca Bartolomeo sia i teologi di Salonicco sono alcune opinioni circolate anche ultimamente all’interno della Chiesa ortodossa di Grecia, che di fatto “rimettono in discussione e criticano le decisioni approvate a livello pan-ortodosso, e quindi anche dalla Chiesa di Grecia, in merito alla partecipazione della Chiesa ortodossa nel suo insieme ai dialoghi teologici bilaterali e multilaterali con le Chiese eterodosse, agli incontri intercristiani promossi nell’ambito del Consiglio ecumenico delle Chiese, del Consiglio delle Chiese europee e di altri organismi simili”. Nella lettera del patriarca Bartolomeo riportata il 2 aprile sul sito Orthodoxie.com si dice anche che all’inizio queste affermazioni erano di “portata limitata”, ma “recentemente hanno assunto un livello inaccettabile”: il Patriarca fa riferimento agli “anatemi” pronunciati da un metropolita della Chiesa di Grecia, durante la Divina Liturgia celebrata per la Domenica dell’Ortodossia, contro i cristiani eterodossi, i credenti di altre religioni e contro tutti i partecipanti al movimento ecumenico. I professori universitari precisano che gli anatemi sono stati rivolti anche contro papa Benedetto XVI. “Il Patriarca ecumenico si legge su Orthodoxie.com invita l’arcivescovo di Atene e il Santo Sinodo a rigettare e condannare ufficialmente queste manifestazioni infondate e pericolose e a prendere anche iniziative che possano impedire pratiche e prese di posizione che sono contrarie alle decisioni assunte in comune dalle Chiese ortodosse”. Kek: plauso per politica Ue rifugiatiPlauso della “Commissione Migranti” della Conferenza delle Chiese europee al nuovo programma Ue teso a fornire finanziamenti comunitari agli Stati membri disposti a reinserire rifugiati sul proprio territorio. Tale programma, che darebbe priorità alle persone ritenute più vulnerabili, quali le donne a rischio, i minori non accompagnati, gli individui con problemi medici, viene definito in un comunicato della Kek “un segno incoraggiante”. Le Chiese però invitano gli Stati membri ad aumentare il volume e l’impatto del reinsediamento dei rifugiati verso l’Ue, ricordando che l’Unione e i suoi Stati membri possono e devono fare di più per offrire protezione ai rifugiati più vulnerabili. La Commissione propone l’obiettivo di arrivare, entro il 2020, alla possibilità di mettere a disposizione ogni anno 20.000 posti per il reinsediamento dei rifugiati da parte degli Stati membri, ritenendo che la quota da realizzare entro 8 anni sia “del tutto realistica, sebbene sia necessario avviare da subito i passaggi per il raggiungimento della cifra”. Il documento politico sostiene la necessità di un maggiore coordinamento degli sforzi di reinsediamento degli Stati membri con le politiche estere dell’Ue e chiede una forte cooperazione tra i governi, l’Unhcr e la società civile nella pianificazione, attuazione e valutazione di reinsediamento dei rifugiati verso l’Ue.