UNIONE EUROPEA

La voce dei popoli

Dal 1° aprile è in vigore l’Iniziativa dei cittadini

L'”Iniziativa dei cittadini”, l’istituto di democrazia partecipativa creato dal Trattato di Lisbona il cui regolamento attuativo è entrato in vigore il 1° aprile, è ora una realtà. Gli europei hanno a disposizione una nuova opportunità per far risuonare la loro voce presso le sedi dell’Unione europea. Si apre così una scommessa volta ad avvicinare gli stessi cittadini alle istituzioni Ue. Dibattiti transfrontalieri. Con l’Iniziativa dei cittadini è possibile proporre alla Commissione Ue – raccogliendo, secondo precise modalità, almeno un milione di firme in non meno di sette Stati – di presentare un atto giuridico su una materia di sua competenza. “Questo diritto inaugurerà un nuovo capitolo della vita democratica dell’Unione”, ha spiegato Maros Sefcovic, vice presidente della Commissione. “Non solo fornirà ai cittadini un accesso diretto” per far conoscere a Bruxelles e Strasburgo la propria volontà su un determinato argomento, ma “incoraggerà veri dibattiti transfrontalieri sulle questioni inerenti” l’integrazione comunitaria. Dal canto suo il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, ha affermato: “I cittadini possono manifestare le proprie preoccupazioni al centro del processo politico”. Il presidente non ha peraltro nascosto che tale strumento di partecipazione dovrà essere trasparente e occorrerà vigilare affinché non diventi uno mezzo utilizzato da lobby economiche per fare pressioni indebite sulla legislazione comunitaria.Strategia della gradualità. Nei giorni scorsi si è parlato della Iniziativa dei cittadini che sarà promossa dai movimenti pro life di oltre venti paesi, denominata “Uno di noi”, intesa a salvaguardare la vita umana sin dal suo concepimento e a evitare che l’Ue destini fondi alla ricerca sulle cellule embrionali. Gli stessi promotori, riuniti il 29 marzo a Bruxelles, pur nell’entusiasmo di avviare una procedura intesa a rispettare il valore supremo della vita umana, hanno riconosciuto la necessità di sposare una “strategia della gradualità”, affermando che se non sarà possibile raggiungere immediatamente il “traguardo finale” (ossia lo stop a ogni forma di violazione sui diritti che spettano alla vita nascente), bisognerà “non rinunciare a perseguire traguardi parziali”. Infatti l’Iniziativa chiamata “Uno di noi”, come qualunque altra che potrebbe seguire in relazione agli altri campi d’azione dell’Ue (dall’economia all’ambiente, dallo sviluppo regionale alla tutela del consumatore, dall’energia alla promozione della cultura…), vorrebbe far risuonare la volontà dei cittadini, senza peraltro imporre alla Commissione l’obbligo di formulare una relativa proposta di legge: l’Esecutivo può rispondere con un “no” motivato al comitato promotore che ha raccolto le firme. E se anche la Commissione agisse con una proposta di atto giuridico, Parlamento e Consiglio Ue, che costituiscono l’autorità legislativa Ue, pur tenendo conto della volontà espressa dagli europei firmatari non sarebbero tenuti a legiferare nel senso indicato dall’Iniziativa. Protagonismo dei popoli. Resta il fatto che l’Iniziativa dei cittadini è uno strumento di democrazia e come tale dovrebbe essere valorizzato su scala continentale. L’Europa “unione di valori” (come si afferma nei Trattati) si fonda su principi che sono radicati nella visione cristiana dell’uomo: la dignità umana, l’uguaglianza fra le persone, la libertà, la solidarietà, la sussidiarietà. Questi sono punti fermi che devono essere ribaditi, riconquistati e costruiti ogni giorno. L’Iniziativa può peraltro creare un dibattito europeo, e dunque una opinione pubblica europea, attorno a questioni di primaria importanza: in tal senso sempre i promotori di “Uno di noi” parlano di “strumento culturale ed educativo” per “risvegliare l’anima dei popoli europei”. La democrazia e la “cittadinanza europea” comprendono diritti e doveri – affermati dalla Carta dei diritti fondamentali Ue, entrata in vigore con il Trattato di Lisbona – che possono essere promossi solo grazie a un vero protagonismo dei popoli dell’Unione.Coinvolgere i giovani. Nel processo di costruzione dell’Europa unita “abbiamo bisogno di conoscere e di valutare anche le proposte e le opinioni dei cittadini ed è nostro compito facilitare le procedure affinché tutti siano in grado di accedere a questo importante strumento decisionale”. Anche Staffan Nilsson, presidente del Comitato economico e sociale europeo (Cese), ritiene che l’Iniziativa possa costituire un mezzo con cui far crescere la democrazia continentale. Per rendere i cittadini partecipi di questa opportunità, afferma Georgios Papastamkos, vice presidente dell’Europarlamento, “bisogna migliorare il networking all’interno dell’Unione, avvalendoci di tutti gli strumenti di comunicazione perché è fondamentale far arrivare questo messaggio soprattutto ai giovani che devono sentirsi coinvolti nel processo decisionale”. Per informazioni dettagliate sulla Iniziativa dei cittadini è disponibile un apposito spazio web, in tutte le lingue ufficiali dell’Unione, al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome.