MINORI E MEDIA

C’è chi vigila

Il “manifesto” delle 29 associazioni del Copercom

"Sempre più spesso, ci sentiamo dire che l’avanzata impetuosa di Internet non si può fermare. Ci chiediamo, allora, se lo Stato democratico debba arrendersi a una deriva che consente a qualunque contenuto (pornografico, violento o comunque inadatto al minore per ragioni legate alla maturità) di raggiungere i nostri figli e nipoti". Se lo chiede Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom, che sottolinea come "la domanda non sia peregrina perché suppone, da parte di tutti, un atto di onestà intellettuale: riporre definitivamente in soffitta l’ormai logoro slogan del ‘vietato vietare’". Per riflettere sul rapporto tra minori e media, anche in vista della prossima ripresa dei laboratori on line del Coordinamento dedicati al tema, il Sir lo ha intervistato.

Il Copercom ha richiamato l’urgenza della tutela dei minori nei media in un recente "manifesto" sottoscritto dalle 29 associazioni aderenti. Qual è l’obiettivo di questa iniziativa?
"Il documento approntato dal Copercom (www.copercom.it) è nato dalla consapevolezza della rivoluzione mediatica in atto, trainata soprattutto da Internet. I nuovi media (social network, videogiochi, terminali mobili di videofonia) stanno riscrivendo la grammatica della comunicazione, trovando un terreno fertilissimo tra i bambini e gli adolescenti. Dinanzi a questa autentica rivoluzione, le famiglie, la scuola, gli attori dell’educazione e le associazioni sono oggettivamente impreparati. Così come appare assolutamente desueto l’apparato pubblico di tutela a favore dei bambini e degli adolescenti nel loro rapporto con i media, vecchi e nuovi".

Come valutare la legislazione italiana in questa materia?
"Purtroppo il giudizio non può essere positivo. A parte la legge sul cinema, anch’essa ormai datata, segnaliamo l’assenza di una normativa specifica di tutela di bimbi e adolescenti nei confronti dei nuovi media. Basti solo osservare che, senza andare sul terreno penale della pedopornografia via Internet che tanti gravissimi danni sta provocando alle giovani vittime, persino tanti di noi adulti non reggiamo più, ad esempio, il contenuto violento di certe immagini e di certi dialoghi elargiti massicciamente in televisione, al cinema o nella Rete. Per questa ragione noi suggeriamo tre linee di azione: applicare rigorosamente le norme vigenti, razionalizzare e ottimizzare le norme attualmente previste, adottare un’apposita disciplina legislativa per i nuovi media. Al legislatore spetta la scelta dello strumento più idoneo per intervenire efficacemente e tempestivamente. In ogni caso, bisogna fare presto".

Ritiene che i due organismi nazionali impegnati in questo campo, il Comitato media e minori e il Consiglio nazionale degli utenti, siano sufficientemente efficaci nella tutela dei diritti dei minori? Cosa si può fare per sostenerli di più in un’azione così impegnativa?
"Ai due organismi va riconosciuto il merito di tenere vivo il dibattito sulla tutela dei minori. Non è poco, in considerazione della forza dell’industria della comunicazione, della debolezza della politica e della scarsa attenzione dell’opinione pubblica. Un grazie va anche ai presidenti Franco Mugerli e Luca Borgomeo che sappiamo bene quanta energia mettano in campo per far prevalere le ragioni della società civile. Per sostenerli occorre che quella porzione di opinione pubblica che noi rappresentiamo con le nostre 29 associazioni, faccia sentire il proprio peso nel dibattito pubblico. Ricordando a tutti, dai Palazzi alle stanze di produzione, che a noi sta a cuore la crescita integrale, armonica e spirituale dei bambini e degli adolescenti italiani. E a chi governa, legifera e produce, noi diciamo: se non apprezzate il nostro ruolo culturale di stimolo, sappiate che siamo pur sempre dei consumatori… In questa prospettiva, forse, possiamo fare molto di più. Moltiplicando, ad esempio, le segnalazioni al Comitato media e minori, quando vediamo passare in tv contenuti che noi riteniamo assolutamente inadatti a bambini e adolescenti. Così facendo, non solo li difendiamo, ma dimostriamo l’esistenza di un’opinione pubblica che non è disposta a digerire tutto, magari solo in nome della noia da vincere piazzandosi davanti alla tv o della semplice abitudine a convivere con quell’elettrodomestico. Senza dimenticare i pc, i tablet, gli smartphone, gli iPad che consentono la fruizione personalizzata dei contenuti, non solo televisivi".

Il Copercom tra poche settimane riprenderà il laboratorio on line per gli animatori della cultura e della comunicazione: il tema sarà "Minori e media". Con quale metodo, quali contenuti e quali obiettivi saranno condotti gli incontri?
"Come in passato, i laboratori avranno il loro cuore nell’intervista a personaggi che, per cultura e professionalità, hanno una parola da spendere e una testimonianza da offrire sul tema prescelto. Nella sessione primaverile abbiamo voluto concentrarci sul tema ‘Minori e media’ proprio per fare massa critica. Non ci nascondiamo l’ambizione di moltiplicare i contatti via Web con i gruppi di ascolto perché sempre più l’esperienza dei laboratori costituisca l’ossatura di una rete di soggetti che vedono nella comunicazione lo spazio per l’esercizio di una propria missione civile".