MARCHE
Università e scuole coinvolte su problemi sociali del territorio
Difesa civica, tutela dei diritti dei minori e degli adolescenti, degli immigrati e dei detenuti. Sono alcuni degli ambiti di ricerca, e di specifiche attività, oggetto di un protocollo d’intesa firmato, a marzo, tra la Regione Marche, i quattro Atenei marchigiani, l’Ufficio scolastico regionale e l’Ombudsman regionale, ovvero il garante dei diritti di cittadinanza che svolge il suo incarico presso l’Assemblea legislativa delle Marche. L’accordo prevede che le Università marchigiane e le scuole della Regione supportino, annualmente, le iniziative programmate dall’Ufficio dell’Ombudsman, che mirano ad approfondire, dal punto di vista scientifico, alcune tematiche legate ai diritti di cittadinanza, ma anche a sensibilizzare i ragazzi attraverso percorsi pensati per loro. Il protocollo si propone, inoltre, di creare una “rete”, ovvero attuare un migliore coordinamento e scambio sui progetti messi in campo dai soggetti coinvolti.Emergenza minori. “Il protocollo d’intesa non fa altro che ratificare una situazione di fatto che persisteva da un paio di anni a questa parte spiega al Sir Italo Tanoni, l’Ombudsman regionale . Alcune ricerche, sulla legalità, sulla mediazione familiare e l’abuso sui minori, sul volontariato penitenziario, sono già state avviate e altri progetti stanno per partire, come ad esempio l’indagine sulle comunità di accoglienza per i minori nelle Marche”. Per quanto riguarda il coinvolgimento effettivo dei giovani ci sono iniziative formative, come quella sull’abuso, “in cui intere classi del quinto anno della secondaria superiore partecipano al progetto che sarà poi materia d’esame. Altre classi di studenti faranno percorsi di ricerca-azione sulla legalità sotto la guida di esperti di settore. I giovani universitari, infine, potranno aderire ai progetti previsti o come tirocinio volontario o con borse lavoro”. Tra le tematiche da affrontare, secondo Tanoni, due sono le più urgenti per il contesto regionale: “Quella dei minori fuori della famiglia, connessa alle cosiddette ‘emergenze educative’ (sostegno alla genitorialità e altro), e quella della giustizia minorile. In questo caso basta solo un dato: secondo l’Ufficio servizi sociali minori, degli 879 casi di giovani minorenni presi in carico da questa struttura nel 2011, perché a vario titolo hanno commesso dei reati, ben 555 sono adolescenti residenti nelle Marche. Un dato quantitativo molto superiore a quello dei detenuti adulti marchigiani ristretti nei sette istituti penitenziari della nostra Regione, che sono circa 370”.Ipoteca sul futuro. “Oggi occorre più che mai incidere nella vita degli studenti in ordine alla presa di coscienza delle problematiche della vita civile”. È l’opinione di don Mario Florio, responsabile regionale dalla Pastorale universitaria e preside dell’Istituto teologico marchigiano. Secondo don Florio, “affrontare temi come la difesa dei diritti dei minori e degli immigrati è importante, soprattutto per decentrare gli studenti da loro stessi e dalla loro carriera e sensibilizzarli alla ricerca del bene comune”. Per quanto riguarda le tematiche più urgenti, il sacerdote ne intravvede due. La prima è relativa all'”emergenza educativa” rappresentata dagli adolescenti e dal loro modo d’impegnare il tempo al di là della scuola, con eventuali progetti di prevenzione della devianza. L’altra è pertinente al lavoro e alle donne: “Credo spiega don Florio che la cittadinanza abbia a che fare anche con l’apertura alla vita. Bisogna sensibilizzare i giovani alla necessità sociale di costruire politiche adatte alle famiglie, dando la possibilità alle giovani madri di lavorare e di non perdere l’impiego a causa della gravidanza. Le ultime statistiche, anche a livello locale, non sono molto incoraggianti e certi contratti capestro, diffusi pure nel nostro territorio, sono una seria ipoteca sul futuro della nostra società”.Lavorare insieme. Il responsabile regionale della Pastorale della scuola, ed ex dirigente scolastico, Franco Marini, concorda che “è urgente intervenire nella prevenzione delle devianze e del bullismo”. Ma anche la famiglia rappresenta un'”emergenza educativa” e “nella diocesi di Pesaro, dove risiedo – spiega Marini abbiamo organizzato dei corsi di formazione per gli insegnanti di religione sul tema delle famiglie allargate nelle quali spesso viene a mancare la figura del padre; oggi nei giovani c’è disorientamento perché anche le comunità non esprimono più quei valori condivisi che le stesse famiglie hanno smarrito”. Per Marini è comunque importante, adesso, costruire delle efficaci collaborazioni tra Uffici di pastorale giovanile e scolastica e insegnanti di religioni: “Abbiamo fatto una prima riunione a marzo con tutti i direttori diocesani di questi tre settori racconta e abbiamo concordato alcune iniziative comuni, anche in vista del convegno pastorale regionale del prossimo anno. Il primo step è comunque che gli Uffici di pastorale comincino a lavorare insieme nelle diocesi per costruire progetti educativi adeguati al loro contesto”.a cura di Simona Mengascini(11 aprile 2012)