GIOCO D'AZZARDO
Un fenomeno gravissimo: dalla denuncia all’iniziativa politica
“Gioco d’azzardo. Dalla denuncia a messaggi di risanamento per le persone, le famiglie, l’economia e la società civile” è il tema dell’incontro che la Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II onlus promuove a Bari lunedì 16 aprile. La giornata sarà divisa in due sessioni: quella del mattino sarà riservata agli studenti della scuole superiori; mentre quella pomeridiana sarà aperta al pubblico. Introdurrà i lavori mons. Alberto D’Urso, presidente della Fondazione di Bari e segretario della Consulta. Tra i vari esperti ed ospiti che interverranno ci sono il presidente della Consulta nazionale antiusura, p. Massimo Rastrelli, e il coordinatore nazionale del Cartello “Insieme contro l’azzardo”, Attilio Simeone. Parleranno anche Isabella Martucci, docente di economia politica; Maurizio Fiasco, sociologo; Aldo Loiodice, costituzionalista; Raffaele Lauro e Giuseppe Pisanu, della Commissione parlamentare antimafia; Paolo Canova (matematico) e Diego Rizzuto (fisico) illustreranno la “Matematica del gioco d’azzardo”. Le conclusioni saranno affidate a mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Castellaneta, e delegato per la Pastorale giovanile della Conferenza episcopale pugliese. Sul gravissimo fenomeno si era ancora soffermato il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione al Consiglio episcopale permanente dello scorso marzo. Luigi Crimella, per il Sir, ha intervistato mons. Alberto D’Urso.
Come nasce questa iniziativa?
“Sin dal 1998 fummo tra i primi come Consulta a lanciare l’allarme sul fatto che una delle cause principali dell’usura era rappresentata dal gioco d’azzardo. Purtroppo oggi constatiamo che su 10 ‘ascolti’ nelle nostre fondazioni ben 4 derivano dall’indebitamento a seguito del gioco d’azzardo. Sin da allora noi denunziammo la vitalità di questo fenomeno, perché appariva già in crescendo. Negli anni più recenti si è avuta una vera e propria impennata. Dal 2004 al 2011 la raccolta del comparto giochi è aumentata del 220%, siamo passati da circa 25 mld agli 80 mld del 2011 e nel 2012 si prevedono 100 mld di euro. Una crescita straordinaria cui non ha fatto seguito un aumento corrispondente delle entrate erariali. Infatti, le somme incassate dallo Stato sono passate da 7 a 13 mld, un aumento davvero modesto che, di là da altre considerazioni, non riflette la presenza sempre più invasiva del gioco d’azzardo nella quotidianità dei nostri cittadini”.
Che dimensioni ha il gioco oggi in Italia?
“Da calcoli recenti emerge che oggi noi siamo a circa 1600 euro di spesa annua a persona. Sono cifre che fanno rabbrividire, tenendo conto della disoccupazione crescente, della perdita o diminuzione del lavoro in numerose famiglie, che così arrivano alla seconda settimana con bilanci già in rosso. Tutto questo si traduce in un dato clamoroso: in Italia si calcola ci siano almeno 900 mila vittime del gioco d’azzardo patologico, un fenomeno gravissimo che intendiamo denunziare con ogni mezzo. Tale situazione non ci lascia indifferenti perché oltretutto c’è una pubblicità ingannevole che esalta la diffusione dell’azzardo. Basti pensare a certe pubblicità quali ‘lasciatemi cantare con una schedina in mano’. Si prefigura cioè la stessa situazione del fumo, dove si scrive sui pacchetti di sigarette che ‘il fumo uccide’ però si continua a vendere sigarette e a far ammalare i cittadini”.
Tra l’altro c’è allarme anche per l’infiltrazione della malavita nel settore del gioco d’azzardo. Cosa intendete fare al riguardo?
“Da parte nostre vogliamo denunciare il rischio di dramma economico per milioni di persone, specie le più povere, che possano cadere nel tranello di riporre la fiducia nel gioco per risolvere i propri problemi economici. I dati recenti del Cnr che 4 italiani su 10 praticano l’azzardo, significano che circa 17 milioni di abitanti in qualche modo sono coinvolti, molti anche massicciamente. La malavita quindi ha un mercato molto ampio in cui inserirsi”.
Ai politici chiedete qualcosa?
“Di dare corso alle iniziative previste, tra cui 4 proposte di legge da unificare per arrivare a un testo efficace, chiaro e improntato alla concretezza. Del resto gli stessi legislatori si rendono conto che con l’incremento della crisi economica si determina una ricerca compulsiva del facile guadagno da gioco, che poi tanto facile non è, anzi. Occorre una visione chiara della situazione e una politica capace di essere lungimirante”.