L’Ue in breve

Commissione: sfruttare il valore economico dei rifiutiBelgio, Danimarca, Germania, Austria, Svezia e Paesi Bassi: sono i Paesi Ue più “virtuosi” in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Eurostat, con un’indagine di 180 pagine pubblicata il 16 aprile, sostiene che questi sei Stati “conferiscono in discarica meno del 3% dei rifiuti urbani, percentuale che, all’estremo opposto, sale a oltre il 75%” in nove Paesi aderenti. Il rapporto statistico segnala che nell’Europa dell’Est si registrano passi in avanti con “un rapido aumento delle quote di riciclaggio”. Peraltro la situazione resta piuttosto preoccupante sotto i profili della tutela della salute, del rispetto ambientale, dei costi economici. Eurostat segnala anche che “la produzione di rifiuti urbani è diminuita in vari Stati membri, probabilmente a causa della flessione dell’economia”: ovvero redditi inferiori, minori consumi, meno rifiuti domestici. Sempre l’istituto di statistica afferma che gli Stati che “vantano percentuali di riciclo dei rifiuti fino al 70%, non interrano praticamente nulla in discarica, dove invece altri Stati membri smaltiscono ancora oltre i tre quarti dei rifiuti”. I risultati migliori sono stati ottenuti in quei Paesi in cui si sono combinati vari interventi: imposte e divieti sulle discariche e sull’incenerimento, sistemi di “paga quanto butti” (con sconti sulle imposte per chi produce meno rifiuti) e “programmi di responsabilizzazione dei produttori” dei rifiuti, soprattutto aziende, esercizi commerciali e famiglie. Janez Potocnik, commissario Ue per l’ambiente, ha commentato: “I rifiuti sono troppo preziosi per essere semplicemente buttati via: con una gestione oculata è possibile reiniettarne il valore nell’economia. In sei Stati membri uno smaltimento in discarica pari praticamente a zero si associa a percentuali di riciclo elevate. In tal modo questi Stati non soltanto sfruttano il valore dei rifiuti, ma hanno contestualmente creato anche industrie fiorenti e numerosi posti di lavoro”. Mercato unico: concorso per la “generazione 1992″”Non c’è bisogno di essere un esperto fotografo, non c’è bisogno di avere una laurea in letteratura o in scienze politiche, non c’è bisogno di essere un genio delle telecomunicazioni”: la Commissione europea si rivolge ai cittadini europei nati nel 1992, anno in cui prese avvio il mercato unico europeo, invitandoli a partecipare a un concorso in cui spiegare, mediante diverse tecniche comunicative, il proprio parere sul mercato senza barriere. L’Ue ha deciso di rivolgersi proprio ai giovani nati vent’anni or sono, dato che “sono diventati grandi in una Europa in cui la libera circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e dei servizi tra i Paesi aderenti è sempre stata una realtà”. La “generazione 1992” può dunque esprimere le proprie considerazioni, attese, esperienze mediante un testo scritto, una fotografia, un video, un fumetto o una applicazione per smart phone. Il concorso mette in palio numerosi premi di valore, oltre a uno stage di quattro settimane presso le istituzioni comunitarie, che saranno consegnati a ottobre a Bruxelles nel corso della “Settimana del mercato unico” (15-20 ottobre). Il sito di riferimento per conoscere più a fondo il mercato unico e le modalità di partecipazione al concorso (che assegnerà anche dei premi mensili da aprile a settembre) è all’indirizzo web www.generation1992.eu. “I progressi verso un vero mercato unico sembrano in stallo”, ha sottolineato il commissario Michel Barnier lanciando il concorso rivolto alla “generazione 1992”. In quell’anno “il mercato unico suscitava grandi speranze. Se guardiamo indietro constatiamo che in effetti esso ha permesso ai cittadini di lavorare dove volevano, ha facilitato gli scambi commerciali, ha creato nuovo lavoro”. Tuttavia il commissario francese ritiene che sia “necessario rilanciare il mercato unico” per dare ai giovani “nuove speranze e migliori opportunità”.Il Parlamento europeo on line, dalla A alla ZetaA come allargamento, E come ecosistema, P come Parlamento oppure come Povertà, S come sprechi… Il Parlamento europeo affida a una serie di video, guidati da un personaggio animato di nome Blink, la presentazione delle attività dell’emiciclo, dei temi in discussione fra gli eurodeputati, dei settori di competenza delle istituzioni dell’Unione. I filmati, della durata di 3 minuti, sono studiati per una comunicazione essenziale e divulgativa, anche a uso delle scuole, rivolta a tutte le età e sono presenti sul sito internet dell’istituzione: www.europarl.europa.eu. A proposito del Parlamento, anche in rapporto alle altre istituzioni comunitarie, Blink fra l’altro spiega: “L’Ue agisce attraverso diversi organi e ognuno di essi ha un ruolo specifico. La Commissione è come il governo dell’Unione. Il Consiglio dei ministri Ue rappresenta i Paesi membri e poi c’è il Parlamento che rappresenta i cittadini”. L’Europarlamento “rappresenta gli interessi di tutti i cittadini europei ed è composto da 754 eurodeputati eletti a suffragio universale. È l’unica assemblea al mondo che riunisce così tanti Paesi e così tante lingue…”. Sono nel frattempo in preparazione, mediante il servizio comunicazione e stampa, altri video per completare un elenco che copra l’intero alfabeto.