PARLAMENTO UE

Diritti da tutelare ovunque

La plenaria si è occupata anche di economia e politica estera

La crisi economica e il problema della disoccupazione in Europa; l’attualità internazionale, con in primo piano i casi della Siria, del Mali, del Myanmar nonché la situazione mediorientale; la tutela dei diritti umani nel mondo; e una ulteriore agenda di temi “concreti”, dalla difesa della biodiversità all’istruzione superiore. L’Europarlamento, riunito in plenaria dal 17 al 20 aprile a Strasburgo, è stato ancora una volta il crocevia di importanti e complesse questioni politiche d’attualità.Diritti, discriminazioni. Il tema dei diritti umani su scala planetaria è stato affrontato con una risoluzione stesa dall’eurodeputato britannico Richard Howitt, secondo il quale “bisogna colmare il divario tra i diritti enunciati e quelli veramente salvaguardati”. Il testo, di oltre 50 pagine (che fa riferimento alla Relazione sui diritti umani 2010), offre una panoramica dei diritti fondamentali nelle diverse regioni del mondo, fra cui la libertà di religione e quella di espressione, l’azione per la pace e lo sviluppo anche in relazione all’attività dell’Onu e della Corte penale internazionale. Numerosi paragrafi sono dedicati a pena di morte, tortura, violenza sulle donne (per la quale si invoca la “tolleranza zero”), diritti dei bambini, discriminazioni, controllo del commercio delle armi, censura su internet… Il testo – approvato dall’aula con 580 voti a favore, 28 contrari e 74 astensioni – sottolinea “che le politiche dell’Ue dovrebbero essere coerenti ed esemplari all’interno dell’Unione, nonché coerenti e in linea con i valori e i principi fondamentali al fine di massimizzare la credibilità dell’Unione europea a livello mondiale e l’efficacia delle politiche in materia di diritti dell’uomo”. Libertà religiosa. La risoluzione invita gli Stati Uniti a onorare l’impegno di chiudere la struttura di detenzione di Guantànamo; insiste affinché Ue e Stati membri adottino le misure necessarie per garantire il salvataggio in mare dei migranti che cercano di entrare nell’Unione europea. Il testo cita numerosi casi di diritti essenziali violati nel mondo, portando specifici esempi in Russia, Iran, Pakistan, Egitto… Il documento “richiama l’attenzione su piaghe quali l’aborto coatto e selettivo del sesso, la sterilizzazione forzata e le mutilazioni genitali femminili”. Nel paragrafo sui diritti umani e la libertà religiosa si condanna qualsiasi persecuzione basata sulla religione o sul credo. Il Parlamento “mantiene il suo impegno a concretizzare la libertà religiosa in tutte le aree del mondo”; ribadisce la sua “preoccupazione” in merito al pieno e reale rispetto del diritto alla libertà di religione per tutte le minoranze religiose in una serie di paesi terzi. Inoltre la relazione “condanna fermamente” ogni atto di violenza contro cristiani, ebrei, musulmani e altre comunità religiose. Rappresentante speciale. Non manca peraltro nel documento qualche paragrafo equivoco ad esempio in materia di salute sessuale e riproduttiva. Occorre anche segnalare che l’Unione europea avrà in futuro un rappresentante speciale per i diritti dell’uomo: la proposta, contenuta nella relazione, è stata esplicitamente ribadita da Catherine Ashton, Alto rappresentante per la politica estera dei 27, durante il dibattito in aula. Ashton ha quindi affermato l’impegno per contrastare “le discriminazioni subite nel mondo dai credenti”, citando in particolare i cristiani. “Non deve mai essere possibile limitare – ha affermato la politica britannica – la libertà di religione”. L’Alto rappresentante ha poi dichiarato: “Giovani, vecchi, donne lottano per la libertà” in medio Oriente e in nord Africa; “molti di loro hanno perso la vita per la libertà. Noi dobbiamo essere al loro fianco, con un approccio coordinato ed efficace per la difesa dei diritti fondamentali”. Commissione antimafia. Nel corso dei lavori, l’emiciclo – che ha accolto 12 deputati “osservatori” della Croazia, per preparare l’adesione del Paese nel 2013 – ha eletto la Commissione antimafia europea, che dovrà occuparsi dei problemi connessi al crimine internazionale, alla tratta degli esseri umani, al riciclaggio di denaro, alla corruzione, al mercato della droga e altri reati che superano le frontiere nazionali, con l’obiettivo di predisporre un piano di contrasto a livello comunitario. Gli eurodeputati hanno inoltre accolto Abdullah II di Giordania, che ha rivolto un discorso centrato sui problemi mediorientali, sulla collaborazione tra Amman e l’Ue, per giungere al conflitto in Terra santa, per la quale il re ha auspicato la formazione di due Stati che “esistono uno accanto all’altro, in pace”; una “Palestina sovrana” entro i confini del 1967 e uno Stato di Israele che possa vivere in “pace e sicurezza”. Abdullah ha ricordato “i solidi legami tra Giordania e Unione europea”, passando poi ad alcune annotazioni sulla “primavera araba”, toccando infine i problemi legati alla crisi economica, con le pesanti ricadute occupazionali che anche la Giordania sta sperimentando.