UE-ISTRUZIONE

Un motore di crescita

Rapporto della Commissione sulla ”educazione all’imprenditorialità”

Si intitola “Educazione all’imprenditorialità nelle scuole in Europa” lo studio realizzato dalla Commissione europea relativo alle strategie e ai programmi in atto in 31 paesi e 5 regioni europee sul fronte della formazione nel campo delle imprese. I dati emersi rilevano che la promozione dell’educazione all’imprenditorialità è in aumento nella maggior parte dei paesi comunitari.  Tradurre le idee in azione. Ma cosa si intende per “cultura imprenditoriale”? Si tratta – secondo l’Esecutivo Ue – della capacità individuale di “tradurre le idee in azione”. Questo implica creatività, innovazione, competenza e assunzione dei rischi, ma anche  capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere gli obiettivi prefissati. Ovviamente si tratta di un tipo di conoscenza che va affinata negli anni attraverso un’istruzione specifica, ma è fondamentale porre le basi di questo progetto fin dalle scuole primarie. La Commissione da tempo sta sollecitando gli Stati membri a perseguire tali obiettivi e, per rafforzare il suo impegno, ha previsto anche tre programmi specifici: “L’Unione dell’innovazione”, “Youth on the move” e una “Agenda per nuove competenze e per l’occupazione”. Potenziare la creatività e l’innovazione e includere l’imprenditorialità a tutti i livelli dell’istruzione e della formazione professionale rientra, infine, tra le finalità a lungo termine del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione “Et 2020”. L’esempio del nord Europa. Dall’analisi condotta dalla Commissione europea e resa nota nei giorni scorsi, realizzata in stretta collaborazione con la rete Eurydice (che fornisce informazioni e analisi in merito alle politiche e ai sistemi d’istruzione in Europa), emerge che i Paesi più predisposti a questo tipo di cultura sono nel nord Europa. In Danimarca, Estonia, Lituania, Olanda, Norvegia, Svezia, Galles e Belgio fiammingo l’imprenditorialità è promossa nei piani di insegnamento di base. In Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Turchia è inserita nelle strategie nazionali per la formazione permanente, la gioventù o la crescita. La relazione mostra, inoltre, che nei due terzi dei paesi analizzati l’educazione all’imprenditorialità “è esplicitamente riconosciuta nei programmi dell’istruzione primaria”. Pur non essendo proposta come materia specifica nelle scuole primarie, “la metà dei paesi presi in esame ha già definito obiettivi formativi correlati ad attitudini e abilità imprenditoriali”. Nell’istruzione secondaria, la metà dei paesi integra l’imprenditorialità nei programmi di materie obbligatorie come economia e scienze sociali e addirittura, in Lituania e Romania, l’imprenditorialità rappresenta una materia obbligatoria a sé stante. In questi ultimi Paesi, inoltre, insieme con il Liechtenstein e la Norvegia, sono anche previsti obiettivi formativi imprenditoriali pratici. Sinergia scuola-aziende. Dalla relazione della Commissione si evince ancora che una dozzina di paesi sostiene iniziative collegate all’educazione all’imprenditorialità, puntando su una “sinergia tra scuola e imprese” e sull’avviamento di piccole attività gestite da studenti. Ciononostante, una formazione specifica per gli insegnanti in quest’area è disponibile solo nella comunità fiamminga del Belgio, in Bulgaria e nei Paesi Bassi. Solo un terzo dei paesi europei “mette a disposizione linee guida e materiali d’insegnamento specifici a livello nazionale per l’educazione all’imprenditorialità”. Complessivamente si può ritenere che questo aspetto della formazione scolastica stia crescendo in Europa, ma non in Italia, dove, secondo la relazione, “non vi è una specifica strategia nazionale per l’educazione all’imprenditorialità, se si eccettuano i percorsi tecnici e professionali”.Competenze e conoscenze. L’educazione, quindi, come viene più volte ribadito all’interno del rapporto, rappresenta “la chiave per plasmare la mentalità dei giovani”, ma anche per fornire le competenze e le conoscenze che sono centrali per lo sviluppo di una cultura imprenditoriale a tutte l’età. Secondo quanto affermato da Androulla Vassiliou, commissario responsabile per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù, “l’educazione all’imprenditorialità è un motore di crescita futura e contribuirà a ispirare gli imprenditori di domani. Per continuare a essere competitiva, l’Europa – aggiunge Vassiliou – deve investire sui suoi cittadini, sulle loro abilità e sulle loro capacità di adattamento e innovazione”. Ciò significa “che dobbiamo incoraggiare l’adozione di una nuova mentalità europea incentrata sull’attitudine all’imprenditorialità, e il primo passo in questa direzione consiste nell’instillare uno spirito imprenditoriale fin dalle tappe iniziali del sistema scolastico”.