FAMILY 2012

Sempre con i più giovani

Venezuela: l’impegno educativo in un Paese senza padri

Foto SIR

“Difendere” la dignità della vita umana a volte non basta, e molto più utile si dimostra lavorare per la “prevenzione” e “l’educazione dei giovani ai valori e alle virtù”. È quello che fa quotidianamente, in Venezuela, Christine Vollmer, uno dei membri laici del Pontificio Consiglio per la famiglia. Vollmer è impegnata attivamente in “Allianza para familia” (www.alianzaparafamilia.org), un’organizzazione non governativa, che s’impegna “a costruire una società migliore attraverso i valori universali e il rafforzamento del fondamentale ruolo della famiglia”. Il Sir l’ha intervistata.

Un nuovo approccio educativo. La Ong ha preparato un programma, “Aprendiendo a Querer/ Alive to the World/Caminhos de Vida”, diretto agli studenti delle scuole che vanno dalle elementari alle superiori. Il corso, originariamente pubblicato in spagnolo nel 2001, è stato poi tradotto in inglese, francese e portoghese e viene oggi utilizzato nelle scuole di tutto il mondo. “Il programma, in 12 libri – spiega Vollmer – presenta una storia continua di un gruppo di amici che affrontano le situazioni tipiche della crescita. Il corso fa riflettere i ragazzi sulle scelte e le loro conseguenze: i temi trattati, adeguatamente all’età, sono la famiglia, l’amicizia, la pressione dei pari, il romanticismo, il sesso, l’amore, il matrimonio, la lealtà, il lavoro di squadra, la responsabilità personale e il rispetto per la proprietà, solo per citarne alcuni. L’approccio scelto, utilizzare una storia che si svolge nel corso di diversi anni, non era mai stato tentato prima”. Christine Vollmer racconta anche che il suo “lavoro è iniziato quando il più giovane dei miei 7 bambini era a scuola, e ora che sono sposati mi dedico totalmente al mio impegno che – ci tiene a sottolinearlo – ha migliorato la mia vita familiare e ha dato a tutti noi una migliore comprensione della famiglia e dei bambini”.

Una popolazione “generosa”. Nonostante l’impegno educativo di tanti, le famiglie, in Venezuela, come in altri Paesi, subiscono la “pressione del materialismo” e risentono della propaganda che “spinge continuamente ad ‘avere’, piuttosto che ad ‘essere'”: “In questo contesto culturale – nota Vollmer – diventa difficile educare i bambini”. C’è poi “la pressione sociale, nonché economica, sulle madri affinché lavorino fuori casa, che agisce sia sui nuclei familiari poveri sia su quelli benestanti, allo stesso modo”. In positivo c’è da riconoscere che nel Paese sudamericano è ancora presente “una profonda fede” e “la popolazione è sinceramente generosa, anche se la frequenza della Chiesa è sporadica”. In effetti, la maggioranza del Paese è cattolica ma Santeria e altri culti “stanno facendo progressi”: la fede dei venezuelani diventa più visibile durante le feste principali e nell’atteggiamento, largamente prevalente, a favore della vita. Vollmer nota poi che uno dei principali problemi delle famiglie venezuelane è “la mancanza della figura del padre, anche se i legami familiari e il rispetto della fedeltà sono molto forti, nonostante questa carenza”.

Da un Paese impoverito. Nel Paese c’è molto interesse per l’Incontro mondiale delle famiglie a Milano e “diversi gruppi si stanno organizzando per partecipare, anche se il Venezuela è totalmente impoverito”. Sta in pratica succedendo la stessa cosa che è avvenuta per la Giornata mondiale della gioventù a Madrid, quando “alcune migliaia di giovani sono riuscite a trovare i fondi per partire”.

(24 aprile 2012)