FAMILY 2012
I monasteri di clausura coinvolti nel cammino di preparazione
"Saremo anche noi a Milano, invisibilmente’ e accompagneremo il Santo Padre, affinché tutto avvenga sotto la guida dello Spirito Santo e porti frutti abbondanti". È quanto scrive suor Maria Graziosa, a nome delle sorelle del monastero "Gesù Maria" di Bologna, al card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, in risposta a una lettera inviata a un grande numero di monasteri di clausura in cui il cardinale chiede una "preghiera intensa e partecipata" per tutti coloro che prenderanno parte al VII Incontro mondiale delle famiglie a Milano (30 maggio 3 giugno). Il cammino di preparazione all’evento, dunque, passa non solo attraverso le catechesi e l’impegno degli Uffici di pastorale familiare nazionali e diocesani, ma anche attraverso l’intercessione silenziosa e quanto mai "concreta" delle comunità claustrali. Queste ultime hanno risposto con entusiasmo alla sollecitazione e attraverso le loro missive hanno mostrato che, pur non essendo "nel" mondo, sono perfettamente a conoscenza dei problemi che lo attraversano e anzi, molto spesso, sono il luogo fisico e spirituale che accoglie le difficoltà e le sofferenze di tante famiglie.
L’offerta di preghiere e sofferenze. Scrive, infatti, suor Chiara Amata, del monastero del "Buon Gesù" a Orvieto, che "sono tante le famiglie che bussano alla nostra porta: famiglie in difficoltà economica, famiglie che fanno fatica nei naturali conflitti generazionali, famiglie che cercano di crescere nella fede, famiglie che ritornano timidamente alla fede". Le Suore Carmelitane Scalze di Vicenza dicono esplicitamente di conoscere la situazione, "attraverso le confidenze e le lacrime di tante famiglie distrutte da separazioni e dissensi", e s’impegnano a offrire "preghiere e sacrifici" perché "i genitori comprendano sempre più la preziosità del loro ruolo in seno alla famiglia e nello scambio amichevole di esperienze e sappiano non solo coinvolgere i figli, ma anche creare legami con altre famiglie per incoraggiarsi a vicenda". Sempre le Carmelitane Scalze, questa volta di Verona, raccontano che "già da alcuni anni, come comunità, abbiamo dedicato una giornata di preghiera e di offerta per la famiglia il 5 di ogni mese; anche le nostre sorelle ammalate offrono la loro sofferenza: questo perché le richieste di preghiere per situazioni familiari sono tante". E infatti: "Ci facciamo carico di tutte le difficoltà che la famiglia deve affrontare dicono le Domenicane di Sorrento (Napoli) e a questo scopo offriamo una volta alla settimana un’ora di adorazione".
"In sintonia" anche alla radio. La richiesta di preghiere stimola anche la nascita di nuove iniziative: le Benedettine di Santa Maria del Fiore di Lapo (Firenze) dicono di aver deciso "di dedicare ogni settimana, tutta la giornata di martedì, a questa intenzione" nella speranza che l’evento di Milano sia "un’opportunità per diffondere una nuova cultura della famiglia". Le Clarisse Cappuccine di Brescia, del Monastero dell’Immacolata, promettono che nei giorni dal 30 maggio al 3 giugno la preghiera sarà "ancora più intensificata, chiedendo allo Spirito di realizzare il miracolo dell’unità e della concordia". Suor Paola di Gesù Crocifisso rivela che per le Carmelitane Scalze di Ragusa "la famiglia, con tutte le sue problematiche è al centro della preghiera quotidiana". Alcune monache, come le Adoratrice Perpetue del Santissimo Sacramento di Monza, già da tempo conoscono e "accompagnano" con "intensa preghiera", questo grande evento: "Dallo scorso settembre fanno sapere le adorazioni che ogni 1° giovedì del mese teniamo a Radio Mater sono contemplate sul tema dell’Incontro, coinvolgendo così tanti ascoltatori". C’è poi chi, come le Carmelitane Scalze di Sant’Agata Li Battiati (Catania), per essere "in sintonia" con il tema del lavoro e della festa, ha deciso di offrire non solo la preghiera "ma anche il nostro lavoro quotidiano e la festa, quella della domenica e quella del vivere insieme, perché tante famiglie ritrovino queste dimensioni fondamentali e possano godere dei benefici di un lavoro dignitoso".
"Nella nostra povertà". Da sottolineare, infine, come l’invito del cardinale ha suscitato un sentimento di gratitudine unanime da parte di tutti i monasteri che si sono sentiti in questo modo "coinvolti" nel cammino di preparazione. "Mi ha commossa essere stata interpellata, pur nella nostra esiguità e povertà", scrive madre Maura Cleofe, del monastero delle Monache Romite di Bernaga di Perego (Lecco), mentre le religiose del monastero Santa Veronica Giuliani di Città di Castello (Perugia) ringraziano "di cuore" il cardinale perché "ci chiama a collaborare secondo la nostra forma di vita". "Siamo ben liete di offrirle la nostra collaborazione orante, seppur piccola e silenziosa’", dicono le Sorelle Povere di Santa Chiara di Camerino (Macerata), mentre le Passioniste di Loreto sottolineano che "come dicono i padri della Chiesa, la preghiera è opus dei’".
(30 aprile 2012)