UE
Celebrata la Festa d’Europa con dibattiti, mostre e ”porte aperte”
“Sessant’anni fa iniziava una rivoluzione tranquilla che avrebbe trasformato il mondo. L’Europa ha dimostrato che è possibile associare pace, democrazia, giustizia, libertà e solidarietà all’interno del nostro modello sociale”. Martin Schulz, presidente dell’Europarlamento, ha pronunciato un discorso ufficiale per la Festa d’Europa che si celebra il 9 maggio – aprendo la sessione plenaria a Bruxelles. Un intervento centrato sulla capacità dell’Ue di “unire le forze” dinanzi a sfide mondiali che “esigono risposte comuni”. ” “Valori e interessi condivisi. Schulz ha ribadito un secco “no” ai populismi e agli egoismi che attraversano gli Stati membri; ha rilanciato il tema della crescita (“il rigore e l’austerità non bastano”), chiedendo investimenti per “favorire lo sviluppo” e “creare nuovi posti di lavoro”. Più volte il politico tedesco ha citato i giovani e la solidarietà tra le generazioni. “Con la Comunità europea del carbone e dell’acciaio”, varata nel 1951, “fu realizzata, come diceva il suo padre fondatore Robert Schuman, una solidarietà di fatto” tra Stati e popoli che fino a pochi anni prima si era combattuti al fronte. Per ricostruire l’Europa sulle macerie della guerra mondiale occorreva – e occorre ancora oggi, secondo il presidente dell’Assemblea la tutela dei valori comuni nonché la “percezione che gli interessi di ciascuno sono indissociabilmente legati a quelli dei nostri vicini”. Da qui il dovere di operare “unendo le forze”; un monito, questo, per “evitare che le forze centrifughe della crisi ci separino”, rimettendo “in questione due delle maggiori acquisizioni dell’Europa: l’euro e la libera circolazione” dei cittadini. Per Schulz chi mette in dubbio il trattato di Schengen (relativo alla libera circolazione dei cittadini europei all’interno dei confini Ue) e la moneta unica, di fatto si schiera contro l’integrazione europea. La quale, pur non essendo esente da limiti e insuccessi, rappresenta a suo dire “l’esperienza politica e sociale meglio riuscita della storia”. L’intervento presidenziale ha quindi propugnato il via libera alla tassa sulle transazioni finanziarie (“per dare risorse nuove all’Ue” e per favorire l’equità), i project bond in chiave di investimenti comunitari e una lotta serrata all’evasione fiscale. “I veri patrioti ha affermato tra l’altro Schulz sono quelli che investono nel loro Paese, non quelli che esportano i capitali altrove”. ” “Federalismo sì o no? La Festa d’Europa è stata celebrata con numerose iniziative nelle sedi Ue, nelle capitali degli Stati membri e in varie altre città: convegni, mostre, feste nelle scuole, manifestazioni di piazza, “porte aperte” per la visita degli edifici comunitari e delle sedi delle agenzie Ue hanno segnato la ricorrenza. Ma le occasioni per ricordare la Dichiarazione Schuman e l’avvio del processo di integrazione proseguono anche nei prossimi giorni, fino al 20 maggio, con l'”open day” al Parlamento europeo, sede di Strasburgo. Nel corso di uno di questi incontri, il presidente del Consiglio europeo, il belga Herman Van Rompuy, ha tenuto a segnalare la specificità dell’integrazione comunitaria: “L’Ue non diventerà mai gli Stati uniti d’Europa”, perché “ci sono 27 Stati differenti”. E “ogni nazione ha la propria storia, la propria lingua e cultura. Non siamo come gli Stati uniti d’America”. Van Rompuy ritiene che la “creazione di uno Stato federato” non sia la soluzione praticabile e giusta per il vecchio continente, benché “più Europa e più integrazione comunitaria” siano a suo dire la strada migliore per affrontare i problemi generati dalla crisi e dalla globalizzazione. Di altro avviso è Guy Verhofstadt, anch’egli belga, leader dei Liberaldemocratici nell’Euroassemblea, che ha invece sostenuto: “Non dobbiamo aver paura di usare il termine ‘federale’ quando si parla del futuro dell’Europa”. ” “”Non è una punizione divina”. Stop ai populismi e alle demagogia “di destra e di sinistra” e “nuovo impegno per ridurre il deficit democratico dell’Unione”. Joseph Daul, francese, capogruppo dei Popolari al Parlamento europeo, ha segnalato dal canto suo i pericoli derivanti dal “delicatissimo momento che sta attraversando la costruzione economica e politica dell’Europa”. Daul ha ribadito l’impegno per “difendere questo spazio di pace, democrazia, dialogo, solidarietà e sviluppo”, le cui fondamenta furono poste dalla Dichiarazione Schuman. “L’Europa ha dichiarato Daul ha mostrato coraggio nell’affrontare questa crisi. Ora occorre andare avanti con serietà tra rigore e crescita, che sono due facce della stessa medaglia” per perseguire il benessere dei cittadini Ue. Hannes Swoboda, leader dei Socialisti e democratici, è invece partito dall’analisi del voto in Grecia, che “ha mostrato tutta la delusione e la rabbia per la crescente ingiustizia sociale” legata agli esiti della recessione. “Servono riforme forti ha proseguito per ridare speranza ai greci e a tutta l’Europa”. “La crisi ha aggiunto l’eurodeputato austriaco non è una punizione divina, l’abbiamo creata noi e ne possiamo uscire solo insieme, perseguendo quella solidarietà” cui faceva riferimento lo stesso Robert Schuman.” “