MARIO MONTI A RONDINE
Il presidente del Consiglio con i giovani provenienti da luoghi di guerra
"Parto da qui sentendomi anch’io una piccola rondine, perché condividendo il pranzo con questi giovani sono rimasto colpito dalla sincerità e dall’intensità dei loro rapporti, al punto di non credere, almeno nella fase iniziale della conversazione, al fatto che provengano da luoghi in cui una storia di conflitti, li vuole nemici". Con queste parole il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, dopo aver accolto Benedetto XVI ad Arezzo, ha salutato oggi i ragazzi di Rondine Cittadella della Pace, un piccolo borgo medioevale alle porte della città toscana, dove giovani provenienti da luoghi di guerra nel mondo, studiano e convivono per diventare i leader di domani. "Da questo borgo prosegue il capo del governo italiano – si diffondono prospettive di pace per terre vicine e lontane dall’Italia, come i Balcani, il Caucaso e il Medioriente ad esempio."
Costruttori di ponti solidi. Monti, in visita nella Cittadella della Pace per conferire il premio "Rondine d’oro" ad una giovane dello studentato internazionale, originaria della Sierra Leone, ha poi sottolineato l’importanza dell’operato svolto dalla realtà aretina impegnata nella promozione della pace a livello internazionale: "Provare a convivere con il nemico, può essere visto, nei loro Paesi d’origine come un allontanamento, un atto di tradimento, là dove la missione storica è combattere l’altro. Con la vostra stessa azione educativa si costruiscono ponti solidi, rapporti personali, racconti interculturali senza alcuna retorica; perché qua si sta al tavolo con il nemico per rovesciare l’inimicizia. Torno a Roma più convinto e più contento del ruolo che mi è toccato svolgere in questi mesi perché vedo che è possibile ; a Rondine, in un terreno molto più difficile, ci sono riusciti bene". Nel suo intervento il Presidente del Consiglio Monti ha definito Rondine come "il luogo dove si percorre la strada per la risoluzione del conflitto basandosi sul dialogo e sulla convivenza, oltre la diffidenza, la propaganda e il pregiudizio". Poi, il riferimento alla situazione del nostro Paese: "Per l’Italia la guerra è solo un ricordo, ma il presente è segnato da forti tensioni sociali, dovute certamente alla crisi economica, alla mancanza di lavoro, alla difficoltà di fare impresa, ma anche ad una profonda emergenza generata dalle rapide trasformazioni e dall’inevitabile disorientamento che queste comportano".
Ragazzi audaci. A far da guida al senatore Monti nel piccolo borgo toscano, Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine. "Accogliendo lei ha affermato Vaccari rivolgendosi al Premier Monti ospitiamo insieme il presidente, vertice della vita istituzionale e il professore, la persona che sta dentro quel processo dove non c’è invidia, perché solo nella vittoria dello studente è la vera vittoria del professore. I giovani che lei ha conosciuto, rappresentano anche coloro che hanno già terminato il percorso presso lo studentato internazionale, per continuare a rovesciare la storia, al fine di far germogliare la pace." Il professor Vaccari ha definito i giovani di Rondine "ragazzi audaci, che accettano la sfida di sconvolgere la loro vita, riuscendo a generare inaspettate amicizie", paragonandoli a "giacimenti rinnovabili di energia" per trasformare l’odio contenuto negli oceani di rabbia e dolore provocati dalle guerre. Infine l’augurio di una collaborazione con il governo italiano: "Abbiamo la comune responsabilità di questi giovani, insieme possiamo varcare ogni linea di confine, abbattere ogni muro e liberare energia. Spero, signor Presidente, che lei possa trarre da questa visita qualche motivo d’ispirazione, incoraggiamento per le attività di governo che presiede". Attualmente il Ministero delle politiche di cooperazione e il Mae sono i due principali interlocutori di Rondine, affinché lo "sguardo internazionale" dell’associazione aretina possa far nascere le future classi dirigenti dei vari paesi del mondo, perché è solo attraverso la scoperta e la conoscenza del proprio "nemico" che ci si può allontanare dai conflitti e dalle guerre, diffondendo una nuova visione del mondo. Una giornata intensa quella che ha visto protagonisti i ragazzi di Rondine, il Presidente Franco Vaccari e il Presidente del Consiglio Mario Monti ad Arezzo, in occasione, prima, della visita pastorale di Benedetto XVI nella Diocesi aretina cortonese e biturgense, poi, tra le vie della Cittadella della Pace.
a cura di Riccardo Ciccarelli, inviato Sir a Rondine Cittadella della pace (Arezzo)