ITALIA

Un laboratorio di futuro

La Chiesa di fronte alla disoccupazione giovanile

Un “laboratorio di speranza” con cui la Chiesa italiana si sta facendo vicina ai giovani nel tempo della crisi. Si è svolto a Roma (21-25 aprile), il 25° Corso di formazione nazionale per i direttori diocesani e gli animatori del “Progetto Policoro”, esperienza promossa già dal 1995 dalla Cei attraverso tre organismi (pastorale per il lavoro, pastorale giovanile e Caritas italiana) e che ad oggi coinvolge 100 diocesi (www.progettopolicoro.it). Mercoledì 25, rivolgendo un saluto ai partecipanti al corso, nell’udienza generale in piazza S. Pietro, Benedetto XVI ha auspicato che questo progetto “alla luce dei valori evangelici, possa sostenere quanti si adoperano in favore delle problematiche lavorative delle giovani generazioni”. Il “Progetto Policoro” è un “progetto di evangelizzazione” nato 16 anni fa per aiutare i giovani disoccupati del Sud del Paese. “Di fronte alla crisi del lavoro perché non diventi crisi di vita, la Conferenza episcopale italiana, ha elaborato una risposta ecclesiale alla disoccupazione, al lavoro nero, allo sfruttamento che affliggono molte generazioni di giovani. La soluzione proposta – ha illustrato mons. Angelo Casile, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro – è lavorare insieme per: evangelizzare il lavoro e la vita; educare e formare al lavoro dignitoso; esprimere insieme solidarietà e reciprocità”. L’iniziativa opera coinvolgendo a vari livelli (nazionale, regionale, diocesano) più soggetti: direttori delle tre pastorali (lavoro, giovanile, Caritas); diverse associazioni (Acli, Cisl, Confcooperative, etc.), formatori e animatori di comunità. Questi ultimi, formati con percorsi sulla Dottrina sociale della Chiesa, fanno animazione nelle diocesi: orientamento dei giovani, formazione di una nuova mentalità del lavoro, promozione dell’imprenditoria giovanile. In 16 anni, il Progetto ha generato così 800 animatori, oltre 500 gesti concreti(cooperative, piccole imprese, consorzi, etc.) e occupazione per migliaia di giovani che oggi lavorano e hanno figli. Partito con tre 3 Regioni del Sud, oggi coinvolge quasi tutte le regioni italiane. 98 le diocesi aderenti (86 nel Sud e 12 nel Centro-Nord). L’ingresso di queste ultime è novità degli ultimi anni: se prima la disoccupazione interessava prevalentemente il Sud Italia, con la crisi cresce in tutto il Paese nei giovani il bisogno di dar vita a iniziative e una nuova sensibilità verso l’impresa etica.Con speranza nella crisi. “Oggi abbiamo bisogno di speranza come del pane”: è il messaggio risuonato durante il corso, ed espresso con queste parole dal segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, il quale ha sottolineato “il prezioso servizio” del “Progetto Policoro” per le nuove generazioni “alla ricerca di lavoro, ma forse di molto di più: di coraggio, di senso, di speranza”. I tempi sono difficili, ma dalla fede viene il coraggio di non arrendesi.”Il nostro servizio – ha detto – non è solo di realizzare cose, ma di dare speranza. Le nostre opere saranno molto poco, se non sono capaci di costruire un futuro per noi stessi e per gli altri”. Al Corso di formazione si è affermato che la crisi può essere un’occasione per “educare a una nuova cultura di cristiani, capaci di stare da laici responsabili nel lavoro” e che i giovani coinvolti nel Progetto Policoro “sono già la reale presenza di un futuro carico di speranza”. Un mosaico di idee. Espressione di ciò sono le 500 cooperative create, mosaico di un’economia attenta all’etica, al sociale, al commercio equo-solidale. Punta di diamante, il Consorzio “Nuvola”: oltre 15 cooperative che offrono un sistema di servizi integrati alla persona (servizi a disabili e anziani, asili nido, centri d’accoglienza per immigrati, prevenzione della tossicodipendenza). Per moltiplicare le iniziative imprenditoriali dei giovani il Progetto sta indirizzando le diocesi verso il microcredito. La filosofia è superare la difficoltà di accesso al credito bancario, facendo sì che “la diocesi stessa stanzi nelle banche locali un ‘fondo di garanzia’ per i giovani, mentre un Comitato accompagna la realizzazione dei progetti. Grazie all’iniziativa “Lavorare insieme per crescere insieme”, infine, nata per promuovere rapporti di scambio tra animatori dello stesso anno di formazione, di due diocesi di Regioni diverse, si stanno realizzando “a specchio” sui territori, numerose iniziative: seminari nelle università e stage formativi per la creazione di imprese, tirocini nelle scuole, educazione al lavoro dignitoso, iniziative per riscoprire gli antichi mestieri abbandonati, ricognizioni sui beni diocesani (terreni, locali, beni culturali)per dar vita ad attività economiche (servizi turistici, cooperative, etc.) La filosofia è “fare rete”, già questo segno di speranza.” “