CHIESE IN BREVE
Polonia: convegno di Caritas Europa”La Chiesa aiuta tutti, indipendentemente dalla fede e dalle idee politiche”: lo ha ricordato il card. Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, in occasione della conferenza di Caritas Europa dedicata al fenomeno delle migrazioni, che si è conclusa a Varsavia il 12 maggio. Il card. Sarah ha sottolineato che le scuole e gli ospedali cattolici sono aperti a tutti poiché “quando aiutiamo i non-cattolici non vogliamo imporre il cattolicesimo ma soltanto dimostrare l’amore di Dio e far sì che sappiano che Dio è amore”. Il card. Sarah ha ricordato il recente contributo del Pontificio Consiglio Cor Unum a favore degli esuli in Siria, pari a oltre 100 mila dollari: “Dobbiamo dimostrare che Dio è dalla parte di coloro che soffrono”. Parlando poi dell’identità di Caritas Europa (rete di 46 Caritas nazionali) ha ribadito l’importanza del volontariato nel rispondere alle sfide che Europa deve fronteggiare nell’attuale crisi economica e sociale: “È evidente che lo stato di crisi che stiamo vivendo non ha solo una dimensione finanziaria ed economica ma riguarda soprattutto la sfera culturale e antropologica”. Le attività della Caritas, quindi, “dovrebbero essere focalizzate sul sostegno allo sviluppo integrale della persona”. Bisogna far sì che “di fronte alla povertà e alla disperazione la Caritas non si limiti unicamente agli aiuti finanziari e materiali ma che il suo operare sia basato sull’incontro personale con l’uomo in difficoltà, al quale è necessario restituire la propria dignità di persona”. Il presidente di Caritas Europa, Erny Gillen, ha rilevato che “la povertà non è un termine astratto ma una realtà in cui ci si può trovare senza la possibilità di uscirne fuori”. La conferenza, dedicata ai quasi 32 milioni di migranti del continente europeo (dati Eurostat) e cioè il 6,4% dell’intera popolazione dell’Europa, ha esaminato alcuni aspetti del fenomeno, tra i quali le famiglie dei migranti e i loro figli, che non sempre godono del diritto di stare con i propri genitori e di avere un’educazione adeguata. Tra le proposte, quella di garantire ai migranti una retribuzione minima che assicurerebbe la sussistenza delle le loro famiglie. Si è discusso molto anche della questione degli “euro-orfani”, cioè dei bambini che hanno i genitori che lavorano all’estero. In Polonia i minori in questa condizione superano i 400 mila. Spetta alla politica, hanno sottolineato i partecipanti alla conferenza, assicurare al migrante che lavora legalmente “condizioni adeguate affinché egli possa essere raggiunto dai membri della propria famiglia, per condurre una vita normale”. Secondo il direttore della Caritas polacca, mons. Marian Subocz, il fenomeno delle migrazioni crescerà parallelamente all’aggravarsi della crisi. Mons. Subocz ha perciò auspicato che lo scambio di esperienze dei membri di Caritas Europa porti ad una migliore rappresentanza degli interessi dei migranti davanti alle istituzioni europee.Comece-Kek: un ordine economico sostenibileSi terrà il 23 maggio, a Bruxelles, il convegno su “The Contribution of Spirituality and Ethics: Towards a Sustainable Economic Order” (“Il contributo della spiritualità e dell’etica per un ordine economico sostenibile”). Al tema dell’economia i vescovi dell’Unione europea avevano già dedicato il documento (presentato a Strasburgo lo scorso 12 gennaio) su “European Community of Solidarity and Responsibility. A Statement of the Comece bishops on the Eu Treaty objective of a Competitive Social Market Economy” (“Una Comunità europea di solidarietà e responsabilità. Una dichiarazione dei vescovi Comece su uno degli obiettivi del trattato europeo di Lisbona riguardo a un’economia sociale di mercato competitiva”). Una presa di posizione ad ampio respiro, all’insegna della costruzione di un futuro di solidarietà e responsabilità. Il convegno del 23 maggio è promosso congiuntamente dalla Comece e della Kek, il Consiglio europeo delle Chiese, protestanti e ortodosse. “Comece e Kek si legge nella nota di presentazione cercano di portare una riflessione di fondo sull’integrazione europea, fondata sulla ricerca del bene comune e il rispetto della dignità umana. Siamo convinti che le origini della crisi economia e finanziaria non rimandano unicamente alla sfera economica e finanziaria ma che l’etica e la spiritualità hanno un punto di vista da offrire a questo riguardo”. È per approfondire questa riflessione che i due organismi europei hanno promosso il convegno le cui relazioni principali saranno tenute da mons. André-Joseph Léonard, arcivescovo di Bruxelles-Malines, e da Edy Korthals Altes, ambasciatore emerito del regno d’Olanda. Presiederà mons. Adrianus van Luyn, vescovo emerito di Rotterdam e fino al mese di marzo presidente Comece, e che ha lasciato l’incarico al card. Reinhard Marx di Monaco-Frisinga in Baviera. Il dibattito sarà aperto dalle domande di due rappresentanti dei giovani europei, Kristine Jansone della Ewce (East West Council for Education, un organismo che promuove e sostiene lo scambio internazionale degli studenti) e Marie-Caroline Leroux della Wya (World Youth Alliance, organizzazione per la solidarietà internazionale e la promozione dei diritti umani).