FAMILY 2012

Con la famiglia la crescita

Una riflessione all’Intergruppo parlamentare alla vigilia dell’Incontro

La famiglia è una "comunità naturale fondata sul matrimonio, che da sempre la Chiesa, certo non da sola, presenta quale luogo privilegiato dell’incontro relazionale, del mutuo arricchimento e del patto tra generazioni. Possiamo realisticamente dire che senza famiglia non c’è futuro": lo ha detto oggi, 23 maggio, a Roma, il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, nel discorso pronunciato al convegno su "Famiglia, fattore per la crescita", promosso dall’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Il cardinale ha espresso all’inizio del suo intervento un orientamento generale: quello di volersi "soffermare sulle ragioni di fondo della famiglia", un’"opera – ha proseguito – resa ancora più urgente da alcuni fattori problematici della società odierna, quali: il primato dell’individuo, la preferenza di alcuni valori a discapito di altri, la diversità relazionale tra uomini e donne rispetto al passato, la netta separazione tra pubblico e privato come se la persona non fosse sempre la stessa". Sempre introducendo il suo discorso, il card. Bertone ha voluto anche richiamare l’imminente Incontro mondiale delle famiglie (Family 2012 – www.family2012.com), che si terrà a fine maggio a Milano con la presenza del Papa sul tema "La famiglia: il lavoro e la festa".

Tra lavoro e riposo. Proprio riferendosi a lavoro e riposo, il cardinale ha ribadito che esso "è da proteggere proprio in quanto è parte integrante della persona", come provano le gravi ripercussioni che si hanno nella esistenza di coloro che lo perdono. Ha richiamato le "crisi esistenziali che coinvolgono e minacciano gli equilibri familiari", esprimendo l’esigenza che il lavoro umano, anche come recita la nostra Costituzione, possa essere "produttivo, non fagocitante e non alienante la persona". Di converso, "il riposo deve poter godere di alcuni requisiti umanizzanti ed etici per potenziare il benessere sociale". La parte centrale del discorso del cardinale si è poi dispiegata sui temi della famiglia e del diritto naturale. "Il valore della famiglia – ha affermato – ha chiaramente una rilevanza meta-giuridica, proprio perché non è un bene a disposizione della nostra volontà, così da poter essere de-strutturato o, addirittura, manipolato secondo il mutare degli eventi o delle sensibilità del momento, attraverso quelle che potremmo definire anche a livello di pensiero ‘maggioranze variabili’".

Famiglia e diritto naturale. "In Europa – ha poi aggiunto – la riflessione giuridica contemporanea ha archiviato, forse troppo rapidamente, il pensiero ‘naturale’ in favore del solo ‘positivismo giuridico’, strutturato secondo il criterio delle procedure". Ne è derivato "il rischio concreto di perdere" il "bene ultimo della persona, intesa in tutta la complessità, la sua fragilità, ma anche la permanente dimensione etica". A questo punto il segretario di Stato ha trattato della famiglia "secondo il diritto naturale", ricordando che essa è "comunione di amore e di vita basata sul matrimonio tra un uomo e una donna" e "cellula fondamentale della società umana". Nella visione cristiana, ha aggiunto, all’"unità dei due è affidata da Dio non soltanto l’opera delle procreazione e la vita della famiglia, ma la costruzione stessa della storia". Poste queste premesse, secondo il cardinale ne deriva che "il riconoscimento della legge naturale è un invito pressante per il legislatore a tutelare la famiglia". A sostegno di questa affermazione, ha richiamato l’art. 29 della Costituzione ("La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio") evidenziando come lo Stato "non concede, non stabilisce, né autorizza, ma riconosce ciò che è già in esistenza".
Un padre e una madre. Il "favor familiae" contenuto nell’art. 31 della Costituzione ("La Repubblica agevola… protegge la maternità, l’infanzia, la gioventù…") si regge – secondo il cardinale – sul principio dell’unicità della famiglia naturale e sull’esigenza di tutelarne "l’istituto finalizzato al bene umano comune". Aspetti derivati da questi principi generali, quali i diritti dei genitori all’educazione dei figli, alla trasmissione dei valori morali e religiosi in cui credono, a un’educazione sessuale "che non può limitarsi ai semplici fattori biologici", alla tutela dei diritti dei bambini, sono stati trattati nella seconda parte del discorso ai parlamentari. In particolare, ha insistito sul diritto alla vita, su quello ad avere una famiglia composta "da un padre e una madre per potersi relazionare, fin dalla primissima infanzia, con due figure complementari, che si amano tra loro e lo amano, per acquisire così una chiara e solida identità, una personalità matura e compiuta". Il cardinale ha poi trattato del "vincolo tra le generazioni" (sul ruolo degli anziani, dei "nonni") e della donna, richiamando pronunciamenti di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI sulla pari dignità e complementarietà dei ruoli maschile e femminile. In conclusione, ha richiamato il rapporto fra famiglia e bene comune, così come delineato nella enciclica "Caritas in Veritate", cioè ad un’"azione sostenuta dalla carità".

(23 maggio 2012)