CHIESE IN BREVE

Italia, Germania, Francia

Italia: prolusione del presidente all’assemblea dei vescovi”Si doveva cambiare. Si deve cambiare”. In tale contesto s’inquadra “l’iniziativa governativa di messa in salvo del Paese, in grado di scongiurare il peggio”. Il 21 maggio, nella sua prolusione di apertura della 64ª assemblea della Conferenza episcopale italiana (Cei) – in Vaticano fino al 25 maggio – il cardinale presidente Angelo Bagnasco ha tracciato un’analisi dello scenario politico del Paese sottolineando che “a una crisi epocale si deve rispondere con un cambiamento altrettanto epocale, di mente anzitutto”. Con riferimento alla crescente disaffezione per la politica, testimoniata dall’alto tasso di astensionismo alle elezioni amministrative dei giorni scorsi, il presidente della Cei ha stigmatizzato “l’incertezza dei partiti” e la corruzione, “un tradimento del bene comune”. La gente, ha ammonito, “aspetta di vedere dei segni concreti, immediati ed efficaci” e vuole recuperare “la piena fiducia nella politica e nei partiti”. In Italia, ha aggiunto, “c’è bisogno di lavoro, lavoro, lavoro”. I giovani, in particolare, “devono finalmente ricevere dei segnali concreti”. “Interroga e inquieta”, secondo il porporato, il “dramma dei suicidi di persone che si sentono schiacciate dalle responsabilità aziendali o familiari, spesso da debiti per i quali non hanno colpa”. Di qui la necessità di appurarne “con diligenza le cause concrete” e di approntare “sportelli amici a cui possa rivolgersi con fiducia chi è disperato”. Con riferimento al gravissimo attentato di Brindisi, che ha causato la morte della sedicenne Melissa Bassi e il ferimento di altre cinque studentesse, e alla gambizzazione a Genova di un alto dirigente aziendale, Roberto Adinolfi, il card. Bagnasco ha osservato che “è inevitabile fare collegamenti col passato e intravvedere ombre eversive che cercano di pescare nel torbido di disagi e paure per destabilizzare la vita sociale”. Di qui il monito: “Nessun credito da parte di alcuno può essere dato a coloro che, comunque travestiti, usano violenza e perpetrano crimini”.Germania: in settembre “Civiltà dell’amore” A quasi un anno di distanza dall’avvio del processo di dialogo all’interno della Chiesa cattolica della Germania, promosso dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk) nel luglio 2011, il presidente dei vescovi mons. Robert Zollitsch ha diffuso dal sito della Dbk un comunicato in cui si annuncia una nuova manifestazione che si svolgerà il 14 e 15 settembre ad Hannover. “Civiltà dell’amore – la nostra responsabilità nella libera società” è il titolo dell’incontro che vedrà la partecipazione di circa 300 persone e che, secondo la Conferenza episcopale, è finalizzato ad esplorare “il compito primigenio della Chiesa per un’attività diaconale rivolta al futuro”. Durante l’evento saranno affrontati tre argomenti principali: “la questione delle opportunità e dei limiti della Chiesa in una società libera”, l’esigenza di una “maggior vicinanza alle persone che richiedono aiuto e solidarietà” e “la testimonianza futura della Chiesa in campo politico e sociale”. Tramite questi aspetti”, ha affermato mons. Zollitsch, “si intende chiarire l’opera diaconale e pastorale della Chiesa e mostrare il suo impegno pubblico e caritativo”, ed “elaborare un piano di orientamento verso una civiltà dell’amore nella società libera”, con la volontà di individuare anche modi concreti di realizzare questo obiettivo e rafforzare la fede. All’incontro di Hannover parteciperanno, accanto ai componenti della Dbk, anche rappresentanti delle diocesi e del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), così come delle comunità spirituali e della Caritas tedesca. Francia: pellegrinaggio per giovani europei”Chemin de l’espérance” (Cammino di speranza) è lo slogan del pellegrinaggio di nove giorni per giovani europei lungo il “Camino nel Bourbonnais” (Francia) che collega Souvigny, importante santuario fondato dai monaci di Cluny, con Notre Dame du Port, capolavoro dell’architettura romanica a Clermont-Ferrand. A promuovere l’iniziativa sono gli “Amis de Saint Jacques en Bourbonnais”. Sei gruppi di diciottenni partiranno in sei giorni successivi. Il primo turno è previsto dal 21 al 29 luglio; l’ultimo dal 26 luglio al 3 agosto. “Espérance” è “anche il motto di questa storica regione, e con la fede e la carità, la principale virtù cristiana”, spiegano gli organizzatori, cui si uniscono nell’invito ai giovani l’arcivescovo di Clermont, mons. Hippolyte Simon, e il vescovo di Moulins, mons. Pascal Roland. “Che bella virtù è davvero la speranza!”, scrive in una lettera Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio dell’Unione europea che ha concesso il patrocinio all’iniziativa. Definendo il pellegrinaggio “un’impresa al tempo stesso fisica e spirituale”, Van Rompuy osserva che la speranza “suppone un futuro da attendere, da preparare, da progettare e dunque una gioia di vivere da incarnare e trasmettere”. “‘Spero ergo ero’ (spero dunque sarò) scriveva il filosofo tedesco Ernst Bloch in risposta al ‘Cogito ergo sum’ di Descartes”, rammenta il presidente del Consiglio Ue. Di qui l’auspicio che “sui cammini del Bourbonnais” i giovani partecipanti “possano, come il teologo Jean-Yves Leloup”, sentire “la foresta cresce, il canto della linfa e la brezza leggera della nostra speranza comune”. Info: www.chemin-esperance.eu.